Tre atti e due tempi
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orgio Faletti, astigiano, dopo il successo come talento comico, è diventato anche brillante autore di canzoni e in seguito scrittore thriller di enorme fortuna: Io uccido (2002) ha venduto piú di tre milioni di copie. Sulle stesse orme i romanzi Niente di vero tranne gli occhi (2004) e Fuori da un evidente destino (2006). Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Pochi inutili nascondigli. Ha scritto due racconti per le antologie Crimini (Einaudi Stile libero, 2005) e Crimini italiani (Einaudi Stile libero, 2008).
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Opinioni inserite: 15
Tre atti e due tempi
Sono una fan di Faletti e ho letto tutti i suoi libri, belli e diversi uno dall'altro.
L'ultimo, Tre atti e due tempi, e' forse il piu' banale e "normale", l'ho comunque letto volentieri e in un sol fiato.
Certo, non ha niente a che vedere con le precedenti opere, si ha l'impressione che Faletti abbia voluto riposare un attimo, scrivendo qualcosa di piu' "semplice".
Attendiamo il prossimo, con la speranza che sia di nuovo una fiammata falettiana!
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Grigio e spento
Questo è uno di quei libri che hanno la consistenza di una giornata grigia con un cielo pieno di nuvoloni carichi di pioggia. Un libro insomma che non vedi l'ora che sia finito! Si trascina lento e inesorabile, con una trama fiacca, con pochi colpi di scena e pezzi sconclusionati e poco realistici (come minimo un occultamento di cadavere dovrebbe avere delle conseguenze).
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Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 2012
scadente
delusa, forse perchè avendo letto tutto di faletti, da lui mi aspetto molto, troppo. dalla genialità dei primi libri, mi son trovata un romanzo attuale sul mondo del calcio scommesse, se pur ben scritto e scorrevole non ti appassiona come i libri precedenti. avevo notato già un declino in "appunti di un venditore di donne", che si salva solo in extremis nel finale,oltre le aspettative. consiglio allora per chi non conosce questo scrittore, di iniziare la sua carriera al contrario!
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"Tre atti e due tempi" di Faletti - Il commento di
Da Faletti, questa volta, non un thriller, ma una storia che in ogni caso mantiene una certa tensione narrativa. Almeno nello svolgimento veloce dei fatti, che evolvono – appunto – in tre atti e in due tempi, quelli di una partita di calcio.
La storia scorre nel mondo – osannato dai tifosi e vituperato dalle vicende giudiziarie – del calcio. E, più precisamente, in zona ‘calcio scommesse’, tanto per rimanere nell’attualità di vicende che, anche in questi giorni, occupano le pagine dei giornali. Un mondo nel quale “non so se lo scudetto è andato al più forte, di certo è andato a chi ha vinto. Non sempre le due cose coincidono”.
Silvano, detto Silver, conduce la sua vita alla ricerca di riscatto, per un errore che in gioventù l’ha portato a scontare una pena detentiva. Il soprannome, Silver, gli deriva dal passato: “… quando ti presenti al bar dopo un combattimento con un occhio così nero da sembrare coperto dalla pezzuola di un pirata e uno ti dice che assomigli a Long John Silver, quello dell’isola del tesoro.”
Il riscatto di Silver passa anche attraverso la sua attività di tuttofare presso una squadra calcistica di provincia che milita nella divisione cadetta. Ove gioca, con un ruolo fondamentale, suo figlio detto “il Grinta”: “simbolo della squadra, personaggio di riferimento in campo …”, che tuttavia, sul più bello, decide di gettare tutto alle ortiche e di “vendere la partita”, l’ultima, quella decisiva per la promozione in serie A (“Oggi si fa la serie A o si muore”).
Più che per la descrizione del rocambolesco tentativo che Silver attua per sventare la truffa di figlio & c., l’interesse di questo romanzo, a parer mio, risiede in alcune riflessioni. Quelle che descrivono il rapporto padre–figlio (“Abitavamo nella stessa casa, parlavamo, facevamo le cose che un genitore e un figlio fanno di solito. Ma ci siamo sempre trovati di fronte sfocati, come avvolti in fogli di cellophane …”) e la determinazione del padre nell’evitare che il figlio commetta il suo stesso errore. Operazione, quella salvifica di Silver, complicata da una circostanza: “Fra noi c’é sempre stata l’ombra della mia fedina penale, che a tratti è diventata così grande e scura da trasformarsi in un’eclissi totale”.
Il romanzo si lascia anche apprezzare per le descrizioni del calcio come ‘oppio dei popoli’: “il rettangolo verde è un circo in attesa dei gladiatori” … visto da “… persone normali, quelle che stanno sulle gradinate a gridare, quelle che nella vita non vinceranno mai e per questo incaricano pochi privilegiati di farlo per loro.”
