Jossel Wassermann torna a casa
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Edgar Hilsenrath è nato a Lipsia nel 1926. Costretto a fuggire in Romania con la madre nel 1938 per sottrarsi alle persecuzioni degli ebrei, ha condotto un’esistenza nomade che lo ha portato a vivere a Parigi, in Israele e a New York, facendo ritorno in Germania solo nel 1975. Tra le sue opere principali – oltre a Jossel Wassermann torna a casa – si ricordano Il nazista e il barbiere (pubblicato nel 1971 negli Stati Uniti e solo nel 1977 in Germania) e Bronsky ricorda (BCDe 2010).
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 1
Il grande danzatore.
Hilsenrath è molto difficile da recensire.
Perché l'uomo di Lipsia si ama o si odia: non ci sono vie di mezzo.
Questo è per me il suo libro più importante, più significativo, più dolce.
La parabola di Jossel Wassermann è un tappeto di gigli sul quale Hilsenrath danza con la leggerezza rituale di un derviscio, componendo col profumo di mille lacrime la saga del ricordo.
Lo spoiler...è un rischio che si corre se si parla dell'uomo di Lipsia...perché la sua forma stilistica si disarticola sul suo stesso percorso...ferocemente.
Questo è l'unico libro che veramente a riguardo della Shoah mi abbia fatto piangere...fisicamente,intendo.
Ed è stato scritto da chi ha evitato il Durban...
Stranezze della vita...
Posso dire solo che la trama è un sogno fatto dal protagonista, da Jossel...in viaggio.
Quando il treno si ferma finisce il sogno.
Ma c'è tempo.
Tutto ciò che nel percorso potrebbe accadere...nei meandri del sogno...accade.
Quando il treno si ferma ed il libro finisce, allora chiudi silenzioso quel testo geniale.
Lo posi e ti domandi:"Bene, e ora cosa faccio tutto solo?".










Opinione inserita da Jan 29 Gennaio, 2011