Il cinese Il cinese

Il cinese

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La trama e le recensioni di Il cinese, romanzo di Henning Mankell edito da Marsilio. In una fredda giornata di gennaio, un lupo affamato arriva a Hesjövallen, nel nord della Svezia. Sente l’odore del sangue. Nel villaggio ci sono i corpi di diciannove persone: di fronte a una strage così feroce e assurda, la polizia pensa al gesto di uno squilibrato. Può davvero la follia essere così ben pianificata? Il giudice Birgitta Roslin non lo crede e, in nome del legame che la unisce ad alcune delle vittime, decide di occuparsi del caso. Seguendo la pista di un nastro di seta rossa ritrovato nella neve, unica traccia in un’indagine che sembra senza via di uscita, Birgitta arriva a Pechino, alla ricerca del nesso misterioso tra un diario scritto più di cento anni prima e la violenza senza senso che si è scatenata in quello sperduto villaggio. Coinvolta in un diabolico conflitto intestino al governo, dove in gioco ci sono la supremazia e l’assetto del paese, Birgitta dovrà confrontarsi con le nuove forze al comando nella Cina che si prepara alle Olimpiadi, novelli mandarini pronti a rivendicare il loro posto sulla scena internazionale, e constatare cosa può succedere quando una grande potenza non ha risolto la questione della democrazia. Considerato dalla stampa svedese tra le migliori opere di Mankell, Il cinese è un thriller politico che tocca tutti i temi a lui più cari, una storia di soprusi e vendetta, dove gli errori del passato riemergono in un presente di sconvolgenti lotte di potere.

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Il cinese 2010-09-19 13:24:40 Arcangela Cammalleri
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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri    19 Settembre, 2010
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Il cinese di Henning Mankell

Il cinese di Henning Mankell
Ed. Marsilio
Genere Thriller politico
Titolo originale Kinesen
Traduzione di Giorgio Puleo

In un villaggio svedese, a Hesjövallen, avviene una strage: 19 corpi trucidati, tutti di persone anziane tranne quello di un ragazzino di circa 12 anni, vengono ritrovati nelle loro case. 19 nomi, tre famiglie, un corpo dopo l’altro, tutti contraddistinti dallo stesso furore folle, le stesse ferite inferte con un’arma affilata. Non è una normale indagine, tutto è così orribile da risultare incomprensibile. La responsabilità del caso è affidata alla poliziotta Vivi Sundberg, tenace e con una grande capacità di analizzare anche i più piccoli indizi. Per una strana e misteriosa tela di parentele sarà coinvolta nell’inchiesta, sia pure non in forma ufficiale, il giudice Birgitta Roslin. Da questo truce fatto di sangue si dirama una storia le cui radici affondano in un lontano passato lungo 140 anni. Dalle gelide foreste scandinave attraverso differenti piani temporali la trama si snoderà in Cina, negli USA, in Africa per ricomporre il suo tragico epilogo in Svezia.
Mankell costruisce un libro corposo, una storia d’ampio spettro storico e riesce a dar vita ad un quadro di vite consunte dalla vendetta e dalla sete di riscatto sociale. Un frammento di storia, nell’800 molti cinesi furono venduti e sfruttati come schiavi in USA, nel Nevada, durante la costruzione della ferrovia, racconta con toni forti e partecipi la condizione di chi non ha riconosciuti nemmeno i più elementari diritti umani e soffre della propria dignità offesa. Di quanto la via del progresso e del profitto economico abbiano sacrificato migliaia di vite umane. Il passato, a volte, quando è stato troppo doloroso non si dimentica e l’odio è un fiele che avvelena l’esistenza.
Dall’inizio della storia al suo svolgimento, il lettore è trasportato all’interno di un’altra storia a tinte fosche che costituisce il corpo centrale del plot in cui si dispiegano le vicende umane di Wang San, di Ya Ru, di Liu… Il diario di San esprime la rabbia cresciuta dentro di sé, il viaggio umano nel dolore di un uomo e lo scrive perché i suoi discendenti non dimentichino le ingiustizie subite. L’ingiustizia pesava su tutta la Cina. La parte finale si ricollega all’inizio come uno schema concentrico. Mankell racconta della Cina di Mao, del movimento contadino convinto di sollevarsi dalla miseria e che ha fatto enormi passi avanti, ma devono i cinesi ancora combattere contro la miseria che è ancora grande. Il cammino è ancora lungo. La Cina pre-olimpiade che ai suoi vertici ordisce trame politiche e i cui leader moderni si sono sostituiti ai vecchi capi del partito comunista con metodi corrotti e antidemocratici. L’eterno scontro tra gli ideali che non riescono a sopravvivere alle pressioni di una realtà che i vecchi teorici non avevano mai compreso.
Mankell intreccia il genere giallo e quello storico in modo naturale senza discrepanze stilistiche né di contenuto, tutto viene ricomposto nella sua giusta collocazione. I personaggi si delineano man man che ci si addentra nello scritto, la loro natura umana emerge in tutte le proprie sfaccettature.
È un romanzo interessante che appassiona sin dalle prime pagine e si legge come “si suol dire” tutto di un fiato.
L’autore. Henning Mankell, scrittore e regista teatrale, è nato a Stoccolma nel 1948, vive tra la Svezia e il Monzambico. Dal 1998 è sposato con la regista teatrale e televisiva Eva Bergman, figlia di Ingmar Bergman. È autore dei gialli con protagonista il commissario Wallander, nove episodi tradotti in 40 lingue che hanno venduto nel mondo 30 milioni di copie. La serie comprende i titoli: Assassino senza volto, I cani di Riga, La leonessa bianca, L’uomo che sorrideva, La falsa pista, La quinta donna, Delitto di mezza estate, Muro di fuoco e Piramide. A ottobre 2010 verrà pubblicato L’uomo inquieto, l’ultimo caso del commissario Wallander.
Nel catalogo Marsilio, anche i gialli Il ritorno del maestro di danza, Il cinese, e il libro testimonianza Io muoio, ma il ricordo vive. Un’altra battaglia contro l’Aids.







