Lo strano caso di Stoccolma
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Christoffer Carlsson, classe 1986, vive a Stoccolma dove studia Criminologia. Con Lo strano caso di Stoccolma, formidabile romanzo d’esordio, ha ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica.
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Opinioni inserite: 2
Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 2012
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La delusione di Stoccolma
Prima di scrivere una recensione per questo romanzo, devo partire da una premessa: io adoro tutto ciò che riguarda la sindrome di Stoccolma o patologie simili. Perciò, non appena ho notato il titolo e dato una sbirciata alla trama, non ho potuto fare a meno di comprarlo. E, a fine lettura, mi sono ritrovata con nulla in mano. La storia di per sè, o meglio, l'idea iniziale, sarebbe molto interessante: il problema è che l'autore non ha saputo come svilupparla. Il protagonista, ingaggiato come "carceriere", non ha nulla dei cattivi belli e impossibili che io mi sono sempre figurata per questo ruolo. Anzi, è un ragazzetto fiacco e tossicosipendente, e l'unica sua caratteristica minimamente interessante è il passato tormentato. La ragazza non parla la sua lingua e non hanno un minimo di contatto se non un noiosissimo scambio di sguardi e qualche parola sbiascicata in un inglese stentatissimo. Il protagonista aiuta la prigioniera a scappare e nemmeno se ne rende del tutto conto, vive e agisce come se gli eventi gli scivolassero addosso. Leggendo "sindrome di Stoccolma" mi aspettavo una passionale storia d'amore tra vittima e carnefice, e soprattutto una vittima e un carnefice che smuovessero almeno un po' la mia attenzione! Nulla di tutto questo. Si tratta di un libro che si legge facilmente, ma che alla fine non lascia nulla. La lettura può risultare piacevole, se non ci si sofferma sulla trama tirata per le orecchie, ma un approfondimento più attento mi sarebbe risultato più gradito di qualche grossolano accenno. SPOILER TRA PARENTESI (e soprattutto, avrei gradito una fine più dignitosa per i due amanti) SPOILER TRA PARENTESI. In definitiva, è un libro che consiglierei da leggere per riempire un pomeriggio, ma chi si aspetta un capolavorio letterario avvincente non cominci neppure la lettura.
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Maria... Maria... She reminds me of a west side st
Il romanzo che vi presento oggi è quello di un giovanissimo scrittore svedese Christoffer Carlsson classe '86, appartiene alla scuola svedese, ma lo stile e i contenuti sono completamente diversi da quelli di Stieg Larsson o Liza Marklund, per citare i primi scrittori scandinavi che mi vengono in mente, si tratta di un hard boiled ambientato nella Svezia contemporanea.
Il protagonista della vicenda è Vincent Franke, un giovane spacciatore, che ,uscito di prigione, viene avvicinato nel suo appartamento dall’amico Marko che gli affida una partita di morfina da smerciare ed una giovane donna da tenere sotto controllo.
Fra il carceriere e la vittima scocca durante i giorni di vicinanza forzata qualcosa che potrebbe chiamarsi amore, se non fosse per il fatto che fra i due la comunicazione è assai incerta, primo perché la ragazza non parla una parola di svedese ed terrorizzata e chiusa a riccio,secondo perché il signor Franke ha costantemente qualche pasticca di morfina sotto la lingua ed un trip sempre da fare. Purtroppo Vincent è uno che i guai se li va a cercare e così dopo una vita da delinquente decide di salvare la bella Maria, così si chiama la ragazza “sua prigioniera”, dalle grinfie del trafficante Pastor mafioso senza scrupoli.
Di originale il romanzo ha l’alternanza fra i capitoli dedicati alle vicende di Vincent adulto e quelle dedicate ai ricordi di Vincent bambino che avanzando nella lettura ci rendono sempre più chiara e nitida la personalità di Vincent e tutta la vicenda che andremo a scoprire.
Se amate i film di Quentin Tarantino questo è il romanzo che fa per voi, sparatorie e sangue non mancheranno che in poche pagine.









