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La trama e le recensioni di Guerre, romanzo di Timothy Findley edito da Neri Pozza. È il 1915 a Toronto, in Canada. I giornali riportano le notizie dal fronte: a Ypres, nelle Fiandre, c'è stata una tragica disfatta… seimila tra morti e feriti. La guerra che doveva finire entro Natale forse si protarrà fino all'estate, forse anche all'autunno. Le truppe marciano lungo Yonge Street. Le donne dimenticano il loro riserbo e si precipitano in strada gettando fiori e sventolando bandiere. I ragazzi rincorrono i soldati in bicicletta. Le bambine, a bocca aperta, non hanno il coraggio di fare altrettanto. Gli uomini più anziani si tolgono il cappello. DIO SALVI IL RE! proclama uno striscione. Dovunque si volta lo sguardo, si vedono navi salpare dai porti e treni uscire dalle stazioni. Su uno dei treni diretti a Kingston, in Ontario, dove si trova il centro di arruolamento nell'artiglieria da campo, è appena salito Robert Ross. Ha con sé una valigia nuova di zecca e in testa un berretto a scacchi. Indossa un impermeabile corto al ginocchio in modo da poter camminare nell'acqua (lo chiameranno ovunque trench tra un po', il soprabito da trincea). Ha diciannove anni ed è bello anche se ha le orecchie un po' sporgenti e la mascella troppo larga. In questo momento, pensa forse di partire per la guerra che porrà fine a tutte le guerre, la grande guerra per la civiltà, la guerra della morte romantica, in cui gli eroi spirano lentamente mentre qualcuno preme magari pezze di lino sulle loro ferite! Non sa che si troverà in una terra in cui uomini e cavalli affogheranno nel fango e nel sangue; in un mare, grigio e puzzolente, di sterco, detriti e corpi in decomposizione, dove i fiocchi di neve sapranno di gas e centomila granate all'ora costituiranno la colonna sonora di migliaia di omicidi al giorno. Non sa, soprattutto, che il suo tempo, quel tempo straordinario e folle in cui l'umanità è apparsa per la prima volta mostruosa e fuori di senno, non è stato reso tale da persone straordinarie ma da uomini comuni, da signori «non diversi dal macellaio o dal fruttivendolo che ci vendono carne e patate dietro il bancone». Romanzo che esplora tutte le ossessioni che alimentano la scrittura di Timothy Findley, la violenza, la solitudine, la sopravvivenza dell'individuo nella follia del mondo, Guerre è uno di quei rari capolavori della letteratura in cui la speranza e la barbarie, il sentimento e la dissoluzione della vita sono illuminate dalla «feroce verità dell'opera d'arte».

Timothy Findley è nato nel 1930 nell'Ontario. Vincitore di numerosi premi letterari (il Governor General's Award, l'Edgar Award, il Chalmers Award), ha scritto numerosi romanzi e tre raccolte di racconti, oltre a saggi e opere teatrali. Tra i suoi libri più noti: Le ultime parole famose (Neri Pozza 2003), L'uomo che non poteva morire (Neri Pozza, 2001), Dust to Dust, The Piano Man's Daughter, Headhunter, Not Wanted on the Voyage, From Stone Orchard. Officer of the Order of Canada e Chevalier de l'Ordre des Arts e des Lettres, Findley è scomparso in Francia nel giugno del 2002.

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Guerre 2010-12-26 10:09:56 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    26 Dicembre, 2010
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Wars.

Timothy Findley è stato a mio avviso il più grande scrittore canadese.
E' morto pochi anni fa, ma ci ha lasciato ottimi romanzi sui quali meditare e discutere.
"Guerre" è uno di questi.
Lo comprai dopo aver letto "L'uomo che non poteva morire", così, per essere certo di avere il terzo romanzo della trilogia che si conclude con "Le ultime parole famose".
In realtà il tema di "Wars" era la partecipazione canadese alla Prima Guerra Mondiale.
L'ho finito da poco, e devo dire che come sempre non mi ha lasciato insoddisfatto.
Lirico.
Certamente la figura di Robert Ross, il protagonista principale di questa favola triste, è schiacciante,
Gli altri personaggi sono costretti in un 'indagine psicologica molto più silenziosa, talvolta balbettante.
Gli eventi, tuttavia, si svolgono fra le dita di Ross come l'acqua di un fiume.
Non è mai la stessa e punta al mare.
Auguro a tutti di leggere "Guerre", non foss'altro per capire quanto la Neri Pozza non si fosse sbagliata, al momento della scelta, nel privilegiare Findley al posto di Richler...come tutti sanno fagocitato da Adelphi.
Quest'ultimo recita un personaggio di maniera.
Chi ha scritto "Guerre", invece, vive per sempre nel cuore di chi ama la Letteratura di alto livello.

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