Jossel Wassermann torna a casa Jossel Wassermann torna a casa

Jossel Wassermann torna a casa

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La trama e le recensioni di Jossel Wassermann torna a casa, romanzo di Edgar Hilsenrath edito da Baldini Castoldi Dalai. È la fine di agosto del 1939, mancano pochi giorni allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nella sua villa sul lago di Zurigo l’agiato industriale ebreo Jossel Wassermann sente avvicinarsi la fine, ma prima di accomiatarsi dal mondo vuole ricapitolare la propria esistenza un’ultima volta. Chiede dunque a un avvocato e a un notaio di raccogliere per lui le storie che racconterà – con cui intende pagare un tributo alla cultura in cui è cresciuto – e di riportare il suo corpo e i suoi averi al paese natale, nella lontana Bucovina. Ma quell’angolo di Europa già vive schiacciato sotto il tallone dell’oppressione nazista... Tra commercianti ungheresi, vecchi rabbini e una famiglia tanto numerosa quanto bizzarra, un po’ alla volta l’ipnotizzante rievocazione fatta da Jossel della babele di lingue, popoli e religioni che rendeva i territori al confine dell’Impero austro-ungarico un luogo unico nel cuore dell’Europa, diventa un canto funebre per un mondo che sta scomparendo.

Edgar Hilsenrath è nato a Lipsia nel 1926. Costretto a fuggire in Romania con la madre nel 1938 per sottrarsi alle persecuzioni degli ebrei, ha condotto un’esistenza nomade che lo ha portato a vivere a Parigi, in Israele e a New York, facendo ritorno in Germania solo nel 1975. Tra le sue opere principali – oltre a Jossel Wassermann torna a casa – si ricordano Il nazista e il barbiere (pubblicato nel 1971 negli Stati Uniti e solo nel 1977 in Germania) e Bronsky ricorda (BCDe 2010).

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Jossel Wassermann torna a casa 2011-01-29 12:04:46 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    29 Gennaio, 2011
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Il grande danzatore.

Hilsenrath è molto difficile da recensire.
Perché l'uomo di Lipsia si ama o si odia: non ci sono vie di mezzo.
Questo è per me il suo libro più importante, più significativo, più dolce.
La parabola di Jossel Wassermann è un tappeto di gigli sul quale Hilsenrath danza con la leggerezza rituale di un derviscio, componendo col profumo di mille lacrime la saga del ricordo.
Lo spoiler...è un rischio che si corre se si parla dell'uomo di Lipsia...perché la sua forma stilistica si disarticola sul suo stesso percorso...ferocemente.
Questo è l'unico libro che veramente a riguardo della Shoah mi abbia fatto piangere...fisicamente,intendo.
Ed è stato scritto da chi ha evitato il Durban...
Stranezze della vita...
Posso dire solo che la trama è un sogno fatto dal protagonista, da Jossel...in viaggio.
Quando il treno si ferma finisce il sogno.
Ma c'è tempo.
Tutto ciò che nel percorso potrebbe accadere...nei meandri del sogno...accade.
Quando il treno si ferma ed il libro finisce, allora chiudi silenzioso quel testo geniale.
Lo posi e ti domandi:"Bene, e ora cosa faccio tutto solo?".

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