Devo dire che alcune pagine, alcune righe in particolare, mi hanno stretto il cuore. E ho pensato che, anche se tra i sogni ce ne sono di più nobili, i sentimenti di chi affolla gli stadi devono essere rispettati. E tradirli è un atto infame. Per questo, come Silver, si sarebbe comportato anche …
… Bruno Elpis
PS: chi lo desiderasse, può vedere un mio commento (scritto a quattro mani con l'amico Francesco D'Agostino) a un altro libro sul medesimo tema (“Gocce” di Dino Baggio e di Marco Aluigi, Ciesse Edizioni) in http://www.malgradopoi.it/letture-consigliate/gocce-su-dino-baggio
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Coscienza pulita
Racconto lungo o romanzo breve. Si legge velocemente. E’ centrato su due temi: il mondo del calcio corrotto ed il rapporto padre-figlio. Silvano, Silver è il protagonista, che, con voce dimessa, intrisa di un amaro umorismo, ci accompagna in questa lettura, un po’ spenta, un po’ senza colore. Non mi ha entusiasmato se non proprio per questa figura di padre, uomo solitario e uomo solo, ex pugile e pregiudicato, dal passato quindi difficile e ombroso. Silvano è timoroso del futuro del figlio, imbarazzato per il proprio passato, incapace di dimostrarsi orgoglioso del presente. L’autore disegna bene questo personaggio, ma è una storia che fa fatica a colpire e a spiccare il volo.
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...ma anche no!
Belli i tempi di "Io uccido", ma sono tempi passati ormai! Spinta da un buono in libreria, spinta dalle buone critiche del libro precedente, acquisto "Tre atti e due tempi" per dare un'altra possibilità a Faletti. Possibilità fallita.
Il libro non ha suspance, non ha grinta, non ti fa sentire la voglia di far girare le pagine per sapere cosa succede dopo.
è un romanzo non impegnativo che dovrebbe far trascorre a chi lo legge delle ore piacevoli e con un bel senso di leggerezza. In realtà la storia è sviluppata male. Si risolve in poche pagine tutta l'intera vicenda, sia quella legata al lato oscuro del calcio sia il rapporto padre figlio. Il passato di Silver è raccontato attraverso i suoi stessi ricordi, ma senza dettagli, senza approfondimenti. Non sono sviluppati nemmeno i profili degli altri protagonisti, si parla del rapporto padre- figlio ma si risolve in maniera ridicola.
Il romanzo è assolutamente bocciato. Auguro davvero a Faletti di ritrovare un po' di ispirazione.
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Una grande delusione
Che dire di questo libro di Faletti, se non che continuo a considerarlo decisamente più degno di nota come comico che come scrittore. E sottolineo questo concetto partendo dal presupposto che nutro molta simpatia per l'autore. Tuttavia, nonostante si possa notare sicuramente un lavoro di limatura sullo stile che si è andato perfezionando nel tempo, non posso fare a meno di sconsigliare vivamente la lettura di questo libro che è lontano anni luce da quel che si può considerare "vera letteratura". Mi rammarica non tanto il fatto che si possano buttare via dei soldi per dedicarsi a una lettura che non lascia niente dentro se non la più totale inutilità, ma soprattutto che il mondo della grande editoria italiana dia tanto spazio ad autori del genere, quando immagino che perfetti sconosciuti di talento ce ne siano a bizzeffe nel nostro Paese. Peccato per loro e per noi lettori che ci troviamo circondati, nelle librerie, da opere come questa, di cui, francamente, potremmo grandemente fare a meno.
Personalmente l'ho letto solo perchè si era vociferato di un cambiamento e di un innalzamento di spessore. Per curiosità quindi, ma la delusione è stata grande. Credo che qualsiasi cosa possa pubblicare in futuro Faletti me ne guarderò bene dal commettere lo stesso errore.
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insomma
insomma ... come già detto questo libro di Faletti non è nemmeno lontanamente paragonabile con quelli precedenti.
Cambia il genere e cala sensibilmente la qualità. Certo lo stile dell'autore è buono e l'ambientazione è stata curata abbastanza bene, però la storia sembra davvero "leggera". Parte con dei buoni presupposti e poi si consuma tutto in poche pagine. Non viene approfondita la storia passata del protagonista, riassunta in due pagine, non viene tracciato un profilo decente del figlio. Rimane appena accennato sullo sfondo il difficile rapporto padre - figlio.
Non c'è nemmeno un attimo di suspense e tutto viene rivelato in poche righe.
alla fine il libro si legge in poche ore e non lascia nessuna traccia.
Direi da evitare per chi vuole iniziare a leggere Faletti.
