L'amico d'infanzia di Maigret
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La trama e le recensioni di L'amico d'infanzia di Maigret, romanzo di Georges Simenon edito da Adelphi. Ma che coincidenza: proprio in quella giornata di metà giugno, con l’aria tiepida che entra dalla finestra aperta insieme ai rumori di Parigi, e Maigret che, ipnotizzato da una mosca, non può fare a meno di ripensare a certi giorni lontani in cui «una mosca che svolazzava attorno al suo banco diventava molto più importante della lezione del professore» – ebbene, proprio in quella pigra mattina inondata di sole si presenta al Quai un vecchio compagno di scuola. E non uno qualsiasi: Léon Florentin, il figlio del miglior pasticciere di Moulins, quello che aveva sempre le tasche piene di soldi, ed era sempre così sicuro di sé, così loquace. Quello che in classe poteva inventare gli scherzi peggiori senza essere punito, che riusciva a distorcere i propri lineamenti in smorfie irresistibili, che faceva l’imitazione dei professori dietro le loro spalle suscitando l’ilarità dei compagni. Quando entra nell’ufficio di Maigret, però, Florentin non sembra aver più tanta voglia di fare il pagliaccio: anzi, ha l’aria di uno che se la passa male. All’amico d’infanzia è venuto a chiedere aiuto: poche ore prima, infatti, la donna che lo manteneva da anni è stata uccisa con un colpo di pistola. Lui (almeno così dice: ma dire bugie era un’altra delle sue specialità) se ne stava acquattato nel guardaroba, dove andava a nascondersi ogniqualvolta uno dei «visitatori» abituali della donna arrivava all’improvviso. Una storia non meno squallida che inverosimile, pensa Maigret: che sarà non poco imbarazzato, nel corso di un’indagine aggrovigliata e fangosa, di aver a che fare con quell’ambiguo mascalzone, uno che non gli è mai piaciuto eppure continua a dargli del tu – e che qualcosa, senza che lui neanche se ne renda conto, gli impedisce di sbattere subito in galera.
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