Arance e angeli
Letteratura straniera
Editore
Ingo Schulze è nato nel 1962 a Dresda. Ha studiato lettere classiche a Jena e lavorato come drammaturgo e redattore ad Altenburg. Dal 1993 vive a Berlino. Per il suo primo libro, la raccolta di racconti 33 momenti di felicità (Mondadori 1999), ha ricevuto tra gli altri il premio letterario aspekte. Per Semplici storie (Mondadori 2001) ha vinto il premio letterario della città di Berlino. Nel 1998 il “New Yorker” lo ha annoverato tra i “sei migliori giovani romanzieri europei” e “The Observer” lo ha citato tra i “ventuno autori di cui ci si ricorderà nel ventunesimo secolo”. Nel 2000 è apparso Von Nasen, Faxen und Ariadnefäden (scritto insieme a Helmar Penndorf). Nel 2001 ha ottenuto il premio letterario Joseph Breitbach, nel 2006 il premio Peter Weiss della città di Bochum. Con la sua ultima raccolta di racconti, Handy (2007), ha vinto il premio della Fiera del libro di Lipsia. È membro dell’Accademia delle arti di Berlino e dell’Accademia tedesca per la lingua e la poesia. I suoi libri sono tradotti in ventisette lingue.
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 2
sfiroando la banalità
se non avessi già letto il capolavoro di Schulze Vite Nuove o anche solo Adam e Evelyn o, seppure meno avvincente, Semplici Storie, considererei questo libro di pseudo racconti assai scarso e privo di elementi oggettivamente intressanti. Lo trovo troppo scoordinato, gli skizzen non sono equilibrati, e i finali lasciano sempre aperte delle questioni così basilari che nuocciono all'intero passo. Ad esempio il pezzo su Augusto, partito da una idea valida, si conclude maldestramente. Schulze ci aveva abituati a ben altri racconti e ben altri livelli sia stilistici che di contenuti.
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Delusione riscattata
Mi aspettavo un libro diverso, mi aspettavo di conoscere le impressioni di un grande scrittore tedesco su alcune città italiane... beh questo l'ho ottenuto solo alla fine. Ingo Schulze, romanziere di Dresda, ha soggiornato per un anno a Roma, e da lì ha poi visitato molti luoghi dello stivale. La caratteristica affascinante risiede, senza dubbio, nel fatto che l'autore, più che descrivere luoghi o sensazioni, ci racconta avvenimenti strambi, al limite dell'incredibile. Si tratta di incontri con personaggi emarginati, soli come immigrati o prostitute che raccontano la propria vita arricchendola con episodi di dubbia veridicità. Il merito dell'autore è sicuramente quello di allontanare l'Italia dall'immagine stereotipata che ha all'estero, come splendida è anche l'iniziativa di dare voce a persone che, normalmente, non ricevono ascolto. Resta l'impressione, però, che, dei luoghi di cui parla, Schulze non ci dica granché, mi sarebbe piaciuto leggere le sue impressioni anche sulla quotidiana "normalità" di Roma, ad esempio, o di Randazzo. Il riscatto arriva con Napoli e poi con la Sicilia in generale."... Uno sguardo sul golfo racchiude l'essenza di cui siamo fatti, da Virgilio a Nietzsche a Wagner, da Benjamin a Malaparte a Saviano, nomi che appaiono quasi arbitrari a fronte dello sterminato repertorio da cui sono tratti...". Scorci di vita napoletana, episodi divertenti ed illuminanti rendono il soggiorno campano dell'autore un'esperienza irripetibile. La Sicilia con le sue meraviglie segna una nuova, indimenticabile, tappa nel suo itinerario "... Quale altro posto è più vicino all'Olimpo del Tempio di Afrodite ad Erice?...". Qui facciamo anche la conoscenza di Idris, immigrato dal Darfur, paese teatro di una tragedia di cui si parla sempre troppo poco.
Piccola notazione sulle foto di Matthias Hoch: alcune sono davvero poetiche, ma altre, anche se questa è un'opinione squisitamente soggettiva, le ho trovate piuttosto banali.
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