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Libri di letteratura scandinava di genere noir
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Il cinese 2010-06-15 14:15:29 mixo
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mixo Opinione inserita da mixo    15 Giugno, 2010
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Un Mankell di transizione

Con quest'opera Mankell abbandona lo stile che lo ha reso famoso.
La storia è si ambientata in Svezia ma il racconto si snoda attraverso la Cina, l'America, l'Africa portando il lettore indietro nel tempo fino al 1800. Lo stile è sempre piacevole, la capacità di affascinare il lettore non viene meno, però a mio avviso manca una figura carismatica come quella di Wallander. La Roslin che si improvvisa detective non ha il physique du role. Bella la parte descrittiva della Cina moderna e dei conflitti interni, meno la conclusione, poco credibile. Il "cattivo" è un membro della mafia cinese, circondato da segretezza, potere e forza, che risolve i problemi liquidandoli in modo silenzioso ed efficace...invece si assiste ad epilogo a mio avviso più adatto ad un personaggio tipo l'inspector Clouseau.

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Il cinese 2009-12-14 19:42:59 antonio
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Opinione inserita da antonio    14 Dicembre, 2009

il cinese

Interessante vicenda che si snoda in mod trasversale nel tempo e nello spazio.

Tuttavia manca un finale che renda onore al racconto di cui ci si rende conto che,a posteriori, poteva essere sviluppato in un numero di pagine decisamente inferiore.

Apprezzabile lo stile e lo sforzo di ricercare riferimenti storici poco noti.

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la biblioteca dei morti
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Il cinese 2009-09-23 12:33:28 barbara canevelli
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Opinione inserita da barbara canevelli    23 Settembre, 2009

il cinese

un pò lento... si fa leggere... non mi ha emozionato

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Il cinese 2009-08-08 11:29:16 marco
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Opinione inserita da marco    08 Agosto, 2009

il cinese

Un Mankell in stato di grazia che sa rinnovarsi nei contenuti,nell'ambientazione storica ( la cina ,l'Africa di nuovo colonizzata,la tragica epopea del West nel 1800 ), nei personaggi ( l'abbandono di wallander appare definitiva ). Un coraggio che va apprezzato.Unici nei :la parte svedese del romanzo appare meno incisiva delle altre, il personaggio della donna giudice non mi sembra costruito benissimo

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a chi ha amato " la quinta donna "
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