La cacciatrice di teste La cacciatrice di teste

La cacciatrice di teste

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di La cacciatrice di teste, romanzo di Claudio Paglieri edito da Piemme. Il viso scavato ed esangue, i capelli bianchi diventati radi. La morte non fa sconti a nessuno. Forse è per questo che anche un uomo avido e arido come Settimo Ranieri sente il bisogno di alleggerirsi l’anima prima che lo trascini a fondo per l’eternità. La statua in bronzo che giace, priva della testa, nella sua cantina fu pescata quarant’anni prima nelle acque di Ventotene. Ora è arrivato il momento di restituirla al legittimo proprietario: lo Stato italiano. È a suo figlio Ludovico che affida questo compito, ma un tesoro di quella entità può risvegliare appetiti poco leciti, specialmente in un rettore universitario di grandi ambizioni. Un anno dopo, a Camogli, il mare restituisce un’altra sagoma fredda e rigida: il cadavere di Marietto Risso, pescatore anarchico cui ultimamente la vecchiaia aveva tolto un po’ di lucidità. L’ipotesi del suicidio, comoda per molti, non convince il commissario Marco Luciani, che dall’alto del suo metro e novantasette ha la presunzione di vedere un po’ più lontano degli altri. Perché le risposte troppo semplici lo lasciano insoddisfatto e, in passato, il suo istinto raramente lo ha tradito. L’indagine, tra identità celate, nuove morti e sospetti che si avventurano in acque non protette, lo porterà a Ventotene, a una storia vecchia di quarant’anni che, come Marietto, chiede ancora giustizia.

Giornalista e scrittore, è nato a Genova il 26 settembre 1965. Ha cominciato ad appassionarsi al giornalismo a 16 anni e oggi lavora al «Secolo XIX». Il commissario Marco Luciani, protagonista di questa indagine, torna negli altri due romanzi dell’autore, anch’essi editi da Piemme: Domenica nera, con il quale ha vinto il Premio Bancarella Sport, e Il vicolo delle cause perse.

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La cacciatrice di teste 2010-12-04 20:03:04 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    04 Dicembre, 2010
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molto buono!

Ho terminato ieri di leggere questo terzo romanzo di Claudio Paglieri, con il commissario Luciani, sempre più anoressico, sempre più tormentato...
Nonostante io abbia sempre nutrito una forma di sgomento verso gli anoressici- pur comprendendo i problemi a monte...- devo ammettere che questo personaggio mi ha conquistata.
Che volete, se non sono travagliati, i commissari, o poliziotti, o avvocati...non mi dicono niente!

La storia è abbastanza complessa,ma intrigante .
Tutto ruota intorno alla statua bellissima ,e di inestimabile valore, della Themis,attribuita forse a Lisippo... che fa gola a troppe persone, dopo il suo ritrovamento!

La vicenda è ricca di risvolti a sorpresa e tiene desta l'attenzione dal primo all'ultimo momento.
Io ho dovuto subito faticare a raccapezzarmi tra i molti flash back; un saltare continuo dal presente al passato- con capitoli brevi...
L'autore dice di essersi ispirato alla modalità dei telefilms più in voga, tipo Lost...che hanno un flash back continuo.

La storia narrata si svolge fra Genova, Camogli ed una suggestiva isola di Ventotene. Qui si trova il carcere di Santo Stefano, che tanta parte avrà nella vicenda.

Una particolarità a cui vorrei fare cenno sono alcune scene di sesso , piuttosto esplicite.
Qualcuno ha sostenuto che non sia necessario leggere dettagli così...accurati , sull'argomento; io personalmente non ne sono stata infastidita, ma consiglio ai ...palati delicati di prepararsi a qualche pagina un pò ...forte!

Ultimo, ma non come importanza: la storia ha un finale NON a sorpresa ( nei gialli è normale...) ma a sorpresissima! nel senso che le sorprese sono DUE! e lasciano veramente spiazzati.

Pur essendo secondo me lievemente inferiore come qualità al precedente Domenica nera, io lo consiglio caldamente.

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