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Un deca sul bancone
 
Un deca sul bancone 2008-02-22 10:27:06 luglio96
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
Opinione inserita da luglio96    22 Febbraio, 2008

curiosità... appagata

Dopo la buona impressione del primo libro (Dovrei vivere in una vasca), incuriosita, ho letto anche questo: il filo conduttore è il medesimo e le sensazioni sono le stesse, anche l’ambiente è lo stesso come l’ironia. Ma il bello è che viene raccontato ogni volta con sfumature diverse, è come se questo libro fosse un po’ il continuo del primo, la seconda puntata di una vita che viene vissuta e raccontata sempre con l’ironia che contraddistingue chi riesce ad affrontare e far diventare memoria, avvenimenti a volte banali o a volte dolorosi.

“.. una pausa…per ridare ordine al respiro…”

“ .. il dolore gioca al richiamo – anarchicamente – e il pensiero soggiace ubbidiente, come un piccolo ago senza potere - al suo magnete”

“.. che diavolo, non è cambiato poi molto. Gli anni se ne vanno prendendoti in giro – e il peggio è che non te ne accorgi - e resti incredulo, sorpreso – ogni volta che trovi il tempo perduto – tra le note di un diario – o sopra uno specchio…”

Io credo che gli spunti per riflettere sulle cose della vita non siano solo prerogative dei grandi nomi della letteratura e della filosofia, ma si possano trovare anche in pagine scritte con il cuore e con la testa, con le lacrime e con il sorriso.

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