Se Steve Jobs fosse nato a Napoli Se Steve Jobs fosse nato a Napoli

Se Steve Jobs fosse nato a Napoli

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Se Steve Jobs fosse nato a Napoli, opera di Antonio Menna edita da Sperling e Kupfer. Stefano Lavori ha 18 anni, vive a Napoli e lavora con il padre sui mercati rionali. Al pomeriggio si trova con un amico «smanettone» per costruire un computer rivoluzionario. La macchina è perfetta, l’idea geniale, ma in Italia non basta: la burocrazia, la corruzione e la criminalità mandano il loro sogno, letteralmente, in fumo. I due soci perdono tutto e finiscono a fare i garagisti. Se Steve Jobs fosse nato a Napoli questa sarebbe la sua storia. In forma narrativa, attraverso una brillante parabola, tanto amara quanto illuminante, Antonio Menna racconta con feroce ironia gli ostacoli che impediscono all’Italia, e soprattutto al Sud, di rialzarsi. La Apple, a Napoli, non sarebbe mai nata. Perché, come dice l’autore, «saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più».

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Se Steve Jobs fosse nato a Napoli 2012-02-06 07:16:37 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    06 Febbraio, 2012
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'A mela

Questa mattina leggendo il giornale ho fatto un salto sulla sedia, "caspita!",mi son detto, "è proprio vero, spesso la realtà supera la fantasia!" Sul Mattino del 4 febbraio 2012 c'era l'articolo di una giornalista Diletta Capissi dal titolo "Il Computer sulla nuvola" dove veniva illustrata la storia di un quarantenne napoletano Fabio Cecaro che con la sua società la VMengine,ma soprattutto con la sua idea la" Cloud Computing" aveva ottenuto un importante riconoscimento dall'Amazon Web Services Solution Provider.In sintesi "Cluod Computing" rappresenta un'idea innovativa, un server fisico che ne simula altri cento facendo risparmiare tanti soldi alle aziende.Ho pensato subito al testo di Antonio Menna "Se Steve Jobs fosse nato a Napoli" dove due ragazzi dei Quartieri Spagnoli, Stefano Lavori (Steve Jobs in "americano") genio dei computer che vive facendo il venditore ambulante e Stafano Vozzini (Steve Wozniak in "americano") studente in architettura inventano un computer innovativo nel loro garage, anzi nella loro grotta di tufo sotto i quartieri, e cercano
disperatamente i finanziamenti per mettere su il business che possa "scassare", renderli ricchi!
Ma Napoli, non è la California, Steve Jobs orfano siriano trovò Mika Markkula,un ricco industriale che ebbe il coraggio di finanziare le sue idee. I due "Steve" napoletani fra direttori di banca,commercialisti e una miriade di faccendieri che campano sui cosiddetti finanziamenti europei ed altro, di soldi non ne vedranno neanche l'ombra e allora, che fare? Pino Aprile nella prefazione al libro cita l'economista e Premio Nobel Amartya Sen: "le qualità personali sono necessarie , ma non sufficienti,perchè un uomo è quel che le circostanze gli consentono di essere", che cosa vuol dire ? Che chi nasce a Napoli non ha speranze?
Il romanzo di Menna ha la capacità di fotografare la sconfortante situazione dei giovani lavoratori napoletani,offre una speranza che la realtà,non la fantasia, ha confermato.
Sì, se Steve Jobs fosse nato a Napoli avrebbe inventato la Apple e non sarebbe stato "un pacco",il segreto è non arrendersi alle circostanze, ai pregiudizi alla rassegnazione.

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