Il carnefice
Letteratura italiana
Editore
Francesca Bertuzzi è nata a Roma nel 1981. A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Successivamente ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Al momento sta lavorando al backstage, da lei diretto e montato, del film Vallanzasca - Gli angeli del male di Michele Placido.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 12
Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 2012
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Drug Machine
"Il Carnefice" mi è piaciuto moltissimo e prendo occasione per porgere tutta la mia ammirazione e fare i miei migliori complimenti a questa Francesca Bertuzzi che è riuscita a produrre un libro d'esordio di tutto rispetto.
Mi è piaciuto moltissimo perchè è riuscito a scuotere il mio interesse di lettore per 3 motivi:
1- E' un libro intrigante, pieno di azione, di ottimi colpi di scena;
2- La storia che si racconta è particolare e molto cruenta, a tratti Tarantiniana;
3- La scrittrice riesce a miscelare con straordinaria bravura sangue e violenza con battute simpatiche ed incalzanti... alcun volte forse un po' troppo da bar.
La bertuzzi in questo libro si destreggia anche molto bene nell'eros, infatto ogni tanto nella trama si possono leggere le fantasie di questi personaggi, fantasie con tratti molto, molto e ancora molto pornografici, descritte fin nei minimi dettagli ma mai volgari, anzi queste fantasie vengono metaforizzate con gran classe senza mai cadere nel volgare, tutto a beneficio dell'immaginazione del lettore. (vedi pag. 132)
La protagonista principale del racconto è Danny , una ragazza africana sfuggita alla guerra e rifugiatasi clandestinamente nel nostro paese con mamma e sorella. E' sempre in compagnia del suo capo e grande amico d'infanzia Drug Machine, un' energumeno italiano, il classico pazzo che se ti giri a guardarlo dici "cazzo questo tira giù anche le colonne", con i pugni sempre pronti.... ma supportati da un gran cuore. Il suo vero nome non si sa, ma viene conosciuto dalla gente come "Drug Machine" per via del tatuaggio sul braccio, raffigurante una slot machine in jackpot che sputa pasticche d'ecstasy...
Tutto inizia quando Danny trova un biglietto d'aiuto firmato da sua sorella, morta sedici anni fa...
In mezzo ad una nube di sesso e pallottole I 2 protagonisti cercheranno di far chiarezza su questo mistero utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione, senza guardare in faccia niente e nessuno.
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CHI AMA I FILM DI TARANTINO
Nessuna aderenza alla realtà
Sono sicura che la scrittrice di questo libro ha del grande talento, e sicuramente è già un ottimo punto di partenza; ma il Carnefice da mio modesto parere non ha nessuna aderenza con la realtà, è tutto troppo portato ad irreali eccessi, e i personaggi funzionano poco.Questo Drug Machine,(ma che nome è??) che minaccia l'impiegato per avere il prestito e lui zitto glielo concede, o Bonnie, di sapore Charleston che ti obnubila di mariuana...e questo Mariolino compiacente a tutto...per non parlare della vecchietta che chiama Danny e Drug Machine "pessimi arnesi"....e mille altri dettagli stonanti sui quali non mi soffermo. Se voleva essere una storia fantasiosa fine a sè stessa ambientata in un mondo che non esiste, può avere un senso, ma se vuol avere una seppur minima ambientazione reale, inchiodare il lettore alla sedia, io trovo che non possa andare bene, che non funzioni, non da l'effetto che dovrebbe dare, lo dico da accanita lettrice di thriller. Ma come già precisato, son sicura che ci saranno migliori tentativi.
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IL CARNEFICE
Premetto che mi dispiace esprimere un giudizio non del tutto positivo su di un libro di esordio, che sicuramente è costato duro lavoro ed impegno ad una giovane autrice, ma purtroppo ho trovato questo thriller senza anima. Un thriller deve coinvolgere ed incuriosire, in un crescendo di emozioni. In questo caso queste sensazioni non le ho provate, un pò per lo stile di narrazione, e un po’ per la storia raccontata; molto scontata e senza nessun “colpo di scena”. Il finale mi è sembrato abbastanza scontato, come se fosse una naturale conseguenza della vicenda. In molti thriller c’è il tentativo da parte dell’autore di depistare il lettore con false piste, mentre in questo caso tutto scorre in modo troppo perfetto e prevedibile. Spero però che questa mia impressione possa essere smentita da tantissimi altri commenti pieni di entusiasmo. Aspetterò comunque di leggere il prossimo libro di questa autrice per ricredermi.
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SENZA TREGUA
Con Danny e Drug Machine, che mi sono sembrati amici da sempre, ho fatto un viaggio nero e cattivo, ma illuminato da squarci di intimismo di grande bellezza e poesia. Inaspettatamente mi sono trovata con loro a piangere e a ridere, a ascoltare la musica di De Andrè o a sentire il profumo delle scrippelle, a vivere le loro peripezie sempre col cuore in gola, perché questo giallo, per fortuna, non dà tregua. Mi piacerebbe molto poterli ritrovare in un’altra avventura da leggere ancora tutta d’un fiato.
