Narrativa straniera Romanzi L'amore e gli stracci del tempo
 

L'amore e gli stracci del tempo L'amore e gli stracci del tempo

L'amore e gli stracci del tempo

Letteratura straniera

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La prima volta che Zlatan vede Ajkuna è rapito dal dondolio delle sue trecce che «si allungano quasi a toccare terra». Non sa ancora che quella bambina diventerà così centrale nella sua vita. Crescono insieme a Pristina, nella stessa casa, anche se lui è serbo e lei kosovara di etnia albanese. Anilda Ibrahimi ci racconta, con la sua leggerezza, con la sua scrittura cruda e poetica, una vicenda struggente, di sentimenti forti, senza essere sentimentale. Ci porta di nuovo a un passo da qui, stavolta nel Kosovo, per farci scoprire un mondo e la sua repentina distruzione. Rintracciando però quel filo che continua a legare vecchio e nuovo, passato e futuro, in un flusso ininterrotto di vita.



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L'amore e gli stracci del tempo 2018-06-20 08:11:17 MATIK
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MATIK Opinione inserita da MATIK    20 Giugno, 2018
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L'amore e gli stracci del tempo.

“Come se l’anno non avesse altri giorni”.
Zlatan e Ajkuna non ricordano il momento esatto in cui è nato il loro amore. Si conoscono da sempre, da quando i genitori di lui hanno attraversato le Montagne Maledette per portale lei e sua madre a Priština, vicino al carcere dov’era stato ingiustamente chiuso per dieci anni suo padre Besor. Due famiglie - una serba l’altra kosovara - unite da passioni e ideali comuni, da una grande amicizia che va al di là di ogni tipo di pregiudizio. Anche quando, soprattutto, il resto degli abitanti del loro paese decide di scatenare un conflitto sulla base di un orgoglio nazionalista che li rende sempre più ciechi e pronti a rinnegare tutti coloro che fino ad un momento prima erano fratelli. Nel 1999 un serbo non può essere amico di un schipetaro. E nella notte di Capodanno 1999, Zlatan è costretto ad allontanarsi dal’unica donna che abbia mai amato per servire la propria patria, che ormai appare lontana anni luce da quella in cui aveva imparato a crescere. Gettato controvoglia e a forza in una guerra dalla quale vuole uscire vivo per mantenere la promessa fatta a Ajkuna: rivedersi non importa dove, non importa quando...
"Vorrei sciogliere la nebbia che copriva le tue battaglie, che tue non erano."
Questo non è solo un romanzo di guerra e di passione, ma principalmente un romanzo di viaggi: della disperazione (perchè in tempo di guerra la speranza non è sempre disponibile), di amore. Viaggi che vengono fatti per allontanarsi da una situazione terribile e altri che portano verso una soluzione solo all’apparenza migliore. Fortunatamente, Anilda Ibrahimi non sembra seguire mere logiche di mercato editoriale, ma soltanto quelle dei sentimenti, narrati con un’immediatezza e una naturalezza che consentono il coinvolgimento emotivo anche del meno empatico dei lettori. Le vicende dei diversi personaggi, che, occorre specificare, sono ben delineati, si mischiano a quelle dei Balcani riportate dall’interno, quasi dalle viscere di questa zona “maltrattata” dell’Europa, e senza giudizi o opinioni purchessia.
Un romanzo che ci fa capire she si sopravvive anche all’amore, anche quando scopri, aprendo la porta, che, ormai, sei innamorata di un passato che non potrà tornare. “Il tempo verrà a chiedere di loro” e non resterà che rubare i suoi stracci perchè il passato ha tutti gli istanti del presente.
"Il tempo ha distrutto il vostro amore?
Nulla può distruggere quello che è stato, nemmeno il tempo. Quello che è stato tra me e la mamma rimarrà sempre con noi. Il tempo ha portato altre cose nelle nostre vite, tutto qui."
"la sorte può essere crudele, trasforma le persone in lettere mandate al momento sbagliato a chi in ritardo a chi in anticipo."

