Morti di carta Morti di carta

Morti di carta

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La trama e le recensioni di Morti di carta, romanzo di Alicia Gimenez-Bartlett edito da Sellerio. Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona, e il suo vice, Fermin Garzón, non sono due investigatori per casi delicati. Non fingono ipotesi elaborate per risolvere le loro inchieste, che sembrano sgomitolarsi dal semplice all'aggrovigliato, e forse non hanno nemmeno il physique du róle. Lei è rude, antisentimentale in modo impegnato, con un fondo invincibilmente populista. Lui è fra l'altro un po' troppo vecchio e troppo grasso. Ma quando corrono per le strade, le loro investigazioni si svolgono con naturalezza, imparando dagli errori, profittando del minimo alito di fortuna, e si capisce che girano come una macchina da indagine, forse perché i loro ingranaggi si incardinano reciprocamente nel modo più perfetto - e nel modo più comico: quasi da commedia poliziesca. In questo terzo caso, due ispettori per casi delicati, occupati nell'assassinio di una giovane donna di un uomo importante, gli passano la loro inchiesta. È stato ucciso un giornalista televisivo, odiato grufolatore in scandali rosa e sessuali. Petra e Garzón passano al setaccio quello strano mondo, miscuglio di spettacolo ricchezze e vizi pubblici e privati, e man mano che si avvicinano a una soluzione, la loro strada si lastrica di nuovi cadaveri. Fino a che è il loro caso a diventare il vero caso delicato. Cesare Cases, recensendo i due libri precedenti di Alicia Giménez-Bartlett già usciti in Italia, e il loro successo esportato dalla Spagna, parla di un genio mediterraneo per il giallo. E lo individua nell'umorismo, che permette di concentrarsi nei dialoghi, cioè nei quadri vivi e nelle atmosfere locali, e ricuce insieme le trame più ricche di finzione. Sicché il giallo può uscire dal tecnicismo di genere e diventa punto di vista del raccontare pezzi di tempo e parti di mondo, con uomini e cose, mediterranei.

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Morti di carta 2010-11-25 19:27:42 Cristina V
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Cristina V Opinione inserita da Cristina V    25 Novembre, 2010
Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 2010
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Quanti morti!

Proseguo con la mia beniamina Giménez Bartlett: è una scrittrice talmente piacevole, che ogni sua lettura mi fa lo stesso effetto.
Pur essendo normalmente una divoratrice di romanzi, quando affronto i suoi,procedo con una lentezza particolare, perchè solo così posso "goderli" appieno.
E, dopo avere letto l'ultimo- per ora- della serie, mi sono dichiarata orfana!

Morti di carta: questa volta sono tanti i morti , sette addirittura!
La vittima principale , in questa storia, è un giornalista televisivo, un personaggio squallido, che vive di pettegolezzi e di scandali e scandaletti.
Ovvio che fosse molto odiato, e che molte persone fossero interessate a vederlo morto!

Ma il bello di questi gialli è sempre il retroscena; questa volta, oltre ai noti e deliziosi battibecchi fra i due colleghi- amici, c'è la crisi matrimoniale della sorella di Petra, che si installa in casa sua...con conseguenze svariate!
In questa circostanza , Petra si interroga per l'ennesima volta sulla sua femminilità, sulla sua professione, sulle sue scelte: giuste o no ?

Questo romanzo non è totalmente all'altezza dei precedenti, anche se piacevole . Se dovessi assegnargli un voto, sarebbe un Buono.

Comunque, per gli estimatori della scrittrice spagnola, una lettura da non perdere!

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Morti di carta 2010-07-22 15:01:34 Francesco Fontana
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Francesco Fontana Opinione inserita da Francesco Fontana    22 Luglio, 2010
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Petra Delicado espatria a Madrid

Non è il miglior giallo di Alicia Gimenez Bartlett, in questo nuovo caso, ambientato nel patinato mondo del gossip, il commissario Petra Delicado, stenta a decollare e ad affermarsi come invece fa nei racconti precendenti: "Il silenzio dei chiostri,serpenti nel paradiso o in messaggeri dell'oscurità", in questo romanzo Petra Delicado espatria da Barcellona e diventa estranea in Madrid, non perde la propria ironia, non perde il collaboratore amico: Fermin Garzòn, ma perde d'identità, poco introspettiva, perchè costretta a dividere la scena con gli altri personaggi del libro.
La sensazione è che la Bartlett, questa volta volesse dare spazio ad "altro" che non fosse soltanto la "famosa commissaria" che tanta fortuna le ha dato.
Da leggere, ma senza tante aspettative.

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Il silenzio dei chiostri,Serpenti nel paradiso,Messaggeri dell'oscurità, Nido vuoto, Riti di morte, Andrea Camilleri, Giorgio Faletti,Jonathan Rabb.
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