Dettagli Recensione
curiosità... appagata
Dopo la buona impressione del primo libro (Dovrei vivere in una vasca), incuriosita, ho letto anche questo: il filo conduttore è il medesimo e le sensazioni sono le stesse, anche l’ambiente è lo stesso come l’ironia. Ma il bello è che viene raccontato ogni volta con sfumature diverse, è come se questo libro fosse un po’ il continuo del primo, la seconda puntata di una vita che viene vissuta e raccontata sempre con l’ironia che contraddistingue chi riesce ad affrontare e far diventare memoria, avvenimenti a volte banali o a volte dolorosi.
“.. una pausa…per ridare ordine al respiro…”
“ .. il dolore gioca al richiamo – anarchicamente – e il pensiero soggiace ubbidiente, come un piccolo ago senza potere - al suo magnete”
“.. che diavolo, non è cambiato poi molto. Gli anni se ne vanno prendendoti in giro – e il peggio è che non te ne accorgi - e resti incredulo, sorpreso – ogni volta che trovi il tempo perduto – tra le note di un diario – o sopra uno specchio…”
Io credo che gli spunti per riflettere sulle cose della vita non siano solo prerogative dei grandi nomi della letteratura e della filosofia, ma si possano trovare anche in pagine scritte con il cuore e con la testa, con le lacrime e con il sorriso.










