In una rete di fiori di loto
Letteratura straniera
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Lisa See, nata nel 1955, vive a Los Angeles con il marito e due figli. Giornalista per il «Los Angeles Times», il «Washington Post» e «Cosmopolitan», ha compiuto numerosi viaggi in Cina, luogo d’origine della sua famiglia, della quale ha raccontato la storia nel libro La montagna d’oro (Neri Pozza), che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica negli Stati Uniti.
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In una rete di fiori di loto
Lisa See, la scrittrice è riuscita a fondere insieme il fascino della Cina, un "mondo" ancora poco conosciuto con la durezza dell'America.
Tutto ha inizio in una fredda mattinata invernale a Pechino, nelle acque ghiacciate di un lago viene trovato il cadavere del figlio dell'ambiasciatore statunitense in Cina.
Una decina di giorni dopo sulle coste californiane su un cargo pieno di clandestini viene rinvenuto il corpo senza vita del figlio di uno dei più potenti uomini d'affari cinesi.
Ai governi, statunitense e cinese, tocca unire le forze per scoprire il malfattore e qui entra in gioco una bella e coraggiosa ispettrice di nome Liu Hulan ed un brillante vice procuratore David Stark.
IL libro narra di un passato che nessuno vuole rievocare, amori, tradimenti, spionaggi, loschi traffici di uomini e di animali.
Difficile indovinare chi sia l'assasino perchè viene sospettato chiunque.
Naturalmente la storia oltre ad essere un thriller avvincente contiene anche un intrigo amoroso.
Voglio anche aggiungere che non è il solito thriller, ma assomiglia di più ad un romanzo.









