Imperial Bedrooms
Editore
Bret Easton Ellis vive tra Los Angeles e New York. È autore di sei romanzi, Meno di zero, Le regole dell'attrazione, American Psycho, Glamorama, Lunar Park e Imperial Bedrooms, tutti pubblicati da Einaudi, e di una raccolta di racconti, Acqua dal sole.
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Opinioni inserite: 3
Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 2011
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Clay era meglio che non tornasse.....
Forse Ellis ha bisogno di soldi... è il primo pensiero che ho fatto dopo aver letto questo noioso libro.
Forse era meglio che Clay non tornasse, perchè da vecchi fa tutto un po' più schifo, i cocktail non son più buoni e andare a letto con donne di 20 anni più giovani di te non ti fa onore. Soprattutto perchè vengono a letto solo perchè sei uno che conta nel cinema.
Insomma Clay delude un po' ... la sua abbbronzatura non fa rima con la pelle raggrinzita ..
Un libro stanco, che ho buttato via, manco in biblioteca me lo son tenuto perchè non rappresenta niente.
Un autore si ripete sempre un po' nei suoi libri ma con questo rischia di andare a fondo ripercorrendo già i suoi "deja vu".
Mi spiace che la parabola sia finita per Ellis, già con Glamorama aveva rischiato il fondo, però dai mi era piaciucchiato alla fine, Lunar Park va beh è la sua autobiografia .... ma questo è una bocciatura senza appello.
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L.A. Confidential in salsa pulp (servita a parte)
Sesso, droga, tradimenti, sangue e morte. Gli ingredienti per un thriller ci sono tutti. Ma si è mai visto Ellis scrivere un thriller? E infatti questo non lo è.
E cos'è allora?
Denuncia sociale dello stile di vita vuoto e lussurioso di Hollywood? No.
Grido disperato sulla vacuità del nostro tempo? No.
Violenta satira sui costumi americani? No.
Enigmatico esercizio di stile e livore? Sì.
Ed il problema sta tutto qui.
PS. Nota feticista: trovo che la copertina sia bellissima e senza di essa non mi sarei nemmeno avvicinata al romanzo.
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Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 2010
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Imperial bedrooms - Bret Easton Ellis
Clay e' tornato, venticinque anni dopo, in una Los Angeles contemporanea che, agli occhi cinici e spietati di Ellis, appare pressoche' identica a come l'avevamo lasciata nei furoreggianti anni '80: vuota, vacua come le migliaia di effimere starlettes, promesse mancate di un cinema alla deriva dei contenuti, ma anche spietata e cruda con i deboli, accogliente e prerogativa di successo con i sempre piu' arroganti arrampicatori sociali, gli stessi appunto di 25 anni prima, qualora sopravvissuti agli eccessi di una gioventu' allo sbando. Ellis scrive quasi sempre lo stesso romanzo, sia che parli di lui in prima persona, ossessionato dai fantasmi delle sue creature su carta (Lunar Park, geniale), sia che riprenda le vicende di alcuni dei suoi cinici giovani protagonisti, che oltrepassate le quaranta primavere sembrano impassibilmente trattenere l'immaturita' e la spietatezza che gia' caratterizzavano le vuote esistenze nel campus universitario negli '80. Eccellente come gia' in precedenza la traduzione a cura di Giuseppe Culicchia, che cattura lo stile sorprendente di Ellis riproponendocelo in modo esemplare.









