Prima di morire addio
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Fred Vargas è uno pseudonimo. L'autrice ha deciso di adottarlo in omaggio alla sorella gemella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza). È figlia di una chimica e di un surrealista. È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per cinque anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all'uomo. Scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato: la sorella Jo. Scrive dall'85. Dal '92 ha pubblicato quasi un libro l'anno. È tradotta in 22 lingue ed è considerata l'anti-Patricia Cornwell. A tal proposito, ha dichiarato che «il poliziesco è una specie di favola, ironica o tragica o cerebrale. Non sopporto i gialli ultraviolenti che raccontano crimini complicatissimi (che nella realtà non esistono): un delitto è sempre semplice». Questo non le impedisce certo di dispiegare nei suoi romanzi una straordinaria visionarietà, unita a una capacità di indagine psicologica e alla passione per meticolose ricostruzioni ambientali. Di Fred Vargas Einaudi Stile libero ha in catalogo finora: Io sono il Tenebroso (2000, 2003, 2006), Chi è morto alzi la mano (2002 e 2006), Parti in fretta e non tornare (2004 e 2006), Sotto i venti di Nettuno (2005 e 2008), L'uomo a rovescio (2006, 2008), Nei boschi eterni (2007 e Super Et 2008), L'uomo dei cerchi azzurri (2007), Un po' piú in là sulla destra (2008), Un luogo incerto (2009), Prima di morire addio (2010) e le raccolte La trilogia Adamsberg (2009), che riunisce le prime inchieste del commissario, Scorre la Senna (2009), raccolta di tre racconti con protagonista il commissario Adamsberg, e I tre evangelisti (2010), che riunisce in un unico volume i romanzi Chi è morto alzi la mano, Un po' più in là sulla destra e Io sono il Tenebroso.
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Opinioni inserite: 9
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Morituri te salutant
Non capisco perchè il libro non sia stato pubblicato con il titolo di cui il titolo francese è la traduzione( morituri te salutant).Si temeva che gli Italiani fossero tanto ignoranti da non conoscere, o da farsi spaventare, da una frase latina notissima e gladiatoria? Tanto più che ci stava benissimo con l'ambientazione e con i protagonisti, i tre imperatori.Da notare che il libro non è affatto l'ultimo della Vargas(non confondiamo l'anno di edizione italiana con quello in cui è stato scritto). Questo spiega il tentativo, forse non del tutto riuscito, di forgiare questi tre ragazzi che ricordano, e anticipano, i magnifici tre storici di "Chi è morto alzi la mano". Detto questo la magica Vargas conferma di essere una scrittrice troppo frettolosa.Le dimensioni del libro sono quasi da racconto lungo e lo sviluppo dell' azione e i personaggi fatalmente ne risentono.Lei è sempre brava, ha uno stile personale che ti costringe a leggere anche se alcune situazioni generano fastidio e disappunto.Esempio:non credo che esista una donna che piace fisicamente a tutti senza eccezione(non c'è forse il detto non è bello quel che è bello ecc...?)e soprattutto i personaggi simpatici non possono essere tutti buoni(la Christie docet).
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si poteva fare meglio :-)
non è il primo libro che leggo di questa autrice e questo non è sicuramente il migliore. personaggi interessanti, ma non sviluppati, non sufficientemente delineati.
rimane la grazia e la raffinatezza della sua scrittura, sempre piacevole e la sua capacità di creare scenari stralunati ed accoglienti.
questi personaggi sono comunque notevoli, anche se solo abbozzati, e spero che l'autrice li sviluppi.
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Raffinato e intrigante
Fred Vargas è lo pseudonimo di una scrittrice che dal 1985, oltre alla sua attività di ricercatrice di archeozoologia presso il CNR francese e di esperta di medioevistica, produce romanzi tradotti in moltissime lingue, riscuotendo un vasto successo. Questo romanzo (del ’94) rivela una scrittrice sensibile e raffinata, che si cimenta in un giallo complicato e con inattesi colpi di scena, sino alla sconcertante rivelazione finale. L’azione si svolge a Roma, ambientata ai margini della Biblioteca Vaticana, e coinvolge personaggi legati tra loro da complicità inconfessate e inconfessabili, che un solerte commissario riuscirà a dipanare sia pure a prezzo di estenuanti indagini. Il romanzo è intrigante, ma l’eccessiva ricerca della perfezione stilistica e della raffinatezza narrativa induce alla noia, come se l’azione si svolgesse in un altro mondo, lontanissimo dalla realtà quotidiana. In effetti alcuni personaggi come il vescovo Vitelli e i tre giovani stralunati (che paiono usciti pari pari da un film di Fellini) hanno talora comportamenti ai limiti dell’assurdità come se si volesse rappresentarli come emblema di un certo mondo più letterario che reale. Tutto sommato, l’azione narrativa è però incalzante : un buon romanzo, da leggersi in spiaggia senza troppo riflettere.
