L'ultima consegna
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Letteratura italiana
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La presentazione e le recensioni di L'ultima consegna, opera di Filippo Bernardeschi edita da I Sognatori. Filippo Bernardeschi, giovane autore toscano, in questa opera d’esordio dimostra di saper già conciliare generi distanti fra loro con maestria non comune, conferendo a ogni racconto un’impronta personale e insolita. Atmosfere fantastiche, delle volte sottilmente inquietanti, al servizio di otto novelle che – beffarde – sfruttano temi e situazioni della narrativa di genere per poi scardinarne le strutture, giocando con le attese del thrilling, le ombre del gotico o le situazioni della letteratura umoristica. Bernardeschi articola la raccolta alla stregua di un cantiere aperto (e non a caso è proprio la novella “Il cantiere” a inaugurarla), illustra e snoda la sua poetica attraverso i racconti centrali e affida l’epitaffio alla novella eponima, “L’ultima consegna”. Titolo ancora una volta simbolico. Un percorso avvolto non di rado nelle nebbie del racconto metafisico, nel quale l’autore si limita a sussurrare il suo messaggio per creare un dialogo silenzioso coi lettori. E proprio ai lettori spetta il compito di guardare, come già il Bastiano de “La storia infinita”, le immagini evocate dalle novelle, per apprezzarne i concetti e la veemente creatività. Infine serbarle, quasi fossero dei preziosi gioielli. Consigliato a chi ama i racconti di Cortazar e Dürrenmatt, la geniale fusione di surreale, thrilling e metafisico, le atmosfere arcane di certi racconti scritti da Poe, Lovecraft o Bierce, le novelle malinconiche e pregne di significato, i libri scritti in maniera impeccabile, gli autori che tagliano il traguardo della pubblicazione in virtù di un lampante talento letterario.
Insegnante per caso, giornalista, barista, vagabondo (nel senso nomade del termine, ma a volte anche in quell’altro) Filippo Bernardeschi è nato il 10 gennaio 1986 a Pontedera. Quando non è in viaggio vive a La Rotta, paesino di campagna della provincia di Pisa. Affascinato dall’horror e cresciuto a pane e Piccoli Brividi, col tempo è diventato un lettore onnivoro. Non gli piacciono le etichette. Ama l'odore dei campi e l'ampiezza del mare, ma a volte ha bisogno di immergersi nei grattacieli. L’altra sua grande passione è la breakdance, che lo ha spinto in giro per il mondo e che continuerà a spingerlo finché le ossa reggeranno.
Insegnante per caso, giornalista, barista, vagabondo (nel senso nomade del termine, ma a volte anche in quell’altro) Filippo Bernardeschi è nato il 10 gennaio 1986 a Pontedera. Quando non è in viaggio vive a La Rotta, paesino di campagna della provincia di Pisa. Affascinato dall’horror e cresciuto a pane e Piccoli Brividi, col tempo è diventato un lettore onnivoro. Non gli piacciono le etichette. Ama l'odore dei campi e l'ampiezza del mare, ma a volte ha bisogno di immergersi nei grattacieli. L’altra sua grande passione è la breakdance, che lo ha spinto in giro per il mondo e che continuerà a spingerlo finché le ossa reggeranno.
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