La vedova Couderc La vedova Couderc

La vedova Couderc

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La presentazione e le recensioni di "La vedova Couderc", opera di Georges Simenon pubblicata da Adelphi. Un giovane ricco esce di prigione, non sa dove andare: si ritrova a convivere con una matura vedova in una casa di campagna lungo un canale. E' un rifugio, la promessa di una stasi biologica, di un auspicato torpore della mente. Ma altre donne interverranno a turbare quel precario equilibrio. Si scatena un inferno provinciale e insieme si accende l'occasione demoniaca per tornare al delitto.

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La vedova Couderc 2011-10-28 15:24:43 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    28 Ottobre, 2011
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Il dramma nella bucolica campagna

E' la storia di un predestinato a uccidere. Quando Jean esce di prigione (perchè accusaro di omicidio) incontra casualmente sulla corriera una vedova (la Couderc, detta Tati), una donna non più giovane e non bella, "solida e tozza", "piccola e larga".
Jean si piazza a casa di Tati con l'intento di redimersi a una vita "normale", immerso nella routine semplice della campagna.
Ma, dopo un'iniziale speranza di pace e serenità, l'ambiente di campagna si rivela per quel che è sotto l'apparenza: un ambiente gretto, squallido e torbido. E, comunque, pieno di tentazioni - al femminile - per Jean. Così il dramma si sviluppa lentamente in un crescendo di tensioni, con Jean avviluppato in una ragnatela di sentimenti da cui riuscirà ad uscire e a "ritrovare la pace" solo con un gesto drammatico.
Quello che più avvince in questo Simenon è l'apparenza di "normalità" e quasi di leggerezza bucolica in cui posiziona i suoi drammi e svela la duplicità dei personaggi. Mi viene da pensare a quei vecchissimi telefilm in bianco e nero di A. Hitchcock (v. YouTube) in cui il dramma, l'assassinio, ecc. piombavano folgoranti nel tran-tran della routine.

Ho un piccolo appunto su questo romanzo: io personalmente ho avvertito che era un po' datato, non così moderno e attuale come altri libri di Simenon. Probabilmente ciò è dovuto alla descrizione della campagna francese dell'epoca... (1942).

Inserisco qui l'incipit del romanzo a testimonianza della capacità di Simenon di coinvolgere e ammaliare il lettore fin dalle prime righe... l'uomo, la strada, la corriera rossa... lo scenario, lo sfondo della tragedia
"L’uomo camminava. Per almeno tre chilometri, su quella strada tagliata diagonalmente, ogni dieci metri, dall’ombra di un tronco d’albero, c’era soltanto lui; e a lunghi passi, ma senza fretta, andava da un’ombra all’altra. Poiché era quasi mezzogiorno e il sole si stava avvicinando allo zenit, un’ombra corta, ridicolmente schiacciata, la sua, gli scivolava davanti.
La strada saliva diritta e sembrava arrestarsi bruscamente in cima alla collina. Dal bosco, a sinistra, giungevano degli scricchiolii. A destra, nei campi i cui profili
bombati disegnavano forme simili a mammelle, c’era solo un cavallo, in lontananza, un cavallo bianco che trascinava una botte montata su quattro ruote; e nello stesso campo uno spaventapasseri, o forse un uomo.
La corriera rossa usciva in quel momento da Saint-Amand, dove era giorno di mercato, facendosi strada a colpi di clacson, lasciava l’interminabile via dalle case bianche e finalmente imboccava la strada fiancheggiata da due file di olmi. Raccoglieva un’ultima contadina che aspettava sotto il sole con l’ombrello aperto".

Esiste anche un film, "L'Evaso" che, a quanto ho letto, non è fedele al libro, ma ne prende spunto. Ci sono Simone Signoret e Alain Delon. Magari è da vedere!

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romanzi di intenso coinvolgimento emozionale
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