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Consigliato a chi ha letto...
per conoscere altri popoli, ed un guerra che è stata molto vicina a noi...
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L'amore e gli stracci del tempo 2013-11-08 12:48:05 tan
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Opinione inserita da tan    08 Novembre, 2013

Un stile, a mio avviso, terribile...

Premessa: Sto leggendo questo libro assieme a un mio allievo. Il libro è stato scelto da lui. Altrimenti lo avrei probabilmente abbandonato alla fine del capitolo nove, risparmiandomi molta rabbia letteraria. Non voglio entrare nel merito del contenuto (che posso anche apprezzare) o del testo nel suo insieme. Ciò che mi disturba in modo veramente marcato, tanto da costringermi spesso a interrompere la lettura dall'irritazione, sta nello stile, nella "scelta(?)" lessicale. Il libro è pieno di frasi esteticamente terrificanti. "In sala parto nessuno pensa a darti da mangiare. Quando nasce un bambino, è solo a lui che pensano." "Mentre lei gli salvava la vita era diventata donna". "Finché la città sotto la collina non accoglie il pianto della piccola Sarah". "Nove mesi sono veramente pochi per trovare un nome che dura una vita, e anche di più. Il nome ti sopravvive, non è una scelta da sottovalutare."
Una collezioni infinita della poetica più banale espressa per di più con un tono pretenzioso e saccente. Forse a un pubblico (soprattutto femminile?) con poche aspettative artistiche, tutto questo può piacere. Io invece sono sorpreso dal fatto che l'editore abbia fatto passare all'autrice tutto questo, senza intervenire drasticamente... Ma forse il successo e l'apprezzamento generale che sembra aver incontrato questo libro danno torto a me e alla mia intolleranza...

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L'amore e gli stracci del tempo 2009-11-13 17:20:50 Gesine
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Opinione inserita da Gesine    13 Novembre, 2009

Dopo "Rosso come una sposa" un altro libro ottimo

Un bellissimo libro! Rende appieno il senso di perdita irrevocabile del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza che è presente in tutti noi, ma che nei protagonisti viene inasprito da guerra, distruzione, esilio, morte. Eppure: “I vivi andranno avanti, i morti pure.” E così la vita continua a scorrere per questa coppia senza speranza; arrivano momenti belli, esperienze nuove, nuovi affetti laddove all’inizio sembravano essere solo il vuoto, la disperazione, l’impossibilità di vivere senza l’altro e lontani dalla patria, dai famigliari. Il grande merito di questo libro è di essere libero di sentimentalismi, con il suo stile secco, ma poetico, e di non cedere alla tentazione di un lieto fine, ma di preservare fino alla fine il suo realismo disilluso che paradossalmente diventa fonte di forza per andare avanti nonostante tutto, per continuare a credere nella vita, nell’amore, nella capacità delle persone di rimarginare anche le ferite più atroci.

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L'amore e gli stracci del tempo 2009-10-26 20:17:43 Laura
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Opinione inserita da Laura    26 Ottobre, 2009

L'amore e gli stracci del tempo

Ho letto "l'amore e gli stracci del tempo" (e non "L'amore e gli Stracci") piena di voglia ed entusiasmo. Passando così, due intere notti, presa dalla storia, di cui forse mi sentivo anche un pò protagonista! Anilda Ibrahimi, scrittrice non più esordiente ormai, mi stupisce ancora. Forse anche di più,rispetto a "Rosso come una sposa", che avevo amato tantissimo. Mi stupisce per la sua poesia e a volte anche per la violenza se vogliamo, non è cosi forse la vita? La amo per i temi delicati che affronta, e il pizzico di ironia che la distingue dalla drammaticità retorica di altri scrittori. Bellissimo! Consigliato a tutti!

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