Il silenzio dell'onda
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Gianrico Carofiglio è nato a Bari nel 1961. Tra i suoi romanzi Le perfezioni provvisorie (Sellerio 2010), il quarto della serie dell’avvocato Guerrieri, e Il passato è una terra straniera (Rizzoli 2004). Con Rizzoli ha inoltre pubblicato un graphic novel insieme al fratello Francesco, Cacciatori nelle tenebre (2007), e una raccolta di racconti, Non esiste saggezza (2010). I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 9
Semplice e impeccabile
Scritto in maniera semplice e lineare, elegantemente portato avanti, il realismo di Carofiglio mi lascia sempre un po' senza parole; non è un realismo crudo, ma una storia calata nella vita semplice di tutti i giorni, un carabiniere, uno psicologo, una donna e poco altro, o tanto altro, visto che potrebbero essere accanto a noi, reali, con il loro passato...
Chi legge deve solo sedersi e stare a guardare la storia che placidamente si dipana, guardando dentro e fuori le persone che la popolano, senza pretese psicologiche o arrovellamenti stilistico-concettuali; la mia impressione si conferma quella di un libro godibile, scritto per raccontare una storia e non per dimostrare qualcosa, una trama lineare senza grandi fronzoli, con un azzardo oltreoceano portato avanti meglio di quanto pensassi, in modo credibile
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Sogni,rivincite personali e ...onde
Libro tra i finalisti al Premio Strega 2012.
Una storia ben costruita e basata fondamentalmente sulle vite di tre personaggi principali: Roberto ex carabiniere,Emma ex attrice e Giacomo undicenne sognatore che trascrive tutte le sue emozioni su un diario.
A fare spesso da fulcro e soprattutto da punto d'incontro per i tre protagonisti è...il lettino di uno psicologo. Nell'anidirivieni dello studio medico i tre s'incontrano e si scambiano opinioni ,e cosa importantissima stringono legami, che porteranno poi ad un finale scoppiettante in cui tutti i protagonisti magicamente ritrovano la parte migliore di loro stessi.
Quello che ho apprezzato molto di questo romanzo è naturalmente il lato psicologico e le digressioni personali e comportamentali dei personaggi descritti. Non mancano pagine movimentate, magari anche cruente, così come sono presenti tanti spunti a riguardo di annosi problemi esistenziali tipo: il difficile rapporto genitori/figli, l'egoismo e la paura di scoprirsi troppo emotivamente nella ns società che porta tante persone a fingere e ad indossare ipotetiche maschere etc.
Bravo poi Carofiglio a proporre al lettore tanta parte onirica e fantasiosa, sì perchè molti racconti sono sviscerati attraverso i sogni che i protagonisti raccontano al dottore.
Estrapolo un passaggio emblematico del libro che, a mio parere, racchiude l'essenza dell'opera:
"A poco a poco tutti i personaggi vengono sommersi da un mare di sentimenti e di ricordi, ma nessuno ne sarà travolto davvero.
È un po' come finire sotto un'onda. La regola fondamentale è non farsi prendere dal panico, non fare resistenza perché è inutile, e aspettare che passi."
Libro interessante e consigliato
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Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 2012
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Il silenzio dell'onda di G. Carofiglio
In questo romanzo, l’eroe di Carofiglio è Roberto: ex carabiniere, si è distinto per merito e, promosso, ha ricoperto l’incarico di “agente infiltrato” nel nucleo operativo, sezione narcotici. Da agente segreto, si è fittiziamente improvvisato narcotrafficante, per sventare i traffici dei signori della droga. Ma questo incarico pericoloso ha messo a dura prova la sua personalità, che non ha retto alle continue tensioni. Roberto combatte contro l’esaurimento e viene collocato in aspettativa, perché soffre di manie depressive con tendenza al suicidio.
Quindi, il lettore ritrova Roberto dall’analista, impegnato a ricostruire la sua vita.
Il passato di Roberto è pieno di ombre: su tutte, quella di un padre, anche lui agente di pubblica sicurezza, incarcerato per corruzione e suicidatosi in prigione.
