Torto marcio Torto marcio

Torto marcio

Letteratura italiana

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Una nuova avventura per Carlo Monterossi, autore televisivo di una trasmissione trash (di cui si vergogna), cultore di Bob Dylan e detective per caso. Nel centro di Milano hanno sparato a un commerciante di carni, sessantenne ricco e senza ombre, ma c’è una nota stonata: sul cadavere un sasso bianco, liscio, rotondo, poggiato sul petto. Dopo pochi giorni un altro omicidio con le stesse modalità - ancora una volta una pietra sul corpo - getta la città nel panico. Un noir pieno di sorprese, di suspense, di ironia, romanzo di costume e di critica sociale.

Recensione della Redazione QLibri

 
Torto marcio 2017-01-29 07:17:34 CortaZur
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
CortaZur Opinione inserita da CortaZur    29 Gennaio, 2017
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Un giallo sociale, divertente e amaro.

Torto marcio - A. Robecchi

Un giallo che va oltre i soliti confini del romanzo di genere, una fotografia della Milano che non esce sulle copertine patinate delle riviste e delle persone, i cosidetti ultimi, che la popolano.
Non ho letto i libri precedenti di Robecchi, quelli della serie con Monterossi protagonista arrivata al quarto capitolo, e dopo aver letto quest’ultimo mi è venuta una irrefrenabile voglia di recuperare le precedenti puntate.

La trama gira intorno a tre storie principali che partono separate per poi, in qualche modo contorto, intrecciarsi e portare al gran finale. Abbiamo il gruppo investigativo della questura guidato dai sovrintendenti Carella e Ghezzi che indagano sugli omicidi che stanno impazzando nella Milano di oggi, abbiamo il famoso autore televisivo, amante di Bob Dylan, Monterossi che insieme al suo fidato amico Oscar cercano un anello di inestimabile valore e infine abbiamo un gruppo di ragazzi appartenenti ad un collettivo comunista che si batte per il diritto alla casa. Questi sono i tre filoni di cui sopra: il primo, quello che racconta di Carella e Ghezzi, è il filone più esilarante che mi ha fatto molto divertire e mi ha letteralmente trascinato nella lettura del romanzo. Un’armonia tra i personaggi, una splendida complicità e un’ottima divisione dei ruoli con alcune sorprese che lasciano il segno come la splendida signora Rosa. Andando avanti nel romanzo si ha il piacere di visitare una Milano di periferia, dove vivono i vinti, coloro per i quali la scala sociale non ha preso la direzione sperata, le persone che combattono per cose basilari come il diritto di avere un tetto sotto al quale vivere. Ed è proprio questo il particolare merito del romanzo, e cioè di portare in superficie un annoso problema di cui non si parla mai abbastanza e che spesso rappresenta terreno fertile per movimenti e politici populisti. In questa maniera Robecchi porta il suo racconto oltre i confini del giallo trasformandolo anche in una sorta di denuncia sociale.
Inoltre abbiamo un ottimo racconto delle tecniche di investigazione con le procedure rese molto realistiche e descritte in maniera precisa, niente super uomini che risolvono tutto da soli ma un lavoro di squadra che mostrato così sembra quasi uno spot per arruolarsi in polizia dato che sembra molto stimolante pur senza inventarsi nessuna sofisticata diavoleria, purtroppo sappiamo che la realtà non è così ed è molto più prosaica.

Spostando la lente dal gruppo investigativo a Monterossi cambia molto il registro letterario infatti le atmosfere cambianno e si allegeriscono, il protagonista è un affascinante autore televisivo in perenne conflitto con se stesso e in continua ricerca di dischi di Bob Dylan; ciò nonostante resta costante la critica al sistema giornalistico della TV della sofferenza, per capirci quella TV di cui la nostra Barbara D’urso è leader e di cui spesso ci vergogniamo per la estrema cinicità e mancanza totale di buon gusto e sensibilità. Una critica mai velata e sempre precisa che mostra un dietro le quinte molto verosimile di tali programmi abbastanza discutibili.

In definitiva il romanzo Torto marcio è veloce, simpatico e ti porta facilmente alla dipendenza in quanto riesce a instaurare fra il lettore e i personaggi un solido legame, un’affezione particolare. La costruzione della trama e gli incastri creati sono efficaci e funzionali alla scorrevolezza del testo; le battute tra i protagonisti, gli equivoci e i momenti di divertimento sono molti e ben sparsi nel testo, comunque ben bilanciati con i momenti di tensione e suspance che fanno accelerare il racconto in maniera decisa. Una bella prova che a detta di molti fa toccare un nuovo picco alla produzione letteraria dell’autore.

Sono estremamente soddisfatto per la scoperta di questo autore e ne consiglio vivamente la lettura anche a chi non è amante del genere ma cerca semplicemente una buona e intelligente storia da leggere.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Agli amanti dei gialli Sellerio e a chi vuole iniziare ad amarli
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