Addio alle armi Addio alle armi

Addio alle armi

Letteratura straniera

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La presentazione e le recensioni di Addio alle armi, opera di Ernest Hemingway pubblicata da Mondadori. La storia di una diserzione per amore di un soldato dopo la disfatta di Caporetto.

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Opinioni inserite: 11

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Addio alle armi 2013-05-09 16:19:33 Minifrank
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Minifrank Opinione inserita da Minifrank    09 Mag, 2013
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Malinconico

Addio alle armi mi è piaciuto molto, anche se è stato uno dei primi libri che ho letto.
Lo stile di Hemingway non si discute, le descrizioni (come sempre) sono fantastiche.
Un libro intenso soprattutto nel finale. Ho apprezzato particolarmente l'enfasi che dà al finale tramite le tecniche narrative. Consigliato agli amanti del genere drammatico.

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Addio alle armi 2013-01-06 16:18:05 Giovannino
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Giovannino Opinione inserita da Giovannino    06 Gennaio, 2013
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Addio alle armi, e all'amore.

(contiene spoiler) Sarò di parte su questa recensione ma amo gli scrittori passionali e spontanei e Hemingway è sicuramente il maggiore esponente di questo tipo di scrittori, e senza dubbio, uno dei migliori di sempre. E poi come non amare il personaggio Hemingway. "Addio alle armi" è, insieme a "Il vecchio e il mare", il romanzo di punta dello scrittore americano, lo stile è quello di sempre, scarno, essenziale senza giri di parole, i dialoghi sono brevi e spesso le battute sono ripetute per evidenziare determinate situazioni emotive ed aumentare il pathos. La storia è quasi autobiografica e racconta le vicende del soldato americano Frederic Henry, che arruolatosi volontario nell'esercito italiano, conosce e s'innamora dell'infermiera inglese Cathrine Barkley, la loro storia d'amore finirà però in maniera tragica. Il romanzo può essere diviso in due parti, la prima è quella che riguarda la guerra, la fedeltà all'esercito da parte del soldato Henry, la battaglia al fronte ed il ferimento, che poi, in seguito, lo porterà ad essere catturato dalla polizia militare che lo condanna a morte, ma lui riesce però a fuggire gettandosi nel fiume e a ritornare a Milano dalla sua Cat, dove scopre però che l'infermiera inglese si è trasferita a Stresa e decide così di raggiungerla. In questa prima parte del racconto, soprattutto inizialmente, Hemingway descrive Henry come un soldato fedele ( "La guerra è combattuta dalla più bella gente che c'è"), e anche l'iniziale innamoramento per Cat passa in secondo piano e nasconde quasi "l'esplosione" di sentimento che ci sarà in seguito. Nella seconda parte invece tutto ciò è completamente ribaltato, Henry infatti dopo aver raggiunto Cat, viene avvisato dal portiere dell'albero che la polizia lo sta venendo a prendere per arrestarlo e così, in piena notte, fugge in svizzera con Cat su una barca a remi. Qui finalmente trova la tranquillità che stava cercando, proprio quando Cat sta per dare alla luce il loro primo genito. Ed è proprio qui, dopo un felice periodo di pace e serenità che si consuma la tragedia, infatti Cat non riuscirà mai a dare alla luce il suo bambino, che nascerà già morto e farà morire l'infermiera inglese a sua volta a causa delle gravi emorragie interne, lasciando così solo il povero Frederic. In questa seconda parte del romanzo c'è un completo ribaltamento della psiche e del comportamento del protagonista che vede la guerra "ormai lontana come una partita di football di una squadra indifferente" e che, dopo aver abbandonato completamente l'esercito, è totalmente estraneo al fronte ed a ciò che circonda il conflitto. Nel suo cuore e nella sua mente c'è altro ormai, ed è l'amore per Cat, spesso sottolineato da scambi di battute secche e serrate, a volte ripetute, come i "Ti Amo" che spesso si ripetono due giovani amanti presi fortemente l'uno dall'altra. Ed è proprio la tragedia finale a lasciare il protagonista senza più nulla, senza guerra, senza esercito, ma soprattutto senza amore. La storia di un uomo che fa una scelta importante, punta tutto su quella scelta per poi però rimanere senza nulla. Splendido e struggente come solo l'immediatezza di Hemingway sa essere. Un gran romanzo, indipendentemente dai gusti, un gran romanzo.

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Addio alle armi 2012-10-13 16:57:29 Ciusbetti
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Ciusbetti Opinione inserita da Ciusbetti    13 Ottobre, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 2012
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Guerra, amore e l'ingiustizia della vita

