Il bosco degli urogalli
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 2010
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Tempi difficili, paesaggi d'incanto...
Ho letto questo libro perchè ce l'ho in biblioteca...
L'ho trovato piacevole e nello stile rude ed essenziale, ha un suo valore...
Molto bella e suggestiva la descrizione dei paesaggi alpini, la vegetazione dei boschi, la fauna preda di cacciatori che non sempre agiscono per procacciarsi il cibo, ma talvolta lo fanno per spirito d'avventura o per averla vinta sull'animale...
La crudeltà dell'uomo è qui manifesta e nuda sotto tutti i suoi aspetti anche perchè si tratta di una lotta impari in cui l'animale è sempre in svantaggio, che altrimenti si dovrebbe dare un fucile anche a lui...Detto questo che è la mia personale opinione il libro propone anche racconti di gente contadina che con il suo spirito astuto e cordiale trova il modo di cavarsela anche in momenti veramente difficili...
Racconti di guerra e racconti dopo la guerra in cui i sopravvissuti hanno ciascuno un modo diverso di riappropriarsi della propria vita, poichè è diversa la storia che hanno vissuto all'interno del caos della guerra.
Ricominciare a vivere è sempre faticoso e dimenticare è pressocchè impossibile...
il ricordo talvolta rimorde, la memoria ferita cerca di rimuovere ciò che nella coscienza rimane come evento indelebile...
Ritengo questo libro una pregevole esperienza di lettura e degna quindi di essere presa in considerazione.
Consigliato.
Da leggere o da rileggere per chi l'avesse già visionato.
Saluti.
Ginseng666
Indicazioni utili
Il bosco degli urogalli.
In tempi passati.....
Un piccolo libro diviso in racconti che rievocano storie dell'immediato dopoguerra in montagna tra i boschi e gli animali selvatici.
Tanti di questi racconti sono incentrati sulle imprese dei cacciatori, le loro abitudini, il loro modo di vivere la natura, di stanare gli animali e il grande amore per i loro compagni i cani da muta.
Io non sono daccordo con la caccia perchè amo molto ogni tipo di animale, ma sò che in passato per gli uomini è stata una vera e proprio fonte di sostentamento, dove c'era povertà e si mangiava solo latte e polenta!
Un racconto in particlare mi ha colpito, quello di un montanaro che faceva la legna viene accerchiato dai soldati tedeschi il tenente sente un colpo (è la scure che batte sul ceppo) pensa ad un partigiano nascosto nel bosco, spara e lo uccide, tutto il paese uomini, donne e bambini, in memoria di un morto innocente scappano tra i loro monti che conoscono bene e diventano partigiani.
Storie lontane oggi nel 2010, ma che fanno parte di noi dei nostri nonni e nonne che hanno vissuto in tempi crudeli, difficili, dove c'era povertà, ma anche tanta natura, tanto amore e tanta semplicità! Non dimentichiamolo mai!









