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La trama e le recensioni di La voce, romanzo di Arnaldur Indridason edito da Guanda. Il Natale è alle porte, fervono i preparativi, ma la festosa atmosfera di un lussuoso albergo di Reykjavik viene turbata dal ritrovamento del corpo di un uomo ucciso a coltellate nello stanzino del seminterrato. Svolte le prime verifiche del caso, l'agente Erlendur e la sua squadra - che già abbiamo imparato a conoscere nei due precedenti romanzi - scoprono che si tratta di Gudlaugur Egilsson, portiere e tuttofare alle dipendenze dell'hotel, morto in circostanze a dir poco misteriose: l'uomo, infatti, indossava un costume da Babbo Natale e aveva i pantaloni calati... Scavando nel suo passato, Erlendur ricostruisce la vicenda di Gulli, ex bambino prodigio, talentuoso solista di un coro di voci bianche, acclamato dal grande pubblico internazionale, con la prospettiva di una brillante carriera nel mondo del bel canto. Ma evidentemente qualcosa è andato storto... Il ruvido agente islandese è anche costretto a confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l'albergo, e con il marcio nascosto dietro la sua facciata di irreprensibilità ed eleganza. Maestro del noir, ancora una volta Arnaldur Indridason lascia il lettore col fiato sospeso fino all'ultimo, sbrogliando solo alla fine l'intricata matassa di indizi, personaggi e storie parallele, in un continuo gioco di rimandi tra presente e passato nel gelido inverno d'Islanda, terra di misteri, sogni e speranze. Come già negli altri suoi libri, la complessa indagine poliziesca offre lo spunto per riflessioni più profonde, che toccano sia la materia delicatissima dei rapporti famigliari, sia le caratteristiche e le problematiche di un intero popolo.

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La voce 2010-11-20 17:52:09 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    20 Novembre, 2010
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povero Babbo Natale..

Terza prova di Indridason, per me ottimamente riuscita come le due precedenti.

La storia di questo triste Babbo Natale dei grandi magazzini, ex bambino prodigio caduto in disgrazia, mi ha toccato il cuore.
Non sono mai allegre , le storie che ci racconta questo autore, ma stavolta, particolamente , ho "sofferto" la vicenda di Gulli, morto con i pantaloni abbassati , durante il piacere.
Tutti concordavano nel dire che fosse un uomo dolcissimo, buono.
Perchè allora è stato ucciso?

E' un viaggio nelle violenze domestiche, e soprattutto nelle aspettative deluse, quello che ci attende con la lettura di questa storia.

Anche la vicenda personale di Erlendur procede; i figli disgraziati, che gli danno solo problemi; la ex moglie che non smette di rinfacciargli colpe passate; i suoi difficili rapporti con le donne;la sua solitudine; la tristezza "senza speranza" dei luoghi stessi, che non invita all'ottimismo!

Nonostante tutte queste sfaccettature, la storia gialla ha il sopravvento, regalandoci sorprese; è incentrata soprattutto sulle situazioni, sui personaggi, piuttosto che sui colpi di scena ad effetto....

Arnaldur Indridason è un autore- mi risulta- meno conosciuto di altri scrittori nordici; immeritatamente, perchè è una lettura validissima , che consiglio!
voto: ottimo.

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La voce 2009-07-26 14:40:31 Teresa
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Opinione inserita da Teresa    26 Luglio, 2009

L'importanza della famiglia

Un libro molto scorrevole, devo dire (iniziato e concluso in 4 giorni!), nonostante ancora una volta le tematiche trattate siano importanti. In questo caso, il protagonista è la famiglia e i difficili rapporti tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra marito e moglie. Quanti delicati equilibri esistono in queste relazioni e quanto una festa come il Natale possa creare sofferenze, come un nervo scoperto, se questi affetti mancano della stabilità e della serenità che una ricorrenza del genere "obbliga" a ricordare.

Il commissario Erlendur per primo, con una famiglia disastrata alle spalle, una figlia sempre sull'orlo di un precipizio, che si aggrappa a lui in cerca di una solidità come base di partenza per una nuova vita.

Un Natale che fa riaffiorare ricordi ormai sepolti, mentre si cerca di risolvere un delicato caso di omicidio.

Alla fine, resta un velo di tristezza..

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La voce 2009-03-21 16:13:08 Vinz168
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Opinione inserita da Vinz168    21 Marzo, 2009

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I nomi dei personaggi islandesi sono fantastici.I libri di Arnaldur Indridason, sono intrisi di tristezza, ma forse è proprio lo spirito di quella nazione, lugubre ma nello stesso tempo affascinante. Ma cosa mangiano gli islandesi?? Libro consigliato.-

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