Quello che troviamo in "Addio alle Armi" non è il classico racconto di guerra (sono appassionato del genere), ed è forse anche per questo motivo che sono riuscito ad apprezzare il libro nonostante non sia prettamente un capolavoro.
Hemingway ci mette molto del suo inserendo tra le righe le sue esperienze vissute al fronte, raccontando la storia di Frederic Henry un militare che presta servizio in guerra come responsabile nei reparti sanitari dietro le linee.
E' un modo di vivere le vicende belliche molto particolare e suggestivo, ma anche di breve durata perchè l'autore inserisce molto presto nell'intreccio la passione per una donna: Catherine.
Come mio solito non voglio rovinare la lettura a nessuno con inutili spoiler, dico solamente che il libro è un susseguirsi di vicende amorose e belliche con trama piacevole e ritmo a tratti lento ed a tratti incalzante.
Ne risulta una lettura abbastanza scorrevole e piacevole, corroborata dal solito stile asciutto ma preciso dell'autore.
Personalmente preferisco le storie di guerra a quelle d'amore, ma qui Hemingway riesce a farmi appassionare alle vicende amorose della coppia che deve combattere contro una sorte avversa e lo spettro della guerra che farà da sfondo a tutta la vicenda.
Non è il libro che preferisco di Hemingway, ma sicuramente un titolo che vale la pena leggere.
Non riesco davvero a capire chi dice non essere riuscito a superare l'inizio, anche perchè la vicenda è movimentata fin da subito e non si deve aspettare il susseguirsi dei capitoli per vedere se succede qualcosa.
Inutile dire che consiglio questo titolo, anche perchè Hemingway vale comunque la pena di essere letto tutto.

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Addio alle armi 2012-09-15 18:55:21 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    15 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 2012
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Farewell to arms

Devo ammettere che questo è il mio primo romanzo di Hamingway e mi è piaciuto.
Principalmente per il modo di scrivere: sintetico, essenziale ,pulito, in pratica è immediato.
Non si perde in voli pindarci, va dritto al sodo, senza mai distoglierti dal soggetto principale. Questo ha fatto in modo di mettermi a mio agio: un po' come indossare un vecchio paio di scarpe da tennis, di quelle che ti calzano a pennello. Ormai modellate a perfezione, non solo nella forma, ma anche al modo di camminare.
Il contenuto probabilmente è stato più d'impatto nel periodo in cui fu pubblicato che non attualmente.
Parlare di un soldato disertore, che fugge davanti all'avanzata nemica, per tornare dalla donna amata
può risultare, oppure, può non sembrare nulla d'eccezionale. Ed è qui che mi ha fatto pensare, mi sono detto, "certo però che se consideri che i "valori morali" del periodo storico che andò da inizio '900 fino a oltre la metà del secolo scorso il tutto assume un aspetto molto differente". Infatti Frederic per amore, lascia tutto, onore, gloria, amici, e ideali. E in un contesto dove questi valori sono il metro che misura il tuo essere rispettabile fa capire quanto questo amore è grande.
Altro aspetto che un po' condanna questo titolo è l'ambiguità mancata nel titolo: nella sua versione in italiano. Questo secondo aspetto gioca secondo me un fattore importante, e devo dire che sono rimasto un po' sconcertato, mi aspettavo che da un titolo così uno si ritrovi a leggere un romanzo sulla guerra o contro di essa, quantomeno, invece no. Parla di un amore nato durante la guerra, dove diventa un modo di dirle addio ma a cosa ? alle braccia in cui vorrei rifugiarmi, o allla guerra e alle sue atrocità (Farwell to arms ha un doppio significato, Addio alle armi e Addio alle braccia)
In definitiva mi è piaciuto, ma non me la sento di consigliarlo a prescindere, secondo me non riesce ad eccellere in nessuna delle due tematiche trattate amore e guerra.

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Addio alle armi 2012-07-01 10:51:47 zarko87
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zarko87 Opinione inserita da zarko87    01 Luglio, 2012
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Aspettative forse troppo elevate?

Sapete quando un libro lo leggi, e non ti lascia niente dopo aver chiuso la copertina, mi è successo questa cosa con questo libro, che per quanto possa essere scritto con uno stile piacevole, non mi ha lasciato molto alla fine della lettura. Forse molto dipende dalle aspettative che uno ha su Hemingway, oppure chissà cos'altro, ma il libro non mi ha colpito granchè, Scusa Ernest :D

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Addio alle armi 2012-03-08 17:13:06 staralfur
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staralfur Opinione inserita da staralfur    08 Marzo, 2012
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come smontare un capolavoro.

Uno dei gradi capolavori di Hemingway: non l'ho ancora finito e non credo che lo farò.
Noioso, lento, della guerra non dice quasi nulla se non qualche accenno per contestualizzare la storia.
Un tenente ferito in guerra si innamora, non si sa come nè perchè, di un'infermiera. I dialoghi sono inutili e ripetitivi, riempono un capitolo con discorsi come -Mi vuoi bene?- -Certo che ti voglio bene- -Ma tu mi vuoi bene?- -Si- -Non è vero, tu non mi vuoi bene-

Forse mi sfugge il suo significato così profondo. Vuol dire che continuerò a leggerlo quando avrò ricevuto l'illuminazione divina ._.


Chiedo scusa se ho fatto un commento troppo pesante, ma questo libro non l'ho digerito.

[spero di non ritrovarmi come in Midnight in Paris per non essere picchiata da Hemingway in persona :) ]

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Addio alle armi 2012-02-11 08:57:49 Michael_88
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Michael_88 Opinione inserita da Michael_88    11 Febbraio, 2012
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soporifero

se non l'avessi dovuto preparare per un esame di letteratura americana mi farei fermato a metà libro. tutto il rispetto per Hemingway che è uno dei pilastri della letteratura mondiale, ma questo libro è veramente noioso.

