Narrativa italiana Romanzi Gocce d'amore
 

Gocce d'amore Gocce d'amore

Gocce d'amore

Letteratura italiana

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Siamo nel cuore scintillante dei trasgressivi anni Sessanta. Marinella, ragazza veneta di umili origini, figlia di contadini e di mugnai di Mossano, fantastica un futuro diverso. Lavora presso un hotel di lusso come cameriera di sala e nel frattempo studia l’inglese ma il suo sogno è diventare una cantante jazz: entrare, lei bianca, nel tempio inviolato della musica nera per eccellenza. Questo libro è la storia di un talento straordinario, di un’incredibile ascesa, che rincorre il mito incarnato da Ella Fitzgerald. Bella, brava, acclamata, desiderata, amata. Ma cosa può dirsi veramente “successo”?



Recensione della Redazione QLibri

 
Gocce d'amore 2012-12-21 09:43:43 Nadiezda
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Nadiezda Opinione inserita da Nadiezda    21 Dicembre, 2012
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Il sogno di Marinella

Ho appena terminato questo piccolo romanzo e mi sento di dire che è bellissimo.
Una storia magnifica.
Devo fare i complimenti all’autore che con il suo stile poetico mi ha incantato fin dalle prime pagine.
Inoltre le descrizioni dei Colli Berici di Vicenza mi hanno fatto sentire lì, a passeggiare in quel di Mossano.

Passiamo alla trama del libro.

Marinella è la protagonista, lei è una ragazza di umili origini ha studiato all’alberghiera ed ora lavora come cameriera di sala in un prestigioso hotel, ma lei coltiva anche un grande sogno.
Marinella ama cantare e vuole diventare come Ella Fitzgerald, ma per coronare questo grande sogno dovrà fare molti sacrifici.
Studierà canto e prenderà lezioni di inglese.
Un bel giorno conoscerà Mister Peterson, un importante impresario americano che l’accoglierà e la tratterà come fosse sua figlia.
Vi chiederete cosa centra l’immagine di Afrodite in copertina, vi preannuncio solo che questa dea instillerà in Marinella una goccia di fortuna.

Mi fermo qui e ribadisco che si tratta di un romanzo molto bello e talvolta commovente.
L’unica pecca riscontrata è stata sul nome e le origini di un vino che è stato citato più volte dallo scrittore: il tocai.
Prima cosa, lui l’ha scritto sempre in maniera errata (tokay e tokai) ed inoltre viene si chiamato “il corallo dei Berici”, ma le piantine di vite hanno origini friulane e non vicentine.

Vi auguro buona lettura!

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