Il silenzio degli occhi
Letteratura italiana
Editore
La nuova indagine del commissario Ponzetti.
Dicembre 2008. Roma è percorsa da un'ansia febbrile per l'eccezionale piena del Tevere, che mette in subbuglio l'intera città. Ma il commissario Ponzetti non ha tempo per occuparsene. Nella sua macchina è stato abbandonato un bambino di tre o quattro anni, scalzo e sordomuto, e nessuno si fa avanti per reclamarlo. Al mistero si aggiunge la sensazione, dettata da minimi indizi, che il piccolo sia in pericolo. Mentre il bimbo viene temporaneamente affidato all'inseparabile Iannotta e la vita familiare del commissario, con la figlia Gisella prossima a partorire, si fa sempre più caotica, a Roma imperversa la famigerata "banda dei SUV", che da diverse notti lascia la sua firma squarciando le gomme dei macchinoni parcheggiati. La vicenda assume presto le tinte di un insospettabile intrigo che porterà un esterrefatto Ponzetti a incrociare sul proprio cammino perfino i Servizi Segreti. Sotto una pioggia battente, mentre il Natale si avvicina, la fitta rete di indizi rischia di intrappolare Ponzetti, che ha solo le armi del buon senso, dell'acume e della sua umanità per contrastare chi sta pilotando un gioco più grande di lui, da cui dipende la vita di un innocente e la salvezza della propria pace familiare.
Giovanni Ricciardi è professore di greco e latino in un liceo di Roma. Il silenzio degli occhi è la terza indagine del commissario Ottavio Ponzetti, il personaggio creato da Ricciardi, già protagonista de I gatti lo sapranno(2008) e Ci saranno altre voci (2009), anch'essi pubblicati da Fazi.
Recensione della Redazione QLibri
Ultimo aggiornamento: 01 Mag, 2012
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Il silenzio degli occhi
Terza avventura del Commissario Ponzetti in una Roma che viene descritta senza fraintendimenti da chi la città eterna la conosce davvero anche nei suoi movimenti.
Lo stile dell'autore è molto sciolto accompagnato da un lessico molto semplice e senza l'uso di inutili orpelli.
La trama si sviluppa nel periodo pre e post natalizio del 2008 in una Roma affaccendata per l'immininente festa e per la piena del Tevere.
Personaggi simpatici e ben caratterizzati, forse Iannotta, in un primo momento molto simpatico con il suo dialetto romanesco, diviene un po' troppo forzato ma congeniale al contesto.
Alcuni passaggi mi sono apparsi prevedibili ma non stonati con il ritmo ed il contenuto della storia.
Un consiglio all'autore, Giovanni Ricciardi, mi è parsa mancare un po' di suspance che si spera sia dovuta probabilmente alla veracità dei personaggi, dei luoghi e della storia.
Il libro è letto in giornata grazie ad uno stile narrativo scorrevole e mai noioso che è stato molto apprezzato dal sottoscritto.
Promosso.
Syd









