Il filo rosso
La trama e le recensioni di Il filo rosso, romanzo di Paola Barbato edito da Rizzoli. Da cinque anni Antonio Lavezzi non ha più una vita. Una tragedia orribile ha distrutto la sua famiglia e lui è scappato, rifugiandosi in un paese dell’alto Veneto e nel suo lavoro di ingegnere edile. Metodico e preciso, si è impegnato per avere un’esistenza il più possibile anonima, al riparo da altri traumi. Poi, un giorno, il telefono squilla: Antonio deve correre in cantiere, è morto un uomo. All’inizio sembra solo un drammatico incidente, ma ben presto si svela essere qualcos’altro: quel morto è un messaggio per lui, una richiesta d’aiuto. Qualcuno gli chiede di fare ciò che nessun altro fa, gli chiede di liberare quella sete di vendetta che per troppo tempo ha tentato di comprimere, e di metterla al suo servizio. Antonio è confuso, ha paura di sporcarsi le mani, ma lentamente, senza quasi accorgersene, viene risucchiato in un vortice di messaggi da decifrare, di incontri sconvolgenti, di gesti inspiegabili. Non è lui a orchestrare il gioco, e non è neppure l’unico anello della spaventosa catena mortale: a lungo si limiterà a eseguire gli ordini e non farà troppe domande, ma al culmine della tensione sarà costretto a scegliere che cosa diventare. In un thriller che non dà tregua, Paola Barbato costruisce un’implacabile macchina narrativa alimentata dalla cronaca nera di questi anni, e mette a nudo sentimenti e ossessioni che non vorremmo mai confessare. Perché Antonio Lavezzi è un uomo come tanti, e il suo bisogno di giustizia è anche il nostro.
Paola Barbato è nata a Milano nel 1971, vive e lavora a Verona. Dal 1997 è sceneggiatrice di Dylan Dog. Ha pubblicato Bilico (2006) e Mani nude (2008, premio Scerbanenco), entrambi con Rizzoli.
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Sorpresa
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Giustizia privata
12 persone su 12 hanno trovato questa recensione utile
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Lettura consigliata
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sì |
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Consigliato a chi ha letto...
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"Sorry" di Zoran Drvenkar
"Non spegnere la luce" di Stefano Tura |
Déjà vu
6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile