Cartoline dai morti
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Penetranti, ironici, secchi i racconti di Franco Arminio sono affidati alle voci dei morti che inviano le loro cartoline da un posto sconosciuto, spedendoci di volta in volta un soffio impercettibile, una leggera pena, un sollievo, una vertigine, una sorpresa. La morte è l'occasione per disegnare in poche asciutte parole il ritratto di se stessi e del proprio mondo, alle prese con “questa cosa che forse regge tutto, questo niente che sorregge e corrode ogni cosa”. Poi, in modo dolce-amaro, condensano in un'immagine l'ultimo bagliore di memoria: una luce sul comodino, un barattolo di caffè, un maglione verde, le prime rose, una torta di compleanno, un solitario, una vigna, un mandarino, le rondini che fanno avanti e indietro, una donna amata, una sconosciuta... “Pensavo sempre di avere qualche brutta malattia ma i medici mi dicevano sempre che non tenevo niente. Io ora li vorrei prendere a calci uno per uno”.
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Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre, 2011
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Cartoline dai morti
'Io sono uno di quelli che un minuto prima di morire stava bene'
E' la prima volta che leggo un libro del genere. Non avrei mai pensato che a qualcuno potesse venire in mente una raccolta così.
C'è tutto in questo libro. C'è rabbia, dolore, rassegnazione, incredulità, senso di liberazione, tristezza... tutta una raccolta di sentimenti provati in punto di morte. Questo libro è infatti una raccolta di voci dall'oltretomba, una raccolta di cartoline da morti che parlano del loro grande momento. Del loro giorno. Non c'è da stupirsi che un libro del genere qualche volta riesca a strappare un sorriso e qualche risata amara... perchè a volte la morte è anche assurda.
Un libro nato forse per esorcizzare la paura della morte. Un libro che in alcune sue frasi diventa parecchio amaro e triste... ma questro è un altro aspetto della fine no?
'Il giorno dell'apertura della caccia qualcuno mi ha scambiato per una quaglia'
'Sono morto alle sette del mattino. Un modo come un altro per cominciare la giornata.'
Se potete farvelo prestare o prenderlo in biblioteca, pensateci... se no lasciate perdere.









