La testa degli italiani La testa degli italiani

La testa degli italiani

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La presentazione e le recensioni di La testa degli italiani, saggio di Beppe Severgnini. La testa degli italiani resta l'ultima regione inesplorata del Paese, e vale un viaggio. Un viaggio attraverso l'Italia con amici stranieri, ai quali viene "tradotto" sistematicamente il Paese: le regole imperscrutabili della strada e l'anarchia ordinata di un ufficio, la loquacità dei treni e la saggezza di un albergo, la rassicurazione di una chiesa e l'affollamento in camera da letto, l'importanza di una spiaggia e la democrazia del soggiorno (anzi: del tinello). Dieci giorni, trenta luoghi. Da nord a sud, dal cibo allo sport, dalla morale alla politica. Un'esplorazione ironica, metodica e sentimentale.

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La testa degli italiani 2008-06-12 05:54:07 galloway
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galloway Opinione inserita da galloway    12 Giugno, 2008
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Chi è l'Italiano vero

Lasciatemi cantare

con la chitarra in mano

lasciatemi cantare

una canzone piano piano

lasciatemi cantare

perché ne sono fiero

sono l'italiano

l'italiano vero



Buongiorno Italia gli spaghetti al dente

e un partigiano come Presidente

con l'autoradio sempre nella mano destra

un canarino sopra la finestra

Buongiorno Italia con i suoi artisti

con troppa America sui manifesti

con le canzoni, con amore,

con il cuore

con più donne sempre meno suore

Buongiorno Italia

buongiorno Maria

con gli occhi pieni di malinconia

buongiorno Dio

lo sai che ci sono anch'io



Lasciatemi cantare

con la chitarra in mano

lasciatemi cantare

una canzone piano piano

Lasciatemi cantare

perché ne sono fiero

sono l'italiano

l'italiano vero



Buongiorno Italia che non si spaventa

con la crema da barba da menta

con un vestito gessato sul blu

e la moviola la domenica in TV

Buongiorno Italia col caffe' ristretto

le calze nuove nel primo cassetto

con la bandiera in tintoria

e una 600 giù di carrozzeria

Buongiorno Italia

buongiorno Maria

con gli occhi pieni di malinconia

buongiorno Dio

lo sai che ci sono anch'io



Lasciatemi cantare

con la chitarra in mano

lasciatemi cantare

una canzone piano piano

Lasciatemi cantare

perché ne sono fiero

sono l'italiano

l'italiano vero.



Lasciatemi cantare

con la chitarra in mano

lasciatemi cantare

una canzone piano piano

Lasciatemi cantare

perché ne sono fiero

sono l'italiano

l'italiano vero.



Sono passati, credo, oltre venti anni da quando Toto Cotugno scrisse questa canzone sugli Italiani. Ha fatto il giro del mondo, l’ho sentita cantare all’estero, dopo o addirittura al posto dell’inno di Mameli. Sono cose che accadono quando si scatena l’ ”italomania” degli italiani emigrati in ogni parte del mondo. Ci si chiede, allora, se l’Italiano sia ancora questo oppure gli Italiani del terzo millennio sono simili a quei due che il giornalista ha magistralmente sintetizzato nel breve “Appunto” che qui viene riproposto.



Gli spaghetti al dente credo che siano ancora sulla tavola di tutti noi, anche se cominciano a far capolino quelli cinesi. Per quanto riguarda il Presidente non credo sia il caso di parlare di partigiano. Forse si potrebbe parlare di post-comunista ma è bene lasciar perdere perché la storia ha fatto il suo corso e non mancheranno i ricorsi. L’autoradio nella mano destra credo sia sparita. E’ apparso il telefonino e non c’è legge che lo possa tenere sotto controllo. Non c’è italiano che guidi senza che abbia il cellulare incollato all’orecchio, perennemente collegato con il mondo. Se lo ferma la polizia potrà sempre dire che stava chiamando l’ambulanza perché la moglie è a casa con le doglie e deve partorire. Esibirà un apposito certificato medico per dimostrarlo, come ha fatto del resto recentemente quell’insegnante che, assente da scuola, ha esibito un certificato rilasciato alle Bermuda, se non erro, dove era andata a riposare e per curarsi.



