Morti di carta
Letteratura straniera
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Opinione inserita da Cristina V 25 Novembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 2010
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Quanti morti!
Proseguo con la mia beniamina Giménez Bartlett: è una scrittrice talmente piacevole, che ogni sua lettura mi fa lo stesso effetto.
Pur essendo normalmente una divoratrice di romanzi, quando affronto i suoi,procedo con una lentezza particolare, perchè solo così posso "goderli" appieno.
E, dopo avere letto l'ultimo- per ora- della serie, mi sono dichiarata orfana!
Morti di carta: questa volta sono tanti i morti , sette addirittura!
La vittima principale , in questa storia, è un giornalista televisivo, un personaggio squallido, che vive di pettegolezzi e di scandali e scandaletti.
Ovvio che fosse molto odiato, e che molte persone fossero interessate a vederlo morto!
Ma il bello di questi gialli è sempre il retroscena; questa volta, oltre ai noti e deliziosi battibecchi fra i due colleghi- amici, c'è la crisi matrimoniale della sorella di Petra, che si installa in casa sua...con conseguenze svariate!
In questa circostanza , Petra si interroga per l'ennesima volta sulla sua femminilità, sulla sua professione, sulle sue scelte: giuste o no ?
Questo romanzo non è totalmente all'altezza dei precedenti, anche se piacevole . Se dovessi assegnargli un voto, sarebbe un Buono.
Comunque, per gli estimatori della scrittrice spagnola, una lettura da non perdere!
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Petra Delicado espatria a Madrid
Non è il miglior giallo di Alicia Gimenez Bartlett, in questo nuovo caso, ambientato nel patinato mondo del gossip, il commissario Petra Delicado, stenta a decollare e ad affermarsi come invece fa nei racconti precendenti: "Il silenzio dei chiostri,serpenti nel paradiso o in messaggeri dell'oscurità", in questo romanzo Petra Delicado espatria da Barcellona e diventa estranea in Madrid, non perde la propria ironia, non perde il collaboratore amico: Fermin Garzòn, ma perde d'identità, poco introspettiva, perchè costretta a dividere la scena con gli altri personaggi del libro.
La sensazione è che la Bartlett, questa volta volesse dare spazio ad "altro" che non fosse soltanto la "famosa commissaria" che tanta fortuna le ha dato.
Da leggere, ma senza tante aspettative.