Fuori dallo studio dello psicanalista, Roberto incontra Emma, una donna che per lui rappresenta un’opportunità: di relazione e di riscatto. Anche perché Giacomo, il figlio dodicenne di Emma, gli confida i suoi timori su un turpe commercio del quale una compagna di classe sembra vittima: in una storia tipica dei nostri tempi, fatta di ricatti, telefonini e pedopornografia e che, nel linguaggio giuridico, configura un triplice reato: violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile, sequestro di persona.
Roberto interviene a smascherare i responsabili e ritroverà fiducia in se stesso, riuscendo a valorizzare anche la figura del padre, grazie al ricordo di quando, insieme a lui, andava sull’oceano (abitavano negli States) a cavalcare le onde con la tavola: “I ricordi nella luce e nel mare … erano muti. Vento teso, grandi onde con creste luccicanti, tavole che correvano, corpi sbalzati dalla potenza dell’acqua. Tutto senza rumori e senza voci.”
L’allegoria dell’onda è molto affascinante ed evocativa. La storia è coinvolgente. Lo stile di Carofiglio è cristallino nel descrivere i fatti e nell’addentrarsi nelle pieghe della psicologia umana e dimostra di saper governare le onde del sentimento di chi lo legge, come …
… Bruno Elpis
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Equilibrio sotto l'onda
E' un libro toccante, perchè parla di esperienze umane molto realistiche e molto vere, di modi diversi di vivere il rapporto padri e figli, di mancanza, di assenza, di fragilità. C'è tanta umana fragilità in queste pagine. Il protagonista si scopre solo e infelice, passa tanti mesi alla deriva perchè sente che sta vivendo in modo insensato. Intraprende un percorso difficile, lungo, doloroso e tu ti accrgi che comincia a mettere una parvenza d'ordine nella sua vita, cogli piccoli suoi segnali di risveglio, come il fare i gradini due a due. E' un libro che insegna a non lasciarsi intrappolare dai pensieri e dai ricordi, ma ad osservarli con distacco e lasciarli scivolare via. Insegna che si può sopravvivere anche se si attraversa il fuoco e anche se finire sotto una grande onda può far perdere il senso della posizione, perchè non sai più dov'è il sopra e dov'è il sotto, è possibile riuscire a ritrovare se stessi.
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Molto silenzio, poca onda
Incredibile, questo libro oscilla tra qualcosa di credibile e qualcosa di insulso continuamente: l'onda si increspa e si dissolve nel corso della lettura ma non assume mai proporzioni epiche. Lo stile a tratti è scolastico, a tratti da scrittore promettente ma ancora acerbo, la storia è priva di respiro come se restasse sempre in apnea. Certo, si fa leggere, ma alla fine non lascia niente di significativo. Carofiglio cerca di descrivere un personaggio, Roberto, dandogli dei connotati di straordinarietà ma, ahimé, il personaggio alla fine resta abbastanza anonimo e poco caratterizzato. Quello che manca a questo scrittore secondo me è la capacità di donare spessore alle sue "creature letterarie" attraverso un maggiore approfondimento del loro vissuto e della loro psicologia, insomma, non basta far sedere il protagonista davanti ad uno strizzacervelli troppe domande e poco senso per donargli spessore!! Dunque questo libro per me ha generato troppo rumore per nulla.
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STILE BUONO, MANCA LA STORIA
Ci sono la scorrevolezza e lo stile, manca essenzialmente la storia.
La trama è banale, i personaggi prevedibili e di corto respiro, i due piani della narrazione -la storia di Roberto e quella di Giacomo- viaggiano tendenzialmente paralleli, sino a quando non si incrociano tramite un'espediente narrativo scontato. Anche l'indulgere in scene raccapriccianti, in taluni passaggi, si rileva inutile, e, soprattutto, troppo facile.
Un romanzo pensato, forse, per la televisione.
Un mix complessivamente mal riuscito, credo che il narratore possa e sappia fare di meglio.