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Arrogante
Forse avevo aspettative esagerate su quest'autrice che non conoscevo ma questo libro è davvero bruttino.
Spero di aver cominciato dal suo peggior lavoro: aldilà dei personaggi davvero vacui e che non attirano minimamente la simpatia del lettore, la storia è banale, scontata e con un finale prevedibile. Non manca quell'arroganza tutta francese in cui gli italiani hanno un'immagine stereotipata: preti libidinosi, donne facili e poliziotti stupidi. Spero di ricredermi su questa autrice: quest'opera è decisamente mediocre.
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Deludente giallo romano
Non conoscevo questa scrittrice, un'amica me ne ha parlato molto bene e così mi sono deciso a leggere questa sua ultima fatica (come stampa in Italia, il libro è del 1994).
Devo dire di essere rimasto alquanto deluso della lettura. Il libro è ambientato a Roma ma non vi è alcuna descrizione dei luoghi frequentati dai personaggi del racconto, i protagonisti (soprattutto quella che avrebbe dovuto essere la donna misteriosa e affascinante del libro) sono così poco definiti che non si riesce ad inquadrarli e anzi le poche descrizioni fatte dei "tre Imperatori" spesso sono fastidiose. Unica nota positiva che per scoprire il colpevole bisogna arrivare quasi alla fine del racconto.
Esame non superato, sarà necessario rimandare il giudizio finale su questa scrittrice dopo aver letto qualche altro suo libro.
N.B. Nelle note di presentazione della scrittrice si dichiara che Vargas è considerata l'anto Patricia Cornwell ... non ho capito in che senso, spero che qualcuno riesca a spiegarmelo!!!!
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Raffinato
in questo libro Fred Vargas conferma la sua bravura, ambientato nella Città Eterna, in una Roma stranamente bohemien, dalle sfumature francesi.
I protagonisti sono tre giovani, tre "imperatori" così diversi tra loro, così sfaccettati, così coraggiosi.
La storia è scritta davvero bene, in maniera oserei dire raffinata.
Uno dei personaggi, Tiberio, mi ricorda Henry, uno dei protagonisti di Dio di Illusioni di D.Tartt: forte, protettivo, folle e astuto. non si può non amarlo.
Si tratteranno argomenti forti, come quello della Chiesa che, anche in questo caso, ne uscirà con le ossa a pezzi...
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TORNIAMO AD ADAMSBERG!!
Non convince,sembra che i personaggi si perdano .
Mi da la sensazione di un qualcosa di sospeso ....
Mah....speriamo di non avere un'altra delusione
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prima di morire addio
che delusione !! e' la prima volta che Vargas mi delude. ci sono rimasto male. peccato.
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Prima di morire, addio
Ambientazione e personaggi nuovi per la Vargas che, decisamente, non convince nel suo ultimo romanzo giallo.
Non la consueta Parigi o l’entroterra francese, ma una Roma sfocata, appena abbozzata e forse sconosciuta all’autrice fa da sfondo alla nuova storia.
Ugualmente sfocato e distante è il protagonista mandato a Roma da Parigi appunto, per investigare su un delitto di una grossa personalità e col compito di “ insabbiare” gli esiti dell’indagine. Appena trattegiati i personaggi di contorno che risultano, dunque, poco credibili, dalla collocazione incerta e del tutto superflui per lo sviluppo della trama o la piacevolezza del racconto.
Anche la protagonista femminile che, nell’intento, dovrebbe essere capace di suscitare emozioni anche nel lettore è in realtà priva di spessore e personalità.
Risultato prevedibile e lettura priva di vivacità; sconsigliato e molto deludente.









