Sentiero nero
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Opinioni inserite: 5
Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 2011
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Non male
Questo è il terzo libro della Larsson, e non ha nulla di meno rispetto ai precedenti, anzi dopo Tempesta Solare è forse il più bello della serie.
Se lo si legge singolarmente, senza aver letto i precedente sicuramente da molto meno, quindi vi consiglio di leggerli in ordine cronoligico.
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Il sangue versato
Il Predicatore
La Principessa di ghiacco
Freddo intenso
E' il terzo thriller, sempre più bello. In questo libro compaiono elementi che lo fanno diventare anche un giallo politico. Ma ciò che più ti colpisce e lascia il segno è il paesaggio scandinavo, quel freddo che ti senti nelle ossa ed il calore umano di Rebecka, sempre più descritta e dipinta come una donna davvero speciale. Forse l'autrice si identifica un pò in lei, perchè c'è un qualcosa che ti prende di questa protagonista e ti rimane dentro, con tutti i suoi pensieri.
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Poco coinvolgente
Mi spiace pronunciarmi negativamente su un libro, purtroppo questo "Sentiero nero" mi ha lasciato molto perplesso.
Non leggo molto i noir o i gialli, ma recentemente avevo letto Stieg Larsson e mi è piaciuto, per cui mi sono detto "proviamo ancora con i famosi gialli scandinavi". Ho preso questo un po' a caso, e ne sono rimasto deluso.
La trama è abbastanza inconsistente, prevedibile e scontata, e non è riuscita a coinvolgermi. Ci sono ramificazioni che non portano da nessuna parte, un po' morte. La descrizione dei pochi momenti di azione è molto plasticosa e suona falsa. I racconti che si riferiscono a momenti passati, al di fuori del tempo in cui si svolge l'azione principale, sono noiosi e non aggiungono spessore alla vicenda né ai personaggi. A tale proposito, ancora più della trama mi hanno deluso i personaggi: vacui, poco definiti, nessuno che resti impresso o che faccia riflettere, stereotipati e, se posso esprimermi così, di carta.
Giudizio negativo su tutta la linea. Proverò altrove.
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Sentiero ghiacciato.
Terzo caso per l'ormai inseparabile coppia Martisson-Mella.
Questa volta ad essere uccisa è una donna, Inna, che viene ritrovata torturata e uccisa, in un capanno sul ghiaccio.
Da qui inizia l'indagine che porterà le due protagoniste a scoprire una rete di legami politici ed economici che sparge il suo veleno in tutto il mondo: omicidi, finanziamenti illeciti, insider trading, guerre per il potere e la ricchezza.
Il romanzo inizia, come gli altri, in modo pulito e accattivante. Si perde il pathos nella parte centrale dove la narrazione rallenta e diventa un po più confusa. Ma come nei primi due, è nei capitoli conclusivi che la scrittrice regala al lettore il meglio di se.
Consigliato.
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fiato sospeso
di solito il primo romanzo di un autore è il migliore.ho iniziato on tempesta solare ho continuato con il sangue versato e ho finito con sentiero nero; mi devo smentire questa volta xche' dei tre sentiero nero e' quello che mi è piaciuto di piu.Non penso dipenda dal fatto che ho cominciato a conoscere meglio i protagonisti..la trma è avvincente,è meno crudo rispetto ai primi due,forse anche piu facile da leggere ma in certi punti la scrittura è cosi efficace che ti toglie quasi il respiro..mi piace Rebecka in particolare alla fine quando si lascia finalmente andare, si lascia amare e ama..finalmente anche x lei dopo tanto buio e dolore un "sole di mezzanotte" che ni auguro duri piu a lungo del sole di mezzanotte reale.non vedo l'ora di gustarmi l'ultimo sperando non i deluda!









