Odore di chiuso
Letteratura italiana
Editore
Marco Malvaldi (Pisa, 1974) ha pubblicato con questa casa editrice i tre romanzi della serie dei vecchietti del BarLume: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008) e Il re dei giochi (2010).
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Opinioni inserite: 13
Ultimo aggiornamento: 20 Mag, 2012
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Odore di chiuso di marco Malvaldi
Marco Malvaldi
Odore di chiuso
Sellerio editore Palermo La memoria
Questo delizioso ed intrigante romanzo di Malvaldi si tinge di noir nel senso classico del termine, c’è un delitto con tanto di cadavere, indagini, indizi e colpevole. La pista investigativa si avvale di un rappresentante della legge che segue i canoni consueti del caso: interrogatori, intuizioni folgoranti e concatenazioni di deduzioni progressive fino all’esito finale. L’epicentro della storia si svolge nella Maremma toscana e precisamente nel castello del barone di Roccapendente, un borioso nobile arroccato nei suoi privilegi di casta che sembra non avvertire l’aria di cambiamento che investe l’Italia post unitaria, siamo nel 1895. Non a caso, spiega l’autore, i fatti narrati si collocano nel 1895, in quell’anno Guglielmo Marconi riesce ad inviare il primo segnale radio, i fratelli Lumière proiettano il primo cortometraggio della storia del cinema, Maria Montessori è la prima donna ad essere ammessa nella società Lancisiana ( riunisce i medici e i professori di medicina della capitale) e Pellegrini Artusi dà alla stampe (2° edizione) il suo libro di ricette La scienza e l’arte di mangiar bene. Una data che segna grandi innovazioni non solo scientifici e culturali, ma avvia il nostro paese, sia pure, in modo molto lento verso quel processo civile e sociale sognato dalle correnti progressiste. Geniale la metafora di Artusi sulle difficoltà del governo italiano dell’epoca di lavorare per l’unità del Paese, non bastano leggi comuni in tempi brevi ad unire due tronconi estranei l’uno all’altro da tempo immemorabile, gli alberi non crescono tirandoli dall’alto: ci vuole tempo, concime e criterio. Fa l’esempio della maionese, cimentandosi nel suo campo quello di esperto dell’arte culinaria, non si possono mettere insieme subito tutti gli ingredienti, ma bisogna procedere con calma e metodo fino ad amalgare due liquidi diversi come acqua e olio in origine refrattari a mescolarsi. L’arrivo dei due ospiti al castello, il fotografo Ciceri e Pellegrino Artusi, la cui fama di gastronomo lo procede, mette in moto e dà l’avvio alle danze dell’allegra combriccola, si fa per dire. La famiglia aristocratica è composta oltre che dal barone Romualdo in testa, dall’anziana madre Speranza con la di lei badante la tapina Barbarici, dai due figli maschi, Gaddo, un nullafacente e millantatore poeta che insegue il sogno di incontrare il vate Giosuè Carducci e Lapo sciupa femmine da strapazzo e dal cervello vacuo. La figlia Cecilia, è una giovane fanciulla la cui intelligenza mal si adatta alla grettezza intellettuale dei suoi parenti e infine, e non potevano mancare, le due zie, zitelle petulanti ed inutili. Tra i famigli spiccano l’esperta cuoca la Parisina, esempio di saggezza popolare, il giovane ed aitante maggiordomo Teodoro e la bella e procace cameriera Agatina. Questa brigata di personaggi bislacchi e per certi versi peculiari viene scossa dalla morte misteriosa del povero e sfortunato maggiordomo Teodoro e da questo fatto e momento come un gioco degli scacchi si muovono le pedine con scarti sbagliati e mosse azzeccate. Si mettono in rilevo, caratteri, tipizzazioni tra il grottesco, il triviale e l’ironico. Su tutti emerge la personalità di Pellegrino Artusi che con i suoi baffoni come un gatto sornione subdora odori ed umori, come un cane da caccia individua la preda, da un osservatorio speciale dato dai suoi studi e dal suo intuito intuisce i comportamenti e gli atteggiamenti che si celano oltre le parole. Sembra uno studioso entomologo oltre che un perito dell’arte gastronomica, un precursore del mangiare bene al pari di una guida gastronomica ante litteram. Certamente una figura indimenticabile, Artusi che annota, su un diario, con dovizia di particolari, gli accadimenti che si susseguono e che malgrado lui lo coinvolgono e le impressioni che ne ricava.
Un libro ricco di sottigliezze e raffinatezze letterarie ed intellettuali, i riferimenti all’attualità sono sottesi, ma percettibili nella loro arguzia, insomma un libro godibile dalla prima all’ultima pagina, mai banale o superficiale, trasmette certi significati del pensiero di tutti i tempi, ma la cifra sta nel tono e nello stile lievi e leggiadri.
