Il persecutore di Ian Rankin
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La trama e le recensioni di Il persecutore, romanzo di Ian Rankin edito da Longanesi. Si chiama Malcolm Fox e il suo nome è fra i più odiati della polizia di Edimburgo. Perché i criminali su cui indaga sono soggetti molto particolari. Sono altri poliziotti. Fox è l’astro nascente della sezione Disciplinare, meglio conosciuta come la Lamentele. Indagare sui reati commessi dai suoi stessi colleghi gli ha procurato molti guai, soprattutto da quando è riuscito a far incriminare il detective Glen Heaton, accusato di corruzione. Nella vita privata non ha lo stesso successo: ha alle spalle un matrimonio fallito nel giro di pochi mesi per i suoi problemi con l’alcol, un padre affidato a una costosa casa di cura di cui lui stesso paga la retta e una sorella che lo preoccupa, soprattutto per la sua relazione con un poco di buono che la picchia. Fa da sfondo una Edimburgo stravolta dagli interminabili lavori per la costruzione della linea tranviaria, dove altri enormi cantieri edili fanno i conti con la recessione e la crisi economica internazionale. Gli speculatori rischiano di perdere ogni cosa e sono disposti a tutto pur di salvarsi. Proprio ora che le attenzioni di Fox sono concentrate su un giovane collega sospettato di far parte di una rete di pedofili, uno degli operai di quei cantieri viene trovato morto. È il compagno di sua sorella. Ed è stato brutalmente ucciso. Questa volta, la sfida che Malcolm Fox ha davanti sembra essere la più pericolosa...
Nato a Cardenden in Scozia nel 1960, Ian Rankin dopo essersi laureato all’Università di Edimburgo ha lavorato come vendemmiatore, porcaro, ispettore del fisco, ricercatore sull’alcolismo, giornalista musicale e musicista punk. Il suo primo romanzo che vede come protagonista l’ispettore John Rebus, Cerchi e croci, è stato pubblicato nel 1987, e i diversi episodi della serie sono stati tradotti in ventidue lingue. Jan e sua moglie hanno abitato per sei anni in Francia durante gli anni Ottanta, e vi tornano tuttora regolarmente. Insignito dell’OBE (Ordine dell’Impero britannico) nel 2002, Rankin è stato scelto come Hawthornden Fellow e ha vinto in passato il prestigioso Chandler-Fulbright Award, oltre a due Dagger in the Library Award della Crime Writers’ Association, per due suoi racconti. Nel 1997 ha ricevuto dalla stessa associazione il Macallan Gold Dagger of Fiction per Morte grezza, selezionato anche per il premio «Edgar» della Mystery Writers of America, destinato al miglior romanzo. Nel settembre del 2005 è stato nominato «scrittore dell’anno» dalla rivista GQ. Abita a Edimburgo con la moglie e i due figli.
Nato a Cardenden in Scozia nel 1960, Ian Rankin dopo essersi laureato all’Università di Edimburgo ha lavorato come vendemmiatore, porcaro, ispettore del fisco, ricercatore sull’alcolismo, giornalista musicale e musicista punk. Il suo primo romanzo che vede come protagonista l’ispettore John Rebus, Cerchi e croci, è stato pubblicato nel 1987, e i diversi episodi della serie sono stati tradotti in ventidue lingue. Jan e sua moglie hanno abitato per sei anni in Francia durante gli anni Ottanta, e vi tornano tuttora regolarmente. Insignito dell’OBE (Ordine dell’Impero britannico) nel 2002, Rankin è stato scelto come Hawthornden Fellow e ha vinto in passato il prestigioso Chandler-Fulbright Award, oltre a due Dagger in the Library Award della Crime Writers’ Association, per due suoi racconti. Nel 1997 ha ricevuto dalla stessa associazione il Macallan Gold Dagger of Fiction per Morte grezza, selezionato anche per il premio «Edgar» della Mystery Writers of America, destinato al miglior romanzo. Nel settembre del 2005 è stato nominato «scrittore dell’anno» dalla rivista GQ. Abita a Edimburgo con la moglie e i due figli.
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Opinioni inserite: 1
Il persecutore di Ian Rankin
2012-04-26 10:21:25
Pelizzari
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Bailamme di voci
E' un giallo che non mi ha catturato. Troppi dialoghi. Troppi personaggi. Poca ambientazione ed è quindi stato difficile per me entrare in sintonia con la trama e i protagonisti. Al centro c'è Malcom Fox, poliziotto della Disciplinare, che indaga sui reati commessi dai suoi colleghi poliziotti, ed in particolare su un collega sospettato di far parte di una rete di pedofili. L'unico particolare che ho apprezzato, nello stile, è stato l'accorgimento di scrivere in corsivo i pensieri privati dei personaggi. Per il resto è putroppo un giallo che non mi sento proprio di consigliare, perchè è solo un bailamme di voci.
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