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Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra

Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura israeliana
Autore Tami Shem Tov

Editore

Casa editrice Piemme


La trama e le recensioni di "Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra", romanzo di Tami Shem-Tov edito da Piemme. Olanda, 1943. Al riparo da occhi indiscreti, Lieneke legge e rilegge la lettera dello zio Jaap, fino a impararla a memoria, prima che venga distrutta, come le precedenti, affinché non cada nelle mani sbagliate. Nessuno deve sapere che Jaap in realtà non è suo zio, ma suo padre. E che lei non si chiama Lieneke, bensì Jacqueline: un nome che ormai appartiene al passato, a una vita precedente in cui poteva andare a scuola con le amiche di sempre, passeggiare nel parco e correre in bicicletta. Senza una stella gialla appuntata sul petto. Tutto è cominciato con il “gioco dei nomi”, quando la mamma ha spiegato a lei e alla sorellina più grande che tutti i membri della famiglia non si sarebbero più chiamati come prima. C’erano anche altre regole da rispettare: fuggire da Utrecht, separarsi e nascondersi. E non dire a nessuno di essere ebrei. Da quel giorno, la sopravvivenza della famiglia dipende dall’aiuto della resistenza olandese. Lieneke, che ha dieci anni, vive in un villaggio con un certo dottor Kohly e sua moglie, che fingono di essere i suoi zii. Le piace aiutare il dottore a preparare le medicine nel retro della farmacia, il cui odore le ricorda quello del laboratorio dove, prima dell’entrata in vigore delle leggi razziali, lavorava il suo papà. Lui, scienziato dal cuore d’artista, riversa ora il suo talento sui biglietti che manda a Lieneke, con quei disegni colorati e buffi che tengono accesa la speranza di una vita normale. Sarà proprio quella corrispondenza segreta ad aiutare la bambina a sopportare la fame e la paura, il freddo e la lontananza dai suoi cari. E a farle mormorare con convinzione ogni sera, prima di addormentarsi: «Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra».

Tami Shem-Tov, nata in Israele nel 1969, vive a Tel Aviv. Giornalista per vari anni, ora si dedica a tempo pieno alla scrittura, e si è già aggiudicata numerosi premi letterari. È autrice di libri per ragazzi e del romanzo Ci vediamo a casa, subito dopo la guerra, basato su una storia vera di sopravvivenza alla Shoah.

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5 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

L'ho letto in pochissime sere perchè è un libro che nonostante tratta una pagina molto triste della nostra storia è veramente scorrevole e ha una trama avvincente. Forse perchè è una storia vera, ma facevo fatica a chiuderlo alla sera perchè ti fa veramente venire voglia di conoscere la sorte di questa bambina e della sua famiglia. un libro che consiglio decisamente agli amanti del genere.

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Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto... A chi ama i libri sull'olocausto
 
 
 

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