Dettagli Recensione
Piacevole
Non ho mai letto, prima d'ora, questo tipo di poesia. E' come se l'autore, a tratti, mentre vive, si fermasse a descrivere quello che l'ha colpito, e poi ricomincia a vivere. E' come se ci fosse un registratore che registra i fatti, mentre l'interiorità più profonda fa fatica a emergere e a delinearsi. A tratti, su poesie come "Vergine asc. Vergine", "Acuto finale", "Sogni", "L'inutile" e in qualche altra si trovano frammenti di vita quasi nascosti, un pò come nel gioco c'è ma non c'è.
Ci sono delle tematiche ricorrenti, come quella dell'ubriaco quasi in contrapposizione al tema della noia ("Vergine asc. Vergine" mi sembra una poesia sulla noia della speranza), quasi a voler esorcizzare il dolore dell'ubriacarsi; ma anche il cielo ha una dimensione particolare: amico, nemico, sorprendente, volgare o da canzonare.
Sostanzialmente, non c'è fiducia nella speranza (v. Crescendo, Una coppia, Sotto l'albero o Una personale biblioteca).
"Sipario" mi sembra quasi la conclusione di "Brutto segno" e "Gli anni se ne vanno prendendoti in giro": è come se l'autore mettesse un sipario alla vita.
"Fuori dal margine" mi ha fatto venire in mente Bianca, si chiamava così la nostra "un pò filosofa, un pò barbona" che avevamo in città; è morta qualche anno fa e diceva di essere la figlia di un principe; andava in giro con i sacchetti di plastica pieni di altri sacchetti di plastica.
"Come vanno le cose" mi sembra che rappresenti la vita che non si vuole ma che c'è. Mi ha dato l'idea di essere ciò da cui scaturiscono le poesie.
In "Questa sera" ho ritrovato un frammento della mia vita, relativamente a un'amicizia interrotta nella quale non si è concluso il sentimento.
E l'amore? Nelle poesie "Divinazione" e "Serenamente possibile" mi sembra che venga descritto un amore quasi ingordo.










