L'uomo inquieto L'uomo inquieto

L'uomo inquieto

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La trama e le recensioni di L'uomo inquieto, romanzo di Henning Mankell edito da Marsilio. Torna l’ispettore Wallander, per risolvere il suo ultimo caso. Il nuovo bestseller del maestro del giallo svedese. Wallander è un personaggio complesso e meraviglioso, ti conquista. E con tutte le sue debolezze, è un poliziotto profondamente umano» Kenneth Branagh. In una fredda giornata d’inverno, Håkan von Enke, comandante di sommergibile in pensione, scompare durante la sua abituale passeggiata mattutina in una bosco vicino a Stoccolma. Un caso che tocca da vicino l’ispettore Wallander: von Enke è il futuro suocero di sua figlia Linda, il nonno della sua nipotina, e il suo coinvolgimento si fa ancora più serio quando, qualche tempo dopo, anche la moglie di von Enke, Louise, scompare in circostanze misteriose. Nel corso dell’indagine, emergono indizi che portano alla Guerra fredda, a gruppi di estremisti di destra e a killer professionisti dell’Est-Europa. In particolare, alcune tracce conducono chiaramente a episodi che hanno segnato la storia della Svezia degli anni Ottanta, quando diversi sommergibili sovietici furono avvistati in acque territoriali svedesi. Kurt Wallander è vicino a uno dei più grandi segreti della storia svedese del dopoguerra. Potrebbe portare alla luce qualcosa che getterebbe completamente in ombra Stig Wennerström, la più famosa spia di Svezia. A dieci anni dall’uscita dell’ultimo episodio della serie di Wallander, Henning Mankell riporta sulla scena l’ispettore della polizia di Ystad che ha appassionato milioni di lettori nel mondo, e con L’uomo inquieto conferma il suo primato di indiscusso maestro del poliziesco dalla Svezia.

Henning Mankell scrittore e regista teatrale, vive tra la Svezia e il Mozambico. È l'autore della serie del commissario Wallander, nove episodi tradotti in quaranta lingue, che hanno venduto nel mondo trenta milioni di copie. Nel catalogo Marsilio, anche il giallo Il ritorno del maestro di danza, i romanzi Scarpe italiane, Comédia infantil, Il figlio del vento, e il libro testimonianza Io muoio, ma il ricordo vive. Un'altra battaglia contro l'Aids.

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L'uomo inquieto 2011-11-14 12:30:53 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    14 Novembre, 2011
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La realtà capovolta

Kurt Wallander è uno straordinario personaggio, poliziotto e papà, che il lettore conosce, pagina dopo pagina, proprio in questa sua doppia veste. La storia è un giallo, un pò spy-story; gli enigmi principali vengono da storie della marina militare, dal mondo dei sommergibili, dalla guerra fredda, dal mondo delle spie. Ma più che non la storia in sè, di questo romanzo colpiscono, e rimangono, i tratti umani: un'amicizia che unisce due uomini per 47 anni; la toccante figura di Signe e il diverso rapporto che il padre e la madre hanno con la propria figlia; la figura orgogliosa di Baiba che ci fa riflettere sul rapporto che ognuno di noi ha con se stesso e con la sua solitudine; l'importanza dei luoghi sacri della propria vita e la necessità, in particolari momenti, di rivisitarli; la freschezza della biba Klara. Solitudine e paura permeano questo romanzo, che ci fa più che mai capire che "dietro ogni persona c'è un'altra persona".

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L'uomo inquieto 2011-06-23 19:59:43 Emilia
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Opinione inserita da Emilia    23 Giugno, 2011

Linda è proprio 'na...

Tutti col fiato sospeso per leggere l'ultimo Wallander e poi?...
No delusione massima. Una fine che non meritava. Eppure durante i primi sette degli spazi di luce c'erano. Ora solo solitudine e tristezza. Anche Linda non è quella che credevamo. Mi dispiace ma da prima della morte di Svedberg in poi non ne vale più la pena. Addio Kurt. Confermo la banalità del tema e soprattutto che fine ha fatto il vecchio acuto poliziotto che tentennava ma aveva alcune possibilità di riscatto? Perché tutto è finito così?

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La leonessa bianca
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L'uomo inquieto 2010-11-17 21:13:12 marco 70
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marco 70 Opinione inserita da marco 70    17 Novembre, 2010
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un addio triste e soprattutto noioso

Henning Mankell ci ha regalato con i romanzi del commissario Wallander alcuni fra i migliori gialli degli ultimi 15-20 anni (" la leonessa bianca" e " la settima donna " sono dei veri capolavori ).E' un vero peccato che il suo addio al malinconico commissario svedese sia cosi sotto tono, cosi noioso.La storia, non originale (il tema del ruolo ambiguo della Svezia al tempo della guerra fredda era già stato affrontato con altro vigore da stieg Larsson ) non decolla mai nè come intreccio nè come ritmo narrativo.Le uniche pagine ben scritte ( ma di una tristezza profondissima ) sono legate al tema della vecchiaia , le riflessioni sulla vita che scorre inesorabile e sui rimpianti che lascia nell'animo del protagonista.Forse Mankell era stufo del suo triste eroe, forse è stufo di scrivere gialli.

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