Circostanze casuali Circostanze casuali

Circostanze casuali

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Circostanze casuali, romanzo di Carlo Flamigni edito da Sellerio. "La vita si costruisce - è noto a tutti -come un intreccio di fatti casuali e di fatti volontari, che si succedono senza regola. Un evento casuale produce molto spesso atti volontari, ai quali conseguono nuovi eventi casuali, e via così, in un disordine fastidioso, del quale spesso neppure ci accorgiamo". Carlo Flamigni vorrebbe che questo suo secondo romanzo non venisse letto da giallo. Lo presenta come un racconto sul Caso; sul Caso - va aggiunto - fuori stagione nella riviera di Romagna, quando lo spleen spinge le persone ad amplificare nel pettegolezzo i casi di ciascuno e ciascuno sembra vivere per amplificare il pettegolezzo. Circostanze casuali segue un intreccio generale (che è in questo caso l'inchiesta poliziesca) nelle cui svolte sono intrappolati tanti personaggi. E ogni personaggio incarna una storia, varia e complessa che potrebbe fare trama a sé, solo che essa, per via del caso e della necessità delle azioni che ne scaturiscono, si intreccia con le altre storie, gonfiandosi in una specie di tumultuosa fiumana del destino. Annibale Ricci Ribaldi, settantenne notaio di ricca famiglia è un uomo vizioso e alquanto laido. Forse il solo davvero detestabile tra un groviglio di vipere che gli si stringe intorno, che brulica di vittime a loro volta carnefici di vittime minori. Sono la moglie e i figli, domestici e impiegati, clienti, fino semplici vicini tutti pieni di risentimenti soffocati e mediocri colpe inconfessate.

Carlo Flamigni vive e lavora a Folrì. Professore di Ginecologia e Ostetricia presso l'Università di Bologna, è stato Presidente della S.I.F.E.S. ed è membro del Comitato Nazionale per la bioetica.Presidente onorario dell'A.I.E.D., si occupa principalmente di Fisiopatologia della riproduzione e di Endocrinologia ginecologica.

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Circostanze casuali 2012-01-28 10:37:22 Araba fenice
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Araba fenice Opinione inserita da Araba fenice    28 Gennaio, 2012
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un medico scrittore

Eh già, i medici che scrivono sono spesso molto bravi, hanno personalità e cultura e, si spera, sensibilità. Purché però dimentichino di essere tali e mi sembra che qui non ci siamo. Troppo "ginecologo", troppo supponente, il nostro tratteggia un contesto sociale improbabile(credetemi, sono romagnola anch'io e alcune situazioni proprio sono fantascientifiche)creando un intreccio poco giallo (vero che l'autore non vuole che sia definito così, ma il genere è quello) dove del morto non importa niente a nessuno e dove le spiegazioni psicologiche uccidono la trama. Peccato perchè mi piacciono sempre di più certi libri italiani dove mi perito di cogliere anche il sapore del lessico e della sintassi dell'autore nella nostra meravigliosa varietà linguistica, cosa che con uno straniero in traduzione non posso certo fare.

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nessuna controindicazione a leggerlo per chi ama i Sellerio e gli scrittori italiani
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