Saggistica Scienza e tecnica Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?
 

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?

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La presentazione e le recensioni di "Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?", saggio di Jonathan Safran Foer edito da Guanda. Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c'era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma che è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l'avrebbe tenuto in vita perché non era cibo kosher, perché "se niente importa, non c'è niente da salvare". Il cibo per lei non è solo cibo, è "terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore". Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un'indagine durata due anni che l'ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l'ha spinto a raccontare le inaudite e inutili violenze sugli animali durante la loro breve vita, a descrivere come vengono uccisi, per diventare il nostro cibo quotidiano. In un libro che è insieme racconto, inchiesta e testimonianza, Foer invita tutti alla riflessione, indicando nel dolore degli animali - e soprattutto nella nostra sensibilità verso chi è "inerme" e "senza voce" - il discrimine fra umano e inumano, fra chi accetta senza discutere le condizioni imposte dall'allevamento industriale e chi le mette in discussione.

Jonathan Safran Foer è nato a Washington nel 1977 e vive a New York. Ha frequentato la Princeton University dove gli sono stati assegnati vari premi di scrittura creativa. Ha pubblicato su "Paris Review", "Conjunctions", e "The New Yorker".



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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? 2014-07-24 07:55:10 Marlene1
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Marlene1 Opinione inserita da Marlene1    24 Luglio, 2014
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Se niente importa.

"Adesso posso guardarti negli occhi, non ti mangio più." Diceva Franz Kafka guardando un pesce.
Premetto che parlo da animalista e vegana convinta e ho trovato in questo libro spunti molto interessanti su quello che sono gli allevamenti intensivi, gli impatti sull'ambiente e sulla salute dell'uomo che mangia animali. Foer parla di quanto accade e ci fornisce numeri e percentuali reali relativi a Stati Uniti e America del Nord in generale. Questi stati hanno sicuramente un triste primato in quanto a consumo e abuso di carne, ma le percentuali non cambiano molto in Europa, dove gli allevamenti sono per la bellezza del 99,9% intensivi e si, crudeli. Io ho smesso di mangiare animali anni fa e inizialmente per questioni etiche, ma in seguito mi sono ovviamente documentata e interessata sulla verità che accompagna la storia di un animale da quando nasce al nostro piatto. Penso sia un libro illuminante su aspetti che la maggior parte delle persone ignora o preferisce ignorare volontariamente, perchè mangiare animali è comodo, veloce e piacevole al palato.
Perchè invece non riflettere sul fatto che si mangiano cadaveri? E che ogni animale è uguale all'altro?
Consiglio dunque questo libro non certo per essere "convertiti", anche perchè l'intento di Foer non è assolutamente questo: non fa certo del libro un manifesto del vegetarianesimo/veganesimo, ma da informazioni utili a chi è dotato di un certo tipo di sensibilità e solo ed esclusivamente per cambiare la propria vita in meglio.

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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? 2011-10-15 13:13:06 eleonora.
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eleonora. Opinione inserita da eleonora.    15 Ottobre, 2011
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Se niente importa, non c'è niente sa salvare

Jonathan Safran Foer ha scritto due romanzi che mi sono piaciuti tantissimo "Ogni cosa è illuminata" e "Molto forte, incredibilmente vicino", e non mi ha delusa con il suo terzo libro.
Sicuramente il mio commento positivo, è influenzato dalla mia personale decisione, nata da poco, di non mangiare carne, spinta per lo più da una scelta etica, legata al processo di produzione del prodotto. Mi rendo conto che è un discorso molto ampio e che non è legato esclusivamente alla carne, ma ho scelto di iniziare a leggere dell'argomento con questo autore, sapendo anche, che il suo punto di vista è si schierato (in quanto vegetariano) ma non diciamo "estremista". Anche perchè prediligo autori che con i loro saggi creino dubbi o ulteriori domande, piuttosto che verità assolute, e che lascino il lettore libero di scegliere che strada intraprendere. Jonathan racconta della sua scelta personale di diventare vegetariano, racconta il risultato di studi e ricerche fatte su allevamenti intensivi, della vita che conducono gli animali prima di essere uccisi e di come vengono uccisi.
Quello che appare chiaro leggendo il libro è che non si vuole sottolineare il concetto se è giusto o no mangiare carne (questo sta nella coscienza di ognuno di noi), ma denunciare metodi di allevamento intensivo e di uccisione di animali che fanno accapponare la pelle, e che se anche cerchiamo di dissociare nella nostra testa, potrebbero essere gli stessi che ci ritroviamo poi nel piatto e che mangiamo allegramente.
Al di là delle scelte alimentari di ognuno di noi, è un libro che consiglio, per aprire gli occhi su un argomento che tocca tutti, perchè non si parla solo dell'animale, ma del ribaltamento che l'allevamento intensivo ha sull'ambiente, sulla salute dell'uomo sia fisica che mentale.(mi riferisco agli esempi riportati dall'autore degli operai che lavorano nei mattatoi).
Se niente importa allora non c'è niente da salvare, è una frase significativa per svegliare il senso critico di ognuno di noi, perchè anche se non sembra le piccole scelte possono influenzare il mondo in cui viviamo.

Ps ho forse esagerato??? credetemi è un argomento che mi appassiona, ma che conosco ancora troppo poco.


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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? 2011-01-15 11:59:44 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    15 Gennaio, 2011
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Perso le idee?

