Il signore di Barcellona
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Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 2011
Uno dei piu' belli in assoluto!
In apparenza assomiglia a "La cattedrale del mare", certo, il personaggio chiave che arriva a Barcellona e' in comune, ma e' una storia completamente diversa, ben descritta e colocata storicamente. Appassionante come il primo storico di Falcones, sono quasi 700 pagine da leggere in modo piacevole e coinvolgente.
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Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 2011
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Il Signore di Barcellona
Siamo nella Barcellona dell' XI secolo, negli anni in cui questa città era uno dei principali scali commerciali del Mediterraneo. Il conte Ràmon Berenguer ripudia la seconda moglie per un'altra nobile, la contessa Almodis de la Marca; Ermesenda di Carcassonne, nonna di Ràmon, offesa dal comportamento del nipote, convince il papa Vittore II a scomunicare i due innamorati.
Nello stesso periodo, il giovane Martì Barbany arriva alle porte di Barcellona per riscuotere l'eredità lasciatagli da un padre quasi sconosciuto; da qui inizia l'avventura per Martì, che grazie alla sua determinazione riuscirà a diventare, da umile campagnolo, uno dei più eminenti signori della città.
Un romanzo davvero coinvolgente, scritto con grande maestria. E' solo vagamente storico, poiché alcune vicende realmente avvenute sono state leggermente modificate o datate diversamente (l'autore stesso spiega che la narrazione voleva essere un semplice romanzo). La vita di diversi personaggi conduce tra le vie più intricate e segrete della Barcellona dell'XI secolo, rappresentandoci come un dipinto, la situazione politica, economica e sociale del popolo da diversi punti di vista, amalgamati alla perfezione.
Così il nostro Martì, come Almodis, Laia, Barnat e tutti gli altri protagonisti ci descrivono il loro ampio e variegato mondo in modo palpabile e minuzioso, tanto da dare l'idea di trovarsi in loro compagnia.
Credo che storicamente la ricostruzione di Barcellona da parte dell'autore sia più o meno reale, e anche tutte le altre ambientazioni e culture sono rese in modo sintetico ma buono; il lessico è preciso e coerente, la scrittura scorrevole, mai pesante o noiosa.
I tanti volti della Barcellona gotica, raccontati con tale passione, non possono non emozionare il lettore che seguirà il nostro eroe e i suoi compagni (e nemici)col fiato sospeso fino alla fine. Consigliatissimo
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IL GRAN SIGNORE DI BARCELLONA
Piacevolissimo libro, ricco di avvenimenti e mai scontato.
Possono spaventare un pò le 680 pagine in cui si snoda il racconto, ma sono tutte fitte di una trama che ti invita a divorarle.
Di facile lettura anche per la lunghezza dei "capitoli", si è travolti dalla fantasia dell'autore che si intreccia a pennello con la reale storia di Barcellona del 1050.
Consigliatissimo
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Déjà vu....
Semba la Copia di "La cattedrale del mare" di Ildefonso Falcones.









