Ognuno muore solo
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Ognuno muore solo.
Di Hans Fallada non avevo letto niente prima di questo libro, che non esito a definire un capolavoro e ringrazio chi me l'ha consigliato. La storia di una resistenza al nazismo nata dal basso, non per ragioni ideologiche, ma per ragioni legate al dolore insostenibile per la morte di un figlio in una guerra lontana di cui un comune cittadino, capo operaio, non può comprendere le ragioni, trasforma un personaggio ordinario, che conduce una vita normalissima , nè felice o infelice, scandita dai tempi dei suoi doveri civici (lavoro, famiglia, riposo) in una sorta di davide che si permette di sfidare un Golia invincibile e di dare una senso al proprio dolore. La ribellione degli umili, così mirabilmente descritta da Fallada, ci offre uno spaccato di quello che poteva essere la società tedesca di quel tempo, permeata da un ideologia da tutti accettata ma al cui interno qualche voce dissenziente, pur destinata a soccombere o ad adattarsi e nascondersi per sopravvivere esisteva, soprattutto tra la gente comune. Il tutto narrato con uno stile degno di un grandissimo autore.
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ognuno muore solo
Fallada ti prende per mano e ti fa conoscere la parte più vile e meschina e nello stesso tempo la parte più nobile dell'uomo
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Mi togli mio figlio? Elimina anche me...
Hans Fallada è stato uno degli scrittori tedeschi più grandi che siano esistiti.
Pochi lo sanno.
E' piacevole pertanto che la Sellerio, comprati i diritti alla Einaudi, si sia premurata di ristampare il più importante manifesto antinazista tedesco.
"Ognuno muore solo" è la storia meravigliosamente triste di un vecchio operaio tedesco che dichiara guerra ad Hitler, reo di avergli portato via il figlio sul fronte russo.
La ribellione di Fallada è simile alla "Ribellion" di Joseph Roth, ma meno ebraica...più teutonica e meticolosa.
Il vecchio padre ferito incomincia a girare per la città seminando ovunque biglietti altamente sovversivi: "HITLER UCCIDE I NOSTRI FIGLI", oppure "HITLER, IN RUSSIA VACCI TU".
I biglietti vengono infilati nei sottoscala, lungo le sale d'aspetto dei medici, sui tram.
Ad un certo momento il Reich se ne accorge e incomincia un'indagine contro questo "movimento destabilizzatore".
Genialmente attualissimo, "Ognuno muore solo" è il capolavoro di un uomo che si innamorò della sua pazzia e ne fece un'opera d'arte.










Opinione inserita da Jan 27 Novembre, 2010