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Un romanzo stanco e privo di mordente
Apprezzo molto Carofiglio come scrittore, anche se non ritengo questo il suo migliore romanzo. Mi piacciono di più le sue indagini poliziesche e le sue riflessioni sulla attività di giudice e avvocato. In questo romanzo aleggia un’atmosfera quasi rassegnata, stanca, priva di mordente. La vicenda narrata sembra un “déja vu”, con fasi ripetitive e personaggi abbastanza banali, senza quell’introspezione vera e profonda alla quale lo scrittore ci aveva abituati Non dirò che è un romanzo “esangue e tedioso” come lo definisce il critico letterario Antonio D’Orrico sul supplemento “La Lettura” del Corriere della Sera (20.11.2011), ma certamente l’opera è percorsa da una vena sottilmente stanca, monotona, senza vibrazioni che trascendano i comuni accadimenti della vita. Un carabiniere, il protagonista, distrutto da una vita sempre sotto copertura (e sotto stress), uno psicologo banalmente curioso e appiattito sul tran tran giornaliero della sua professione di strizzacervelli, una signora anche lei bisognosa di cure e attenzioni per sensi di colpa mai guariti, un bambino sognatore (forse la figura meglio riuscita) che costringerà il protagonista a ricollocarsi nel suo giusto ruolo ed a riapprezzare la serena gioia di una vita finalmente normale. Questi i personaggi, ben delineati in una storia credibile ma senza guizzi autentici. Potrebbe essere un romanzo “ da camera”, da leggere in autunno vicino al crepitio della legna nel camino, avvolti in una calda coperta di lana, seduti su una comoda poltrona, a meditare, come il protagonista mentre si ritempra nel finale del romanzo scivolando sulle onde con la tavola da surf, su “…il bene e il male, e l’amore e il dolore e la gioia e la colpa…e il perdono…e il cerchio della vita, e le storie dei padri e dei figli, e della loro disperata ricerca gli uni degli altri”.
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Il silenzio dell'onda
Un Carofiglio un po' al di sotto delle aspettative, quasi stanco, opaco, ci consegna un'opera sicuramente interessante ma di minore impatto rispetto ai suoi libri precedenti.
Stile seppur scorrevole che non ha molta presa sul lettore, il livello è alzato sicuramente dai contenuti, alcuni personaggi in cura psichiatrica che cercano di tornare a respirare la vita, minori affetti da problematiche che oggi purtroppo sono troppo diffuse e che occupano tristemente le prime pagine dei vari mezzi di informazione.
Potremmo azzardare a dei finali che seppur a lieto fine lasciano almeno in un caso l'amaro in bocca, si perchè anche se gli eroi ci salvano le cicatrici della vita rimangono cambiando il corso degli eventi e delle storie di ognuno di noi.
Per fortuna per alcuni è possibile ritornare a cavalcare quell'onda che arriva inesorabile e silenziosa, con la tavola da surf della vita, sta forse agli esseri umani decidere come afforntare la cavalcata che sarà sicuramente ardua visto che alcune cose non dipendono solo da noi.
Forse gli argomenti trattati hanno portato l'autore a mantenere un profilo un po' timoroso che comunque rimane adeguato al contesto.
Buona lettura.
Syd
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Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 2011
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L'onda non arriva mai silenziosa...
Le onde non sono affatto silenziose, sono terribili, minacciose e non danno scampo, se aumentano d' intensità e in altezza portano distruzione. Carofiglio si imbatte in un campo molto delicato e complesso, si avverte fin dall'inizio un pò il timore di incorrere in errori, eppure dopo una fase iniziale un pò piatta e poco coinvolgente si libera quel senso di inadeguatezza e vibrano in solida sincronia l'onda e tutto l'Oceano. Il risultato è riuscito nell'intento, la narrazione serrata e senza appigli, diretta e drammatica assieme alle storie di padri e figli che si intrecciano fanno da corollario in un'impresa difficile e inesauribile quanto il mare.
"Non bisogna lasciarsi intrappolare dai pensieri o dai ricordi. Quando arrivano bisogna osservarli con distacco e lasciarli scivolare via.
....Un conto è aspettare l'onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva."