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Troppo sofisticato
È il primo libro di Faletti che leggo quindi non mi aspettavo niente come altri lettori. L'unica cosa che mi aspettavo era un libro decente. Ebbene lo ammetto lo stile non era male e su vede che l'autore ha dedicato molto tempo ad affinare la retorica con alcuni periodi che tradiscono un labor limae così sofisticato da risultare tristi ("le prime parole in inglese che ho imparato erano i nomi dei colpi nel pugilato. Devo dire che è una lingua che quando ti arriva sul mento o nel fegato fa male")
Non sono riuscito a finire il libro perché alterna momenti intensi da spasmo con simpatiche descrizioni statiche che nemmeno una guida di museo potrebbe regalare. Non mi capacito di come certi aborti possano essere pubblicati su carta. Salvate un albero, leggete altro.
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Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 2011
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Silver vs Grinta... arbitra Faletti.
Scritto benissimo alla Falettiana maniera, con la novità di un' atmosfera cupa e malinconica, questa è la storia di un uomo solo e di suo figlio,
E' la storia di un padre e di un uomo smarrito.
E' la storia di un padre e un figlio che non solo si ritrovano, ma si ritrovano più uniti che mai.
Ambientata nel mondo del calcio; Silver (anti-eroe dal passato tormentato, sulla via della redenzione), intravede la possibilità che suo figlio ripercorra la sua triste carriera da detenuto sospettandolo implicato nel calcio scommesse... farà di tutto per evitarlo.
Ne esce un racconto pieno di sentimenti veri.
Si legge in un sol boccone
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Un nuovo Faletti.Rapporto padre-figlio in 90 minut
Silvano Masoero, detto Silver, è un ex pugile, un ex detenuto, un ex ragazzo difficile che, dopo la reclusione lavora da 30 anni come magazziniere di una squadra di serie B.
La squadra è all'ultima partita della stagione: la finale play-off che, in caso di vittoria, la farà approdare in serie A.
Roberto Masoero, detto Grinta, è il giocatore leader della squadra,un giocatore che può fare la differenza in serie B, ma che non si sente un fuoriclasse.
Roberto Masoero è il figlio di Silvano.
Luciano Chirminisi è un noto allibratore, specializzato in scommesse sporche.
Questi sono gli elementi chiave del nuovo lavoro di Giorgio Faletti.
Beh, che dire, non bisogna pensare al Faletti di "Io Uccido" o di altri dei suoi celebri thriller che hanno fatto dell'azione e della suspance il marchio di fabbrica dell'autore piemontese. Questo infatti è un romanzo, una breve storia che ci fa vedere un nuovo Faletti.
Una storia di padre e figlio, una partita che dura una vita, con dei momenti difficili e dei gol a favore, ma che comunque danno emozioni.
Personalmente mi è piaciuto e lo consiglio, è un giudizio molto soggettivo vedo ma, credo che Faletti abbia raccontato una bella storia basandosi sullo sport più popolare d'Italia, e chi ha dimestichezza con il calcio ritroverà in queste pagine il profumo e le emozioni di una domenica speciale, di una finale e quelle sensazioni che solo lo sport regala.
Ma credo racconti soprattutto la visione di un padre che vuole regalare al figlio una vita migliore.
Buona lettura.
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Tre atti e due tempi
Dovendo scegliere un solo aggettivo per definire questa lettura direi... inutile. Nel senso che quando ho chiuso il libro la domanda è stata "...Quindi?!". Il punto di partenza era buono, lo stile di Faletti si è sicuramente affinato negli anni, ma la storia non va a parare da nessuna parte, non c'è intensità nè suspense, niente... che delusione!
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=)
E' il primo libro di G. Faletti che leggo. Devo dire che si tratta di una lettura piacevole e scorrevole. Tuttavia la conclusione è un po' buttata lì.
Lo consiglio a coloro che vogliono concedersi una lettura facile e non impegnativa.
=)
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Delusione..
Mi sono catapultata in libreria per l'acquisto, l'ho "divorato" nella speranza che la storia offrisse qualche momento esaltante ma purtroppo mi sono dovuta ricredere...
Faletti ci aveva abituato a ben altro!
Peccato, attenderemo fiduciosi il prossimo!
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Non il solito Faletti!
Siamo in una cittadina di provincia, in fremente attesa della partita di calcio che potrebbe portare la sua squadra in serie A.Magazziniere dello stadio cittadino è l'ex pugile Silvano (detto Silver), vedovo, con fedina penale sporca, una vita sull'orlo della rassegnazione e un difficile rapporto con suo figlio.Silver si imbatte in un messaggio che, suo malgrado, lo porterà a compiere azioni poco lecite per proteggere ciò che più conta nella sua vita.
Faletti, che ci ha abituati a thriller in perfetto stile americano, racconta qui una storia molto italiana nell'ambientazione come nei temi.Ed è forse proprio questo il motivo per cui il libro ci fa sentire un pò traditi.Non aspettativi di restare incollati fino all'ultima pagina...non aspettatevi il solito Faletti.









