Saggistica Politica e attualità Cecenia, anno III
 

Cecenia, anno III Cecenia, anno III

Cecenia, anno III

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La presentazione e le recensioni di "Cecenia, anno III", romanzo di Jonathan Littell edito da Einaudi. Il racconto dei giorni trascorsi dall'autore delle Benevole tra il Caucaso e Mosca traccia un quadro obiettivo della Cecenia di Ramzan Kadyrov - l'uomo forte voluto da Putin - e ci offre un'immagine assai diversa da quella ufficiale. Un viaggio al termine della notte, spaventoso e lucido, in un paese in cui la corruzione, l'islamizzazione forzata e l'omicidio mirato sono l'orizzonte di un quotidiano terrore.

Jonathan Littell è nato a New York nel 1967. È l'autore de Le Benevole (Einaudi, 2007) - opera per la quale è stato insignito del Prix Goncourt e del Grand Prix du Roman de l'Académie Française -, Studi, il saggio Il secco e l'umido. Una breve incursione in territorio fascista (Einaudi, 2009) e il romanzo Cecenia, anno III (Einaudi, 2010).



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Cecenia, anno III 2010-11-24 11:48:19 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    24 Novembre, 2010
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Littell, il grande enigma.

Littell è considerato nella comunità ebraica di New York come "il grande interrogativo occhialuto".
Oltreoceano non sbagliano affatto.
Il ragazzo, che scrive peraltro prima in francese e poi in inglese, ha esordito con "Le benevole", romanzo? che io ho trovato spettacolare nella sua investigazione del profondo; viaggio agli inferi con biglietto di ritorno per stomaci forti che, da molti, è stato salutato come opera non solo di fantasia.
C'è qualche critico americano che addirittura sostiene "Le benevole" adattamento in forma di prosa di una reale intervista ad un reale estremo rappresentante delle famigerate SS...
Poi è arrivato il terribile, ma esaustivo "Il secco e l'umido", anche in questo caso quasi una risonanza magnetica di imbarazzante realismo circa il fascismo belga, il rexismo e l'estremo confine della contorsione mentale umana.
Ora persiste nel saggio.
Ma lo fa con una certa emotività, perchè l'argomento gli risulta più scivoloso del "Secco e l'umido".
Bello l'escamotage quasi lermontoviano dell'inizio testo.
Poi si perde in tante supposizioni che, per quanto brillantemente supportate, lasciano in bocca l'amaro dell'ipotesi.
Eh, Littell, Littell!
Personalmente mi attendo grandi cose da te.
Torna al romanzo, però...fidati.

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L'occhio dello zar, Archangel.
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Cecenia, anno III 2010-11-24 09:43:56 crisk
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crisk Opinione inserita da crisk    24 Novembre, 2010
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Interessante

Un reportage dei giorni trascorsi dall'autore tra il Caucaso e Mosca, a Groznyi capitale della Cecenia.Dove l'autore attraverso varie interviste e racconti ostenta una situazione politica impensabile a noi cittadini europei.Presentando una realtà apparentemente idillica, centrata sulla riedificazione di una città distrutta dalla guerra e, sul benessere della popolazione cecena.In verità dei fatti,tutto il sistema è convogliato nelle mani di un uomo che usa il potere per conseguire i suoi scopi.Per cui, la corruzione, l'islamizzazione ad oltranza, la sottomissione delle donne,la tortura e gli omicidi diventano risorse per accaparrarsi il controllo supremo del territorio.Come nelle "Le Benevole" lo scrittore usa uno stile accorto e meticoloso, ma in "Cecenia anno III" sintetizza le vicende ponendo in rilievo gli argomenti più notevoli. Ne scaturisce un testo interessante e formativo su una realtà ignorata.

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