La vergine azzurra La vergine azzurra

La vergine azzurra

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La trama e le recensioni di La vergine azzurra, romanzo di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza. È un giorno della seconda metà del Cinquecento in un villaggio tra Mont Lozère e Florac, nella Francia meridionale Sul sagrato, Monsieur Marcel, il predicatore calvinista, ha appena finito di parlare. Coi suoi abiti scuri, i capelli d'argento, le mani rossicce intrecciate dietro la schiena, si è avviato di buon passo su per la collina ammantata da un banco di nubi scure, senza voltarsi. Dietro di sé ha lasciato l'incendio nelle menti e nei cuori. La folla, eccitata e rumorosa, è decisa a purificare la chiesa, a mondarla dal peccato, a liberarla dagli idoli. Etienne Tournier, il giovane figlio dei Tournier, l'unica famiglia a possedere nel villaggio una Bibbia e un cavallo, agitando un rastrello, solleva lo sguardo minaccioso verso la statuetta della Vergine col Bambino che troneggia sul portone della chiesa. Poi, fissa i suoi occhi celesti in quelli di Isabelle du Moulin, la Rossa, lo stesso nome che la gente aveva dato alla Vergine. Un nome diventato una maledizione da quando Monsieur Marcel era arrivato in paese con le macchie di tannino sulle mani e in bocca le parole di Calvino! Mentre la figura del predicatore scompare sulla collina, Isabelle afferra il rastrello dalle mani di Etienne e, col fuoco che le incendia il ventre, colpisce con tutte le sue forze la statuetta! Così si annuncia, in queste pagine, la fine della fanciullezza di Isabelle du Moulin, infranta come la statuetta della Vergine, e l'inizio del suo destino di donna. Un destino che resterebbe nascosto per sempre, se secoli dopo non arrivasse nel sud della Francia Ella Turner, l'americana che è perseguitata da uno strano sogno in cui le appare una veste azzurra, e per risolvere il mistero si ritrova tra le Cévennes, le isolate montagne dove ebbero origine i Tournier-Turner.

Tracy Chevalier è nata a Washington. Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato a lungo come editor. Con "La ragazza con l'orecchino di perla" (Neri Pozza, 2000) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestsellers internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: "Quando cadono gli angeli" (Neri Pozza, 2002) e "La dama e l'unicorno" (Neri Pozza, 2003). "La vergine azzurra" è il suo primo romanzo.

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La vergine azzurra 2011-05-29 09:08:36 Lady Libro
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Lady Libro Opinione inserita da Lady Libro    29 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 24 Agosto, 2011
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Una delusione

Devo ammettere che questo libro non mi è piaciuto granchè. E'il secondo romanzo di Tracy Chevalier che leggo e, dopo aver letto un'autentica meraviglia come "La ragazza con l'orecchino di perla", mi aspettavo un altro capolavoro da questa bravissima scrittrice e invece è stata una vera delusione. In questo libro ci sono due storie: la prima è ambientata nel millecinquecento e la seconda ai giorni nostri. Apparentemente non hanno alcuna relazione fra loro, ma, a poco a poco che si procede con la lettura, si scopre che queste due storie hanno tantissimi elementi, personaggi e situazioni comuni nonostante le diverse epoche di appartenenza delle due protagoniste (Isabelle du Moulin nel Cinquecento ed Ella Turner nel nostro secolo le quali, tra l'altro, fanno parte dello stesso albero genealogico).
Ho trovato la storia molto noiosa, monotona, soporifera e sempre ferma allo stesso punto, tant'è che ho impiegato mesi per terminare la lettura di questo noiosissimo e interminabile romanzo (se c'è una cosa che non sopporto è quella di non concludere la lettura di un libro, perciò ho fatto un grosso sforzo per terminare "La vergine azzurra"). Ho provato inoltre una profondissima antipatia per Ella (che è una paranoica colossale capace soltanto di piagnucolare e trangugiare caffè a tutte le ore) e per Rick, il marito di lei, (che ho trovato incredibilmente superficiale, irritante e imbecille. In pratica un tipo tutto muscoli e niente cervello. Mi domando come Ella abbia fatto a sposare un beota del genere...). La storia ambientata nella nostra epoca è stata una pesantezza assoluta, mentre ho gradito un po' di più la storia ambientata nel passato anche se, secondo me, la Chevalier avrebbe dovuto approfondirla di più: ha lasciato troppe cose in sospeso e si affida troppo all'intuizione del lettore. Inoltre il finale è terribilmente affrettato e privo di logica, come se l'autrice non vedesse l'ora di terminare il libro scrivendo una conclusione veloce ma insensata.
Non saprei se consigliare la lettura di questo libro. Se amate Tracy Chevalier e i suoi romanzi, allora vi consiglio di leggerlo per soddisfare la vostra curiosità (proprio come ho fatto io), altrimenti lasciate perdere. L'unico, autentico e vero capolavoro di Tracy Chevalier per me sarà sempre e soltanto "La ragazza con l'orecchino di perla" che mi è rimasto nel cuore, a differenza di questo che ho considerato il suo libro meno riuscito.

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La ragazza con l'orecchino di perla e i vari libri della Chevalier
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