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Bello!
Mi è piaciuto molto lo stile sia per il crescendo di emozioni che crea sia per alcune frasi che ti rimangono addosso come
"Pensai a mia madre, e prima ancora di rendermene conto la stavo pregando. La pregavo di proteggerci dal male a cui stavo per dare inizio". Si sente sempre nell'aria che c'è qualcosa di grosso che sta per succedere e quando succede è travolgente. Ringrazio Francesca Bertuzzi per le emozioni che mi ha fatto provare.
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Come in una partita a scacchi
Un romanzo scritto con la precisione di un'equazione matematica e giocato come una partita a scacchi. L'autrice è molto brava a far muovere i suoi personaggi, senza lasciare niente al caso, ed è sublime nello scacco matto finale.
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aria di casa
Ho comprato questo libro perchè mi avevano detto che era ambientato in luoghi a me familiari, per cui ero curioso, molto curioso !!!! E poi.....è del mio genere preferito!
L'ho trovato scorrevole, piacevole, con personaggi ben caratterizzati (pochi ma buoni, come si suol dire). Tuttavia, forse forviato dall'ambientazione, come detto posti che più o meno conosco e di cui conosco la vita....., mi è stato un po' difficile da immaginare. A tratti, la descrizione dei personaggi, il loro stile di vita e le loro vicissitudini mi sono sembrate un po'....in stile americano.... Non è una critica, è solo che se si fosse trattato di un thriller americano non avrei avuto nulla da dire ma in quie posti in Abruzzo......un po' stride. Ma, torno a ripetere, probabilmente è solo un fatto personale.
La storia percorre in modo abbastanza lineare salvo una improvvisa accelerazione nel finale un po'....splatter.
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Avvincente
Ho comprato Il Carnefice perché amo il genere noir e giallo, ma ho trovato molto di più. La storia è costruita con arte e mi ha appassionato tanto da farmi dimenticare quello che mi stava intorno. I personaggi poi sono straordinari, e non solo i protagonisti, Drug Machine, Danny o Bonnie, ma anche Lorri, che da solo meriterebbe un altro romanzo, o il grafologo o ancora il Bestione. Era da molto che non leggevo un libro così avvincente, a volte ironico a volte crudo, sempre pieno di fascino e colpi di scena. Quando ho finito il libro, mi dispiaceva troppo lasciare quel mondo, con la sua torrida estate, la ricerca della verità, il premio e il castigo. E allora … l’ho riletto, e nonostante sapessi il finale, l’ho trovato ancora più appassionante e avvincente.
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Tanta adrenalina, ma non solo...
Adrenalina e tensione a mille. Non ci si stacca da questo libro.
Ma non c'è solo questo. Danny e i suoi amici ti strappano mote risate, di cuore, e, cosa rara per il genere, i ricordi dell'infanzia di Danny sono di una dolcezza capace di commuovere.
La mia è un opinione personale, ma mi sento di poter dire che questa ragazza ha un grande talento. Gestisce una trama complessa con una naturalezza che mi ha lasciato a bocca aperta, come quando in una partita di calcio entra un ragazzino giovanissimo e sconosciuto, e non fa solo belle giocate con i piedi, ma ti fa capire che ha già la visione di gioco e l'intelligenza dei campioni.
Questo è il suo esordio, e se il buon giorno si vede dal mattino...
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Un libro nuovo e coinvolgente
Ho trovato "Il Carnefice" un libro nuovo nei contenuti e nello stile. Tanto appassionante da rimanerci incollata per due giorni fino a che non l'ho finito. Si sente che oltre al talento c'è una grande tecnica narrativa. Il mio personaggio preferito: Danny.
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non ne sentivo il bisogno!
Lettura facile per uno stile narrativo leggero e elementare che non porta fatica, né riflessioni. Il linguaggio è spesso scurrile al limite della volgarità. Trama densa di vicende e spunti, ma nessuno realmente approfondito. Personaggi caratterizzati (diamole il merito) ma incoerenti. L'inizio è promettente, poi rallenta da pausa da thè delle cinque, con biscottino inzuppato nella solita brodaglia di vicissitudini viste e riviste, con un finale da splatter della specie peggiore, di cui non se ne sente assolutamente bisogno. Di sangue ne troviamo parecchio, più che dentro un mattatoio, ma per essere un thriller, più che violenza e inquietudine, in questo libro abbiamo molto sesso, spesso con scene esplicite al limite dell'osceno, che invece di intrigare fanno solo storcere il naso.
In definitiva un esordio che non pretende troppo e troppo non dà.
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Un thriller originale
Francesca Bertuzzi ha costruito un thriller piacevole e ben costruito, dalla trama coinvolgente e senza esagerazioni. La trama è originale e i suoi personaggi mai banali. La protagonista poi è una figura incredibile, sorprendente e realistica al tempo stesso come pochi altri personaggi di autori italiani contemporanei. Speriamo che l'autrice in futuro non sia troppo impegnata con la televisione e possa continuare a regalarci storie come questa!









