Narrativa straniera Fantascienza Il guardiano degli innocenti
 

Il guardiano degli innocenti Il guardiano degli innocenti

Il guardiano degli innocenti

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Geralt è uno strigo, un individuo più forte di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi. Strappato alla sua famiglia da bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte.

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Il guardiano degli innocenti 2019-11-04 10:12:08 Scavadentro
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Scavadentro Opinione inserita da Scavadentro    04 Novembre, 2019
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basi di una saga


Breve premessa: chi si aspetta l'avvio di una mitologia epica eviti di iniziare a leggere questo ed i successivi sette libri di Sapkowski che hanno come protagonista lo “strigo” Geralt di Rivia. Capolavori come il Signore degli anelli, tutta la saga di Shannara di Terry Brooks o i testi di David Eddings e finanche Il trono di spade e seguenti hanno infatti rappresentato per il sottoscritto le basi del fantasy, assurgendo a livelli molto alti (senza voler essere blasfemi) come l'Odissea, L'Eneide o L'Iliade. Qui siamo su sentieri più bassi, su una qualità ottima e tematiche scorrevoli e piacevoli. Ma da questo punto di origine, rappresentato da “Il guardiano degli innocenti”, balza agli occhi il diverso approccio sulla materia e lo sviluppo del e dei personaggi. In primis lo strigo (che assomiglia un po' all'elfo nero Drizzt Do'Urden creato da R.A. Salvatore) , appare al lettore come figura singolare, semplice, con caratteristiche evidenti. Non c'è un punto di partenza specifico, una narrazione generale (guerre, ricerche ecc..) ove Geralt si muove. Ci sono sette racconti (frutti di una elaborazione atta a legare i quattro originali apparsi nell'obsoleto “Wiedzmin” testo edito solo in polacco e ceco) che con una certa dose di ironia (evidenti rifermenti alla favolistica con Cenerentola e Biancaneve) propongono lo strigo informandoci brevemente del suo ruolo di cacciatore di mostri quali basilischi, vampiri ecc.. che infestano i villaggi e le città. La professione è altamente disprezzata dalla popolazione e dai nobili, anche se necessaria non soltanto all'eliminazione dei citati ma anche per la liberazione da maledizioni di ogni sorta. Nel mondo di Geralt sono presenti i maghi, i regnanti, i druidi, i cantastorie, i borgomastri, le sacerdotesse ed inoltre elfi, ondine, silvani, nani, gnomi e molte altre creature indicate con i nomi originali in lingua polacca. Nel libro si alternano personaggi affiancati allo strigo, come il bardo Ranuncolo , la sacerdotessa Nenneke e la maga Yennifer. Le vicende sono gradevoli e ben congegnate, e Geralt non viene infuso di un'aura di invincibilità, ma mantiene una dose di umanità che lo rende istintivamente simpatico. Dialoghi e ritmo fanno ben sperare per i futuri romanzi che mi impegno a recensire prossimamente. Non so come giudicare la trasposizione televisiva in serial che è stata annunciata da Netflix. Certamente, considerato che da questi testi è stato tratto un videogioco a quanto pare molto famoso, la mia recensione potrebbe risultare incompleta o non molto attinente e calzante. Soprattutto per i più giovani che, data la mia età senescente, saranno i più numerosi …...

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il ciclo Dragonlance Weis e Hickman
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Il guardiano degli innocenti 2016-01-07 18:25:11 Sam93
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Sam93 Opinione inserita da Sam93    07 Gennaio, 2016
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Profumo di lillà e uva spina

