Una vita da precario Una vita da precario

Una vita da precario

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Una vita da precario, opera di Enzo Aita edita da Photocity. Una vita da precario è il primo di 20 racconti di vita vissuta di un testardo che, pur di non lasciare la sua amata Napoli, si è inventato mille lavori. Da impiegato in nero a direttore di filiale, da imprenditore a pistolero di periferia, da contadino ad allevatore di capre; comprando e vendendo di tutto tranne la sua anima... E sempre all'inseguimento di una stabilità mai raggiunta. La sua unica arma l'ironia, il suo rifugio il mare.

Recensione della Redazione QLibri

 
Una vita da precario 2012-08-18 17:03:04 peucezia
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peucezia Opinione inserita da peucezia    18 Agosto, 2012
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Un'eccezionale vita qualunque

Enzo Aita alias Solitario verga con scorrevolezza e munito di ironia e autoironia la sua biografia raccontando dei suoi mille mestieri e di come sia riuscito a reinventarsi e a ricominciare da capo grazie alla sua voglia di fare e di realizzare aiutato comunque dalla pazienza dell’affettuosa consorte. Nonostante tutto però i rovesci della sorte hanno prevalso e il Nostro si è ritrovato con la pensione sociale giunto alle soglie della età vegliarda.
Il racconto mai noioso anzi avvincente come un romanzo d’avventure descrive passo passo le “avventure” di vita e di lavoro di Aita che può definirsi un precursore dei precari di oggi perché sempre all’inseguimento di una sicurezza e sempre con l’incubo di avere solo un grande avvenire dietro le spalle com’ebbe a dire il grande Gassman.
Oltre alla colorita autobiografia l’autore aggiunge alcuni racconti denominati di mare nei quali descrive le sue avventure sul pelago e di terra dove, accanto a qualche episodio autobiografico ( si ricorda “Annamaria” struggente ricordo di una sfortunata ex fiamma, lo scrittore si lancia in alcuni racconti di fantasia sicuramente arditi scritti in prima persona o in una terza persona mai onnisciente ma che fa spesso uso di discorso diretto e indiretto ( vedasi l’ironico “Pasquale” , larvata “denuncia” verso l’ orda extracomunitaria o il lucido “Il pazzo del corso” versione partenopea della follia metropolitana). Buona padronanza della lingua e anche di vari generi narrativi, si aspettano nuove ed intriganti produzioni.

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biografie, autobiografie
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