Al momento della scomparsa la ragazza indossava Al momento della scomparsa la ragazza indossava

Al momento della scomparsa la ragazza indossava

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La trama e le recensioni di Al momento della scomparsa la ragazza indossava, romanzo di Colin Dexter edito da Sellerio. Nulla può impedire all’ispettore Morse di seguire le proprie intuizioni, anche se queste appaiono campate in aria. Per cui, quando gli viene assegnata l’inchiesta sulla scomparsa di Valerie Taylor, la sua mente irrequieta non riesce ad evitare di ripensare alla morte dell’investigatore che se ne occupava, l’ispettore capo Ainley. Il caso di Valerie, studentessa non ancora diciottenne scomparsa nel tragitto casa-scuola, era stato riaperto dopo due anni e tre mesi. Era infatti arrivata una lettera, a quanto pare di suo pugno, che smentiva l’ipotesi della morte: «sto bene e sono a Londra» scriveva ai genitori. Ma Morse vuole vedervi, in questa banale fuga di teen-ager, una serie di stranezze curiose, soprattutto per sfuggire «alla routine prosaica e tediosa» che l’inchiesta minaccerebbe. L’ispettore deceduto non aveva mai chiuso veramente il caso e lo seguiva nel tempo libero. La breve missiva era giunta esattamente il giorno prima che Ainley morisse in un incidente automobilistico. Non è molto ma Morse è abbastanza fantasioso da concepire «l’idea più strampalata del mondo» e comincia a rifare i passi presunti del collega morto, cercando di intuire le stesse intuizioni. Lo guida l’ipotesi che la lettera non sia ciò che sembra, che contenga un messaggio nel messaggio. E, in un ambiente di studenti ex studenti e professori, ciascuno con le sue tendenze, e di una ragazzina tutt’altro che sprovveduta, in un altalenarsi di sospetti e false credenze, una coincidenza nelle sue abili mani diventa un indizio e l’indizio si trasforma in una traccia che «piano piano, un centimetro dopo l’altro, lo stava avvicinando alla verità». Le inchieste dell’ispettore Morse appartengono al poliziesco della migliore tradizione inglese: trame investigative razionali e prive di toni clamorosi, ambientazione quotidiana, spesso di provincia, investigatori dotati di grande ironia e umanità. Colin Dexter vi aggiunge il talento letterario di arricchire il ritmo della storia con le situazioni particolari dei molti personaggi; una ragnatela di segreti e bugie che si distende sul filone principale dell’inchiesta in una stretta che ne accentua la tensione.

Norman Colin Dexter (Stamford, 1930), docente di greco e specialista di enigmistica, tra il 1975 e il 1999 ha scritto tredici romanzi (tutti di prossima pubblicazione) della serie dell’ispettore Morse, diventato popolarissimo in Inghilterra grazie anche ad una fortunata serie televisiva. In questa collana è già stato pubblicato L’ultima corsa per Woodstock (2010).

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Al momento della scomparsa la ragazza indossava 2012-01-08 18:20:33 Marco Longo
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Marco Longo Opinione inserita da Marco Longo    08 Gennaio, 2012
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una piacevole sosrpresa di nome Colin Dexter

Una piacevole scoperta quella di Colin Dexter, creatore dell'Ispettore di polizia Morse. Non aspettatevi un commissario-investigatore che nella sua indagine segue una pista dettata dalla logica e dai fatti: chi è abituato a segugi infallibili nel loro mestiere di "scopritori della verità" rimarrà deluso. Ma l'Ispettore Morse riesce a coinvolgere in maniera molto forte e in questo Dexter si dimostra abile nel tenere sempre vivo l'interesse del lettore, con un ritmo piacevolmente scorrevole e mai banale, condito da una una buona dose di ironia.
Morse non è il classico detective all'inglese: è un pasticcione e di questo ne è pienamente consapevole. Spalleggiato dal sergente Lewis, più propenso al lavoro impiegatizio e burocratico rispetto al suo superiore, cerca di seguire un filo nell'indagine sul presunto assassinio della giovane Valerie Taylor. Ma si tratta di una matassa più difficile da sbrogliare di quanto possa sembrare al nostro Ispettore. Le sue supposizioni vengono costantemente arricchite di nuovi indizi, colpi di scena, errori di valutazione a volte anche grossolani. E con buona pace dell'anima, Morse si ritrova più volte costretto a ripartire da zero in un'indagine che alla fine arriverà quasi a detestare!
Tutti i personaggi che nel bene e nel male entrano in contatto con questo strano Ispettore in qualche modo hanno un certo timore verso di lui: sanno bene che prima o poi la sua mente contorta, tenuta in allenamento dalla sua passione per i cruciverba, arriverà a una soluzione. E nulla importa se proprio quella soluzione gli è già passata sotto il naso in diverse occasioni.
Morse è un personaggio strampalato, apparentemente burbero. Di lui non si può non apprezzare la semplicità, la costanza, il suo acume mentale, sebbene dia l'idea di essere un masochista che prova piacere a complicarsi le cose. In generale, trovo che si tratti di un personaggio ben riuscito, a tratti molto simile al commissario Kostas Charitos del greco P. Markaris.
Una frase mi ha colpito particolarmente: "Non siamo ancora sconfitti - disse Morse con un'energia improvvisa e inattesa - Ci siamo un po' persi in questo labirinto tortuoso e non riusciamo ancora a vedere la fine della strada ma [...] qualcuno una volta ha detto che la fine è l'inizio, Lewis".
Alla prossima, Ispettore Morse!

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