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Sorridere (amaramente)
L’autore, con un tocco d’ironia, racconta sei episodi realmente accaduti mostrando le banali situazioni in cui si perdono gli imprenditori italiani quando cercano di entrare nel mercato internazionale. Si passa dalla vecchia imprenditrice che pensa di saperne di più del consulente appena contattato, al commerciale che ha paura di prendere la macchina per andare da un cliente a Lugano, dal gestore di condomini cui scappa la situazione di mano, all’imprenditore che, senza avere le idee chiare di cosa offrire, esporta macchinari usati nei paesi dell’est. Emblematico l'incontro con la giovane moglie di un vecchio imprenditore, che si riempie la bocca di anglicismi convinta che questo sia sufficiente per rendere internazionale l'azienda.
Sei racconti piacevoli da leggere che in alcuni momenti fanno sorridere (amaramente) lasciando poche speranze per il futuro. Il quadro che ne viene fuori è troppo negativo perché sia rappresentativo del “Made In Italy” di cui tanto dobbiamo essere orgogliosi.
A mio parere la lettura sarebbe stata più piacevole con l'inserimento di qualche episodio, magari curioso, portando alla luce anche esempi di imprenditori che hanno saputo esportare con successo i loro prodotti all’estero.
Un libro adatto a chi ama leggere racconti brevi e ironici, e a chi vuole vedere, dal punto di vista del consulente, uno spaccato di imprenditoria italiana.
Nota dolente il costo (€ 13,50), non proporzionato alla lunghezza del libro (52 pagine).
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