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Addio alle armi 2012-01-04 11:54:54 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    04 Gennaio, 2012
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Una storia triste

E' una storia di amore e di guerra, che ha al suo interno qualche nota autobiografica dell'autore, che ha tratto ispirazione da alcuni fatti della propria vita, mescolandoli con altrettanta inventiva. E' un libro che mostra l'orrore della guerra, con le sue mutilazioni per granate e bombarde. Lo si ritrova negli ospedali da campo, con i medici e gli infermieri che li popolano. I medici sono rossi come macellari: immagine esemplificativa di quello che devono affrontare ogni giorno. Il punto debole di questo romanzo sono i dialoghi, che risultano freddi, spenti, costruiti, quasi finti. Il punto forte è la capacità con cui l'autore riesce a trasmettere lo sconforto, la disperazione, la desolazione, con alcuni brevi monologhi, così come con alcune immagini simboliche, ad esempio la pioggia.

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Addio alle armi 2011-12-25 09:36:44 floria di tosca
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floria di tosca Opinione inserita da floria di tosca    25 Dicembre, 2011
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A Farewell to arms

" Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati. Ma quelli che non spezza li uccide. Uccide imparzialmente i molto buoni e i molto gentili e i molto coraggiosi. Se non siete fra questi potete esser certi che ucciderà anche voi, ma non avrà una particolare premura."
Sono convinta che non tutto ciò che è stato scritto in questo testo sia vero. La personale esperienza dell'autore in campo bellico, ci lascia supporre una certa veridicità...ma siccome Ernest Hemingway scrive da Dio, potrebbe anche inventarsi di sana pianta una storia su come si accoppiano i lombrichi in tempo di guerra che io, personalmente, resterei incollata al libro fino all'ultima pagina.
Per poi sospirare con l'occhietto un pò umido e dire ..." bellissimo!".
Questo è quello che Hemingway mi ha lasciato in questi anni di conoscenza delle sue parole. E soprattutto amo la sua capacità trasgressiva, il suo sangue caliente a dispetto della vera guerra e ho apprezzato il carattere vagabondo di quest'uomo, instabile seppure bisognoso di temi forti, nei suoi scritti, come l'amore e la guerra...la continua altalena tra eros e tanatos ...

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Consigliato a chi ha letto...
Il segno rosso del coraggio di Stephen Crane
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Addio alle armi 2011-12-24 12:20:35 il_viso_accadde
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il_viso_accadde Opinione inserita da il_viso_accadde    24 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 23 Luglio, 2012
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Non fermarsi alle apparenze

Ho sempre sentito parlare bene di questo romanzo ma, allo stesso modo, male per quello che riguarda lo sviluppo dell'intreccio: un libro ostico, che stanca, prosaico. Non sono per niente d'accordo.
Il linguaggio non si può assolutamnte definire astruso. Beh, sì, talvolta la minuziosità delle descrizioni è eccessiva. Questo, però, non dev'essere una limitazione: deriva dalla scelta stilistica dell'autore.
Un romanzo in parte autobiografico che coinvolge il lettore nella vita del protagonista, tra le vicende della guerra e quelle amorose. Un coinvolgimento che, data la drammaticità del finale, lascia quasi con l'amaro in bocca.
Non voglio dire altro, sennò vi rovino la lettura.
In conclusione, dai 14 è abordabile per tutti (se non vi fate influenzare da chi, magari, non lo ha neppure letto).

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Addio alle armi 2011-11-14 12:10:28 enro
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enro Opinione inserita da enro    14 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 2011
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Addio alle armi.

Una delle opere più conosciute di Hemingway, "Addio alle Armi", come la maggior parte dei suoi libri, è parzialmente autobigrafico.
La storia parla di un soldato straniero, svolgente l'attività di conducente delle ambulanze (Hemingway era paramedico), che ferito viene portato in un ospedale militare e li si innamora.

Il libro è scorrevole e ben scritto, anche se Hemingway in certi punti si perde in descrizioni di luoghi che risultano un pò troppo lunghe e possono stancare. Comunque l'ho trovato piacevole, soprattutto la seconda parte del libro dove nasce la storia d'amore (anche se non sono un amante del genere =)).

I personaggi colpiscono per la loro completezza, ma questo è piuttosto normale se pensiamo che si basa su personaggi reali.

Quello che però colpisce sono i contenuti. Hemingway sottolinea il suo anitimilitarismo e condanna le guerre. C'è anche una triste rappresentazione di una generazione che non ha più nuovi valori ma che, invischiata nella guerra, si ritrova ad appoggiare valori assodati come il patriottismo senza realmente capirli. In ultima è presente la storia d'amore, ma essendo il tema centrale del romanzo, sta a ciascun lettore interpretarla! =)

In definitiva una buonissima opera anche se di Hemingway ho apprezzato di più altri romanzi, come ad esempio "Per chi suona la campana". Consigliato a chi già lo ha scoperto. =)

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Hemingway
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