La vita che volevo La vita che volevo

La vita che volevo

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di La vita che volevo, racconti di Lorenzo Licalzi editi da Rizzoli. “Era questa la vita che volevi?” Alzi la mano chi può rispondere di sì. Chi non ha mai rimpianto un’occasione mancata o una decisione che non ha preso. E non ha mai fantasticato un’altra vita; la vita che, forse, voleva davvero. E’ quel che succede ai personaggi di questo libro lieve e imprevedibile: Laura che credeva di aver fatto pace con gli uomini e non sa che la guerra è appena cominciata; Maddalena che ha sbagliato incrocio e ha perso la sua unica chance; Lorenzo che, grazie a uno sguardo, finalmente apre gli occhi; Patrizia e Carla, casalinga l’una, donna in carriera l’altra, che fanno i conti con la stessa “assenza di fondo”, mentre i mariti giocano a un tavolo di poker il loro “ultimo giro”. Uomini e donne che si guardano indietro, o allo specchio, e scoprono, con sorpresa, curiosità o spavento, che come dice Lorenzo: «Io di vite ne avrei potute fare almeno cinque o sei». Perché le vie del destino sono infinite, e se è vero che Dio ha inserito nelle nostre esistenze la variabile “caso” per movimentare un po’ la situazione, È anche vero che a volte del caso nemmeno ci accorgiamo, perché fa capolino nelle cose più piccole: una sveglia che non suona, un numero di telefono sbagliato, un caffè preso in un bar diverso dal solito. Ma non c’è motivo di disperare: forse, sembra suggerire Licalzi con il tono scanzonato di sempre, tutte le vite che avremmo voluto le stiamo vivendo, proprio ora, in altri universi, in cui altri noi sono alle prese con altre storie. Scherzando ma non troppo con caso, destino e altri imperscrutabili dèi del quotidiano, Lorenzo Licalzi ci regala con La vita che volevo dei racconti profondi, giocosi, commoventi, un vero romanzo fatto di storie intrecciate, attraversate da una filosofia luminosa e indulgente. E soprattutto, ci fa fare un sacco di domande su quello che siamo, che avremmo potuto essere e che – pazienza – non saremo mai.

Lorenzo Licalzi è nato a Genova e vive a Pieve Ligure. Di formazione psicologo, ha esordito con il romanzo Io no (Fazi 2001 e Rizzoli 2007), da cui è stato tratto il film di Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Successivamente ha pubblicato Non so, Il privilegio di essere un guru e, da Rizzoli, Che cosa ti aspetti da me?, Vorrei che fosse lei e 7 uomini d’oro, Premio Selezione Bancarella 2009.

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La vita che volevo 2010-03-30 14:12:38 NomeUtente
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NomeUtente Opinione inserita da NomeUtente    30 Marzo, 2010
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2010
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Bel libro

L'ho trovato un libro molto piacevole.
Si sviluppa in dodici racconti brevi che tagliano orizzontalmente strati sociali, tempi e luoghi,
con la casualità della vita a fare da filo conduttore.
150 pagine (per chi non ama i mattoni) che scorrono veloci, mischiando sogni, desideri e realtà con dialoghi diretti e brillanti.

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La vita che volevo 2010-01-01 18:35:29 FRANCESCA
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Opinione inserita da FRANCESCA    01 Gennaio, 2010

La vita che volevo

Ho trovato il libro ansiogeno, e vi sono fatti accaduti nella cronaca rivisitati. Non mi è piaciuto.

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