Continuando ad ascoltare la canzone di Cotugno troviamo il canarino sulla finestra e l’animale spero che abbia trovato un buon alloggio, sempre che non se lo mangi il cane, animale di cui l’Italiano sembra si sia follemente invaghito. Si dice, infatti, che siano centinaia di milioni i cani ospiti del nostro Paese, liberi, semiliberi o al laccio. Esempio di encomiabile amore animale che oscura, però, quello umano.



E veniamo agli artisti. Sono tanti davvero qui da noi e li si possono trovare sui muri di tutte le città e paesi, sui palazzi antichi e moderni, sulle insegne stradali, sulle facciate delle chiese, sui muri delle scuole, sulle vetture dei treni e sulle mura dei cimiteri. Opere d’arte in bianco, in nero, in rosso, tutti i colori dell’arcobaleno, anche se è un po’ di tempo che sono scomparsi gli arcobalenisti. Sono artisti che hanno assunto il nome di graffitari. Esprimono in piena libertà la loro creatività avanzando spesso anche proposte politiche a forma di stella rossa a cinque punte, dal chiaro significato politico rivoluzionario. Una maniera come un'altra per continuare a giocare al ricatto rivoluzionario sulla pelle del proprio Paese.



Nella canzone scorre poi il nome dell’America che continua ad essere troppa, è vero. Trovi scritte in inglese dappertutto. Non c’è un capo di maglieria, biancheria, giacca, camicia, maglietta, pantalone da indossare che non abbia frasi melense, nomi di università sconosciute, slogan spaziali impensabili ed ogni altra scemenza linguistica che fa trend e moda. E’ sempre la stessa America con la sua bandiera che continua ad essere bruciata nei cortei insieme al vecchio e rimbambito zio Sam e al suo presidente George, vero e proprio guerrafondaio e assassino.



Le Marie continuano ad esserci, a cantare, a piangere, anche se, a dire il vero, è un po’ di tempo che non si sente più parlare in giro di statue di madonne Maria che piangono sangue. Restano però le lagrime versate da Maria De Filippi nei suoi incontri ravvicinati con gli italiani ogni qualvolta consegna loro la posta.



Per quanto riguarda poi la crema da barba da menta non so dirvi nulla anche perché io personalmente uso da sempre il rasoio elettrico. Il gessato blu continua ad indossarlo forse il politico di turno, presidente di qualcosa, quando deve affermare il suo ruolo e ricordare ai suoi elettori che lui, veste Valentino, e che comunque non si può non ricordare che Valentino è un simbolo della nostra azienda Italia.



Il caffè e le calze stanno sempre lì. Il primo, sempre più caro, tranne che al bar del Parlamento. Le seconde, meglio se lunghe ed agganciate. Le auto 600 giù di carrozzeria sono letteralmente sparite dalla circolazione, grazie a Dio, perché l’Italia ne ha fatta di strada d’allora. Adesso circola la nuova, nuovissima 500, rampante soprattutto nel prezzo. Ma questo fatto è secondario perché ormai la gran casa torinese è fuori dalla crisi, in gran ripresa. Per questa ragione, la bellissima 500 la si fa in Polonia, dove la produzione ha costi molto inferiori. E Mirafiori si arrangi!



Mi sembra che siamo arrivati alla fine della canzone. Che ci resta? Ah! Si, la chitarra. Sì, l’Italiano continua ad usare la chitarra. Ma stavolta siamo proprio al meglio perché abbiamo un ex-presidente che la suona col suo chitarrista amico e cantante in attesa di tornare ad essere il Presidente di tutti gli italiani…

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
i libri sugli stranieri...
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