Autore. Marco Malvaldi (Pisa,1974) ha pubblicato con questa casa editrice i tre romanzi della serie dei vecchietti del Barlume: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008), e Il re dei giochi ( 2010).
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Odori e sapori non sempre gradevoli
Il detective è l'Artusi e questa è la trovata. Per il resto in un giallo cerco qualcosa di diverso. Christie e Vargas insegnano che le atmosfere del giallo sono particolari e che la tensione ne è l'elemento essenziale. Qui tutto gira lentamente, un po' scontato. C'è troppo, perchè entrano in ballo conflitti sociali e rivendicazioni femministe ante litteram, per esempio, ma c'è anche troppo poco perchè quello che manca è proprio l'essenza del giallo, l'ansia di sapere chi e perché. Per il resto riconosco anche i meriti di una scrittura originale, la capacità di cogliere gli elementi del paesaggio e un simpatico tratteggio del personaggio Artusi che a mio parere è il solo sul quale l'autore abbia lavorato con vera credibilità evitando gli stereotipi.
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Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 2011
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Ma quando avete detto che riapre il BarLume?
Lo so, è brutto associare uno scrittore sempre e solo alle sue opere più famose. Sarebbe come a dire che Camilleri è solo Montalbano, il ché non è nemmeno sbagliato, a dire il vero.
Malvaldi in questo onesto libricciolo non è malvagio, no. Ma non è nemmeno scintillante e divertente, non è sagace, non intrattiene. Mi sembra uno studente precisino intento a fare i compiti, strappando un bel nove dalla professoressa di italiano.
Posso dirlo che è un po' noioso?
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Poche pagine essenziali
Veramente niente da dire al nostro giallista italiano. Un libro molto piacevole, semplice, leggero ma non per questo banale e scontato. Anzi. Malvaldi dà pochi elementi essenziali (un po' come la Christie) senza inventare fantomatiche storie "ingarbugliatissime". Poche pagine essenziali. Adoro questo stile. Linguaggio colto, inusuale (lo dice anche lui) ma capibilissimo e soprattutto tanto tanto divertente. Grande Malvaldi non mancherò di leggere anche gli altri.
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godibile
libro godibilissimo, divertente ironico che si legge d'un fiato come gli altri libri di malvaldi. in più l'ambientazione storica e il linguaggio ottocentesco lo rendono perfino elegante.
per me che abito nelle zone dove è ambientato il romanzo basta davvero poco per ritrovare i luoghi ed i personaggi di allora in quelli di oggi.
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Irresistibilmente Seducente
L'incipit di un libro è come la scintilla che scocca nel momento dell'innamoramento, ovvero , per noi ometti: … quel tal posto dove hai visto per la prima volta quel sorriso indimenticabile, quello sguardo irresistibile, quel gesto aggraziato che ci fanno desiderare solo di cedere alla vertigine dell'uragano che stanno provocando, trascinati dai venti di voglia di ridere, cantare, ascoltare e non staccarsi mai dalla causa di questa continua emozione. E vuoi conoscere tutto di lei, i suoi amici, cosa ha fatto prima e dove, insomma come diavolo ha potuto diventare quella dea che ti appare !
L’inizio di questa storia è per me un piccolo capolavoro, ti prende dolcemente la mano per non lasciartela più: dalla descrizione del luogo, che, come un quadro impressionista, ti sembra di avere già visitato parecchie volte, ti conduce in un girotondo di personaggi assolutamente ben assortiti e che solo lì potevi trovare , né uno di più né uno di meno, elegantemente ed irresistibilmente descritti in un fase storica sospesa tra l’idealità asfittica di un mondo ormai scomparso e la naturale vitalità di una nuova società.
Vabbè forse ho esagerato un po’, la storia è semplice e certi arrangiamenti sono di colore giallone classico AgataChristiesco - tipo la riunione finale con annuncio della soluzione - ed il libro non entrerà nella storia della letteratura come è stato già scritto prima di me... ma, per me, il divertimento ha in sé un valore inestimabile, e, non so se si è capito, mi sono proprio divertito !!!
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un salto indietro nel tempo
Ho letto questo libro nell'arco di due serate, non solo perchè è cortino, ma soprattutto perchè si legge veramente bene!
L'ambientazione è molto carina, i personaggi simpatici e ben descritti, e anche la storia è semplice e piacevole. Mi è piaciuto molto lo stile, riesce a alternare benissimo un italiano più ricercato a uno molto più moderno e colloquiale.
Avevo già letto un altro libro di Malvaldi (Il re dei giochi) ma non mi aveva entusiasmato, invece questo è stato una piacevole sorpresa!