Lo ammetto: non conoscevo questo romanzo, nonostante mi piacciano molto i fantasy. Poi, un giorno, è comparso dal nulla: i miei amici nerd hanno iniziato a consigliarmelo, ovunque si vedeva la pubblicità dei videogiochi tratti dalla saga. Con così tante opinioni positive non potevo non leggerlo! In effetti, il romanzo è quasi perfetto.
I personaggi hanno tratti umani che li rendono vicini al lettore e lo fanno sentire un compagno d'avventure di Geralt e Ranuncolo. Geralt è uno strigo, un cacciatore di mostri, necessario alla società ma da essa temuto ed odiato: la sua vita è difficile e sente continuamente come questa sia in cambiamento costante, insieme alla società in cui vive. I mostri che dovrebbe cacciare, infatti, si sono ormai integrati tra la popolazione ed il lavoro per lui e tutti quelli come lui sta diminuendo: insomma, i mostri non sono più mostri.
Ranuncolo è invece il musicante, il personaggio divertente, un po' ingenuo, di quelli che di musica e poesia vivono, al punto che ogni esperienza li porta a scrivere o a pensare ad una ballata. è un personaggio che ci fa sentire la nostalgia per un posto mai visto ed in cui, fino a quel momento, non abbiamo mai desiderato di essere.
Abbiamo poi la saggia Nenneke, sacerdotessa di una dea che sa di tempi andati, lo stesso sentimento che proviamo leggendo tutto il romanzo.
Ed infine, c'è Yennefer, che già dalle prime allusioni promette di essere una presenza che dimenticheremo difficilmente: è una maga potente, al cui fascino non saprà resistere nemmeno il freddo Geralt, che pure, in quanto strigo dovrebbe essere immune all'amore e ad ogni sentimento. Qualsiasi cosa ci sia tra loro, è improvvisa, spaventosa ed inedita.
Le ambientazioni medievali sono perfettamente rappresentate ed evocate, grazie ad uno stile poetico ed elegante, che non manca mai di sorprendere. Un esempio? il profumo di lillà e uva spina l'ha sentito chiunque abbia letto il libro, insieme a Geralt. Tutto questo primo capitolo è un'introduzione alla trama vera e propria: ci vengono presentati i personaggi e conosciamo i luoghi in cui i protagonisti si troveranno ad agire: per questo motivo, tutto il romanzo è strutturato in episodi, che hanno il compito di darci le coordinate di questo mondo, per noi nuovo.
Ma prima ho detto che il romanzo è quasi perfetto: l'unica grande pecca, a mio avviso, è proprio la struttura del romanzo: nonostante abbia apprezzato ogni racconto, ammetto che la presenza di una trama lineare mi avrebbe aiutata ad immedesimarmi e ad apprezzare ancora di più la storia. Non è tuttavia un ostacolo troppo grosso, sebbene si impieghi un po' a capire cosa stia succedendo.
In definitiva, è un romanzo che consiglio veramente a tutti.

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Il guardiano degli innocenti 2012-02-29 22:59:24 Hypo
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Hypo Opinione inserita da Hypo    01 Marzo, 2012
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Frammentaria epicità.

Dopo svariato tempo torno a fare una puntatina in territorio fantasy con le avventure dello Strigo Geralt. "Il Guardiano Degli Innocenti" è il primo libro a lui dedicato e ha il compito di presentarci a dovere la psicologia del personaggio e l'ambiente in cui opera. Lo sfondo è puramente fantasy, pieno zeppo delle classiche creature divenute famose nel tempo (chi di più, chi di meno) con maghi, elfi e quant'altro possa essere messo a disposizione in abbondanza.

"Il Guardiano Degli Innocenti" non comprende una storia unica e completa (anche se c'è una sorta di continuum che sottolinea parte delle vicende primarie del protagonista) ma tante diverse avventure di breve intensità. In questa maniera la lettura poteva risultare dispersiva o poco accurata, invece quello che andremo a sfogliare è un libro seducente scritto da una penna oltremodo elegante.

Puntuale e diretto Andrzej Sapkowski nel rendere le brevi narrazioni mai scontate, la lettura e scorrevole e l'unico ostacolo è dato dalla folta quantità di nomi al quale non siamo ancora adeguatamente preparati. Le storie potranno sembrare banali ma catturano quanto la loro brevità, ed il bello è che sono straordinariamente varie (pescando perfettamente da più fonti senza mai annoiare) e allontanano lo spettro della ripetizione. Guerra, imprese eroiche, romanticismo e magia sono condensati assieme e fusi in un opera degna di attenta lettura. Mentre non è sottovalutare la ben presente (ma senza invadere) carica ironica che strapperà più di un sorriso al predisposto lettore.

Si parte dalla Strige per arrivare sotto le cure della sacerdotessa e amica Nenneke, simpatica la stretta amicizia con il cantastorie Ranuncolo mentre ho particolarmente apprezzato l'episodio e la conseguente interazione con Renfri (mi è rimasto dentro qualcosa di incompiuto). Immancabile poi il sentimento "difficile" che rende il nostro eroe più umano di quanto in effetti non sia.

Insomma ne succedono di belle e il finale è proprio ben fatto nella sua semplicità. Preparatevi a lotte ed inseguimenti, preparatevi ad essere uno Strigo.

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micheal moorcock
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