L'americano tranquillo
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Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 2011
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Indocina Mon Amour
Graham Greene ha avuto una vita avventurosa, ha viaggiato moltissimo ed ha scritto tanti libri. Molti di questi ripercorrono fatti ed esperienze da lui vissute, si ispirano a persone incontrate. E’ stato redattore del Times, ha collaborato con il controspionaggio inglese, è stato più volte corrispondente all’estero.
Il periodo tra i più affascinanti vissuti dal nostro ispira “L’americano tranquillo”, uno dei libri più riusciti di Greene. Lo scenario è subito di quelli tosti. Siamo nel Vietnam, è il 1952, l’anno del tramonto del colonialismo francese in Indocina, qualche anno prima che gli Americani inizino la loro assurda guerra in nome del “Domino Effect”. Sappiamo tutti com’è finita.
Qualcuno in meno (sicuramente io) sa che la Saigon di quegli anni, tra militari francesi, neutrali corrispondenti inglesi, giovani patrioti americani e belle vietnamite è uno scenario perfetto dove collocare un thriller spionistico dai risvolti gialli. Greene, per l’appunto, ci riesce in pieno.
Fowler, reporter inglese, cinico e disilluso, ha ritrovato uno scopo nella vita grazie a Phuong, giovane vietnamita, che vorrebbe sposare, ma che non può perche la moglie non vuole concedergli il divorzio. Pyle, è l’americano tranquillo, giovane ed intriso di Democrazy, appena arrivato in Vietnam, inizialmente non è chiaro perché.
Pyle una sera conosce Phuong e se ne innamora, chiede a Fowler di farsi da parte, perché lui non può sposarla, Pyle invece la ama e vuole portarla con sé in America. La determinazione di Pyle lascia Fowler nello sconforto, anche perché la moglie ha confermato ancora una volta di non volerlo lasciare, è cattolica non accetta il divorzio, inoltre il suo periodo di corrispondente estero in Vietnam sta per terminare. Una sera Pyle deve incontrarsi con Fowler in un ristorante, ma a quell’appuntamento l’americano tranquillo non arriverà mai.
La storia è questa, ma non è scritta così. Il libro parte a razzo con la morte di Pyle e tra flash-back e come-back al presente, si sviluppa attraverso l’istruttoria di Vigot, il commissario della Sureté francese incaricato di indagare sul misterioso attentato.
Scavando nei ricordi di Fowler, conosceremo le sue convinzioni, ma soprattutto le sue debolezze(*), e verremo a capo della soluzione inaspettata della trama, tessuta fino a quel momento in maniera praticamente perfetta.
(*) “Siamo troppo piccoli nel corpo e troppo meschini di mente per possedere un’altra persona senza soccombere all’orgoglio, o essere posseduti senza sentirci umiliati”
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L'americano tranquillo di Graham Greene
L’americano tranquillo di Graham Greene
Titolo originale The Quiet American
Ed. Arnoldo Mondadori
Narrativa: giallo politico
Da questo romanzo sono stati tratti due film, uno del 1958 e uno più recente made in USA del 2003 di Philip Noyce.
Nella dedica iniziale a degli amici di Saigon, Greene precisa che questo è un racconto, non un libro di storia, per cui i fatti reali sono stati in qualche modo rimaneggiati, ciò non toglie che i fatti stessi narrati rispecchiano riflessioni, considerazioni ed attività realmente vissuti dallo scrittore durante la sua esperienza come inviato speciale anche in Indocina.
Siamo nel marzo 1952, a Saigon, durante la guerra tra Francia e Indocina, il cinquantenne cronista, o meglio come ama definirsi reporter, inglese Thomas Fowler conosce un giovane funzionario americano della Missione per gli aiuti economici Alden Pyle; tra i due nasce, nel breve rapporto intercorso, una forma labile di amicizia messa in crisi dall’amore per una stessa giovane vietnamita, la dolce Phuong “Fenice”. Il giallo assume i connotati del poliziesco psicologico nell’istante in cui Pyle viene ucciso in circostanze misteriose e Fowler cercherà la verità ripercorrendo nella memoria
tutti i momenti passati insieme, da quando tutto era cominciato, a Pyle che si era seduto al suo fianco al Continental e…alla sua morte che gli arreca dispiacere. Al centro dell’opera si pone il confronto tra due personaggi implicati in uno stesso conflitto, ma con atteggiamenti opposti: Fowler disincantato e cinico, con un matrimonio in rotta di collisione ricorre all’oppio come rimedio al tormento delle sue angosce private e Pyle, apparentemente ingenuo, è considerato un uomo tranquillo, mosso da ideali patriottici che legittimano la presenza degli USA nei punti caldi del mondo. Emergono due tipologie umane bifronti, Fowler considera con triste distacco e consapevolezza e la ruvidezza di cui è fatta la sua professione: “Ero un corrispondente e pensavo per titoli: Funzionario americano assassinato a Saigon. Nel giornalismo non si impara come comunicare le cattive notizie” e gli accadimenti bellici che diventano una sorta di amara riflessione sugli uomini e il mondo, Phyle imbevuto del sogno americano non esita a diventare complice di una serie di sanguinosi attentati su civili per favorire il sospetto dell’opinione pubblica contro i comunisti. La storia narrata ha tutti gli ingredienti tipici del giallo e del giallo di marca Greene: la suspense, i colpi di scena, il messaggio altamente etico sugli uomini sia carnefici sia vittime, l’amore tormentato per una donna più giovane. Greene nell’intreccio privilegia la dimensione morale e una posizione personale emotiva più che politica di fronte ai tragici eventi militari; i dubbi interiori di Fowler cozzano con le certezze granitiche di Pyle, ma “prima o poi bisogna scegliere con chi stare, se si vuole restare esseri umani”. Sul piano linguistico, la scrittura scivola come la sabbia nella clessidra, regolare, precisa e chiara: un formidabile uso dello strumento espressivo che rende agevole e interessante la lettura.
L’Autore: Graham Greene nacque a Berkhamsted, in Inghilterra, nel 1904 e morì a Vevey, in Svizzera. Laureatosi a Oxford, fra il 1926 e il 1927 si convertì al cattolicesimo, abbandonando la fede protestante della sua famiglia. Redattore del Times, lasciò il lavoro nel 1929 per dedicarsi interamente all’attività letteraria. Nel 1935 tornò al giornalismo come inviato speciale, e viaggiò in tutto il mondo, rimanendo a lungo in Indocina. Durante la seconda guerra mondiale collaborò con il controspionaggio britannico. La sua produzione narrativa, che inizia nel 1929 con il romanzo L’uomo dentro di me, è vastissima: fra i molti titoli sono da ricordare Un campo di battaglia, 1934, Il potere e la gloria, 1940, Quinta colonna 1943, Il nocciolo della questione 1948, Il nostro agente all’Avana 1958, Il console onorario 1973, Il fattore umano 1978, etc…Da segnalare anche i due volumi autobiografici Una specie di vita 1971 e Vie di scampo 1980, le opere saggistiche Viaggio senza mappa 1936, Due diari africani 1961, J’accuse 1982.
Arcangela Cammalleri