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odore di chiuso
un buon libro, come penso tutti quelli scritti da malvaldi. bella storia con delitto ambientata in un castello della maremma alla fine dell'800. notevoli i personaggi, ognuno con i suoi difetti e manie. simpatica la trovata di far giungere al castello anche l'artusi, scrittore di cucina e ricette visto in malo modo ("come, un uomo che parla e scrive di cucina? è un finocchio di sicuro !!").
molto gradevole da leggere e finalmente un indagine genuina, senza ris o dna.
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odore di menta
bello questo giallo divertente con personaggi che credo, mi risulteranno indimenticabili.
ho deciso che leggerò anche gli altri, visto che questo è addirittura il meno riuscito ;)
per ora malvaldi lo paragonerei ad un ghiacciolo d'estate, mi ha entusiasmato, rinfrescato e messo allegria. perfetto
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Odore di chiuso...
In questo libro gli odori non mancano proprio, quello di chiuso è proprio quello che si sente meno, anzi trionfano gli odori della campagna della Maremma, della pioggia umida, dei funghi porcini, della giovane Italia da poco unita, della vecchia nobiltà obsoleta e poco avvezza al nuovo cambiamento, del polpettone al tonno all'uso zingaro, anche dell'ammoniaca acida dell'urina di chi ha mangiato asparagi. Già...niente DNA, niente impronte digitali, siamo nella seconda metà dell'ottocento, ma intuito e coincidenze illuminanti.
Come dice il Giusti:Il fare un libro è meno che niente, se il libro fatto non rifà la gente.
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Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 2011
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Divertentissimo
Malvaldi abbandona i quattro vecchietti che lo avevano portato al successo nei tre precedenti libri e scrive un racconto fresco e spumeggiante a dispetto del titolo (scoprirete leggendo a cosa si riferisce...).
E' un giallo un pò particolare ambientato nella campagna toscana di fine ottocento, in un'Italia appena unificata alle prese con cambiamenti difficili , in cui si dipinge un quadro molto pittoresco della nobiltà del tempo.
In un castello dove una nobile famiglia intrattiene degli ospiti di riguardo (ma non troppo...) avviene un omicidio e un altro viene sfiorato , un astuto rappresentante della legge indaga tra antiche tradizioni, vecchi privilegi duri a morire e nuovi concetti difficili da assimilare.
La vicenda viene raccontata da una voce esterna che , dai commenti inseriti qua e là , pare essere un narratore dei giorni nostri che butta uno sguardo verso quel passato.
C'è meno intercalare toscano nei personaggi ma non diminuisce assolutamente l'umorismo di Malvaldi, sempre ispirato, a tratti davvero travolgente.
Diamo alle cose il giusto peso , questo libro probabilmente non entrerà mai nel novero dei capolavori della letteratura , però fa ottimamente la sua parte , ci racconta un pezzo dell'Italia di fine Ottocento con tanta ironia.
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Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio, 2011
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Barone al forno con patate, la ricetta?, di Artusi
Siamo in Toscana , in un antico castello una mattina,tutti gli ospiti
sono svegliati da un grido disperato. Il Barone di Roccapendente, padrone del maniero,con al seguito maggiordomo, cuochi, serve, baronetti, baronessa madre e ospiti vari, si precipita in cantina dove la vecchia governante,la signorina Barbarici, ha trovato il corpo senza vita del fattore,il giovane Teodoro promesso sposo della bella Agatina. Dopo un momento di smarrimento, il Barone coadiuvato dall’amico fotografo Ciceri e da Pellegrino Artusi, famoso cuoco, si rende conto che il buon Teodoro non è morto di morte naturale, ma avvelenato. Il barone decide di avvertire il delegato di polizia Artistico, uomo sagace e ostinato, che comincia la ricerca dell’assassino.
Ad aiutarlo sarà l’intelligenza e l'arguzia del cuoco Artusi che , è il caso di dirlo, ha fiuto non solo per manicaretti,carni e dolci, ma anche per le debolezze umane legate ad altri segreti desideri. Marcovaldi dà vita con i soui personaggi originali e divertenti ad un giallo sui generis dove non mancheranno colpi di scena e pietanze appetitose, si cercherà l’assassino o l’assassina, proprio come i funghi a giugno nel sottobosco, stando attenti ai particolari, si gusteranno scene succulente come polpettoni “zingari” saporiti e… sorprendenti.
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Un piccolo gioiello
questo libretto è la sintesi del piacere della lettura intelligente.
ho sorriso nel leggere alcuni passaggi ironici e ho riflettuto sui riferimenti ai giorni nostri
si può scrivere con garbo e far divertire srimanendo lontani dai clichè e malvaldi lo dimostra sempre di più