Safran Foer scrive nettamente meno bene di sua moglie, è un dato di fatto.
Probabilmente "Ogni cosa è illuminata" è stata l'apice della sua produzione momentanea...fatto sta che io ho letto i tre suoi libri in italiano e ho trovato l'ultimo, questo, veramente pietoso.
Un melange davvero ingrato fra ricordi infantili e regole della kasherut...fra accostamenti parentali e denunce pseudoanimaliste veramente patetiche.
Foer dovrebbe fermarsi un po'.
Quando finisci il carburante non puoi stirarti sulle ruote.
Questo non è un libro decente: francamente l'ho trovato confuso, costruito, finalizzato allo scopo.
In USA è stato un flop, non è un caso.
No,Foer, abbi un po' di umiltà.
Cerca di non prendere in giro i lettori e te stesso.
Prendi esempio da tua moglie. Lei sa bene come si scrive.

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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? 2010-06-08 11:27:02 Indigowitch
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Indigowitch Opinione inserita da Indigowitch    08 Giugno, 2010
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Un pugno allo stomaco

Se già da tempo pensavo di sapere quello che succede negli allevamenti intensivi, leggendo questo libro mi sono dovuta ricredere.
Foer inizia questa sorta di romanzo-inchiesta interrogandosi dapprima sul rapporto uomo-cibo e sul rapporto uomo-animale. Se in un primo momento il testo ha un andamento aneddotico e piacevole, come quando l'autore ci introduce il mitico personaggio della nonna o si dilunga sul rapporto con la sua cagnolina, successivamente il cuore dell'opera è un viaggio nell'allevamento intensivo, di tutti i tipi: da quello dei polli a quello suino, per poi parlare della pesca selvaggia e dell'allevamento dei pesci.
L'autore non ci parla solo di numeri e statistiche, ma ci propone la sua esperienza personale, riportando non solo le sue visite in prima persona ad alcuni fra gli allevamenti più importanti negli USA, ma anche le testimonianze dirette di allevatori e attivisti per i diritti degli animali.
Lo scopo non è tanto quello di convincere il lettore a non mangiare mai più prodotti animali, quanto quello di farci capire i danni che questi allevamenti producono non solo sugli animali, trattati in maniera disumana e spesso torturati gratuitamente, ma anche sull'ambiente e sulla salute stessa dell'uomo.
Agli allevamenti intensivi vengono contrapposti altri tipi di allevamento, che prevedono un numero minore di animali allevati, ma sicuramente un trattamento più umano per gli animali, che non sono reclusi in gabbie striminzite e possono vivere all'aria aperta, accoppiarsi quando vogliono e socializzare tra loro.
Foer ci mette comunque in guardia dalle facili diciture che accompagnano i prodotti, tipo "biologico", "da allevamento a terra", e ci dimostra come spesso queste etichette siano delle furbate per attirare i clienti.
Pur essendo vegetariano, l'autore non propone la sua scelta di vita come modello assoluto, ma ci fa capire come ridurre almeno un po' il consumo di carne contribuirebbe a migliorare di gran lunga la salute nostra, del pianeta e degli animali.
Molto interessante anche la parte in cui parla delle epidemie di influenze animali, come l'aviaria, la suina e via dicendo.
E' una lettura che consiglio, perché troppo spesso si parla di "consumo consapevole" senza nemmeno sapere cosa sia, questa consapevolezza.
A me ha colpito molto, e al di là delle scelte alimentari che facciamo, dovrebbe essere un modo per riflettere su come l'allevamento intensivo non violenti solo gli animali e l'ambiente, ma conduca all'esasperazione e all'alienazione anche gli operai che ci lavorano dentro.
Ambiente, uomini e animali sono collegati tra loro, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.

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Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? 2010-06-08 10:05:22 fabiomic75
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fabiomic75 Opinione inserita da fabiomic75    08 Giugno, 2010
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Agghiacciante

In questa approfondita inchiesta Safran Foer ci apre gli occhi sul processo che affronta la "carne" per arrivare sulla nostra tavola, dalla nascita dell'animale in questione fino alla sua macellazione passando per indicibili atrocità. La sua lucida analisi non ha la pretesa di convincerci a diventare vegetariani o vegani ma semplicemente ci dice che se vogliamo mangiare carne almeno dobbiamo conoscerne le conseguenze. La nostra volontà, per alcuni necessità, di mangiare carne o pesce a prezzi sempre più concorrenziali ha portato negli ultimi decenni all'affermazione definitiva degli allevamenti intensivi industriali, gli unici che possono garantire certi quantitativi di prodotti facendo quadrare i bilanci. Queste strutture però sono diventati sempre di più luoghi di indicibile sofferenza per gli animali che vi vengono allevati. Leggendo il testo ci si rende conto di quanto si sia andati oltre, passi il tacito accordo uomo animale secondo il quale in cambio di protezione e cibo l'uomo possa cibarsi degli animali al crepuscolo della loro vita ma sicuramente oggi il business e la nostra superficialità ci ha fatto esagerare. Non voglio essere ipocrita, non smetterò di mangiare carne o pesce ma ringrazio Safran Foer per avermi reso edotto su certi meccanismi. Inoltre nel libro vengono affrontati altri temi come ad esempio il surriscaldamento globale, gli allevamenti intensivi di animali infatti ne sono la maggior causa. Scusate se mi sono dilungato più di quanto sono solito fare ma ritenevo doveroso approfondire il contenuto della recensione dato il tema decisamente drammatico. Consigliatissimo!

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