Addio alle armi
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Opinioni inserite: 6
come smontare un capolavoro.
Uno dei gradi capolavori di Hemingway: non l'ho ancora finito e non credo che lo farò.
Noioso, lento, della guerra non dice quasi nulla se non qualche accenno per contestualizzare la storia.
Un tenente ferito in guerra si innamora, non si sa come nè perchè, di un'infermiera. I dialoghi sono inutili e ripetitivi, riempono un capitolo con discorsi come -Mi vuoi bene?- -Certo che ti voglio bene- -Ma tu mi vuoi bene?- -Si- -Non è vero, tu non mi vuoi bene-
Forse mi sfugge il suo significato così profondo. Vuol dire che continuerò a leggerlo quando avrò ricevuto l'illuminazione divina ._.
Chiedo scusa se ho fatto un commento troppo pesante, ma questo libro non l'ho digerito.
[spero di non ritrovarmi come in Midnight in Paris per non essere picchiata da Hemingway in persona :) ]
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soporifero
se non l'avessi dovuto preparare per un esame di letteratura americana mi farei fermato a metà libro. tutto il rispetto per Hemingway che è uno dei pilastri della letteratura mondiale, ma questo libro è veramente noioso.
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Una storia triste
E' una storia di amore e di guerra, che ha al suo interno qualche nota autobiografica dell'autore, che ha tratto ispirazione da alcuni fatti della propria vita, mescolandoli con altrettanta inventiva. E' un libro che mostra l'orrore della guerra, con le sue mutilazioni per granate e bombarde. Lo si ritrova negli ospedali da campo, con i medici e gli infermieri che li popolano. I medici sono rossi come macellari: immagine esemplificativa di quello che devono affrontare ogni giorno. Il punto debole di questo romanzo sono i dialoghi, che risultano freddi, spenti, costruiti, quasi finti. Il punto forte è la capacità con cui l'autore riesce a trasmettere lo sconforto, la disperazione, la desolazione, con alcuni brevi monologhi, così come con alcune immagini simboliche, ad esempio la pioggia.
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A Farewell to arms
" Il mondo spezza tutti quanti e poi molti sono forti nei punti spezzati. Ma quelli che non spezza li uccide. Uccide imparzialmente i molto buoni e i molto gentili e i molto coraggiosi. Se non siete fra questi potete esser certi che ucciderà anche voi, ma non avrà una particolare premura."
Sono convinta che non tutto ciò che è stato scritto in questo testo sia vero. La personale esperienza dell'autore in campo bellico, ci lascia supporre una certa veridicità...ma siccome Ernest Hemingway scrive da Dio, potrebbe anche inventarsi di sana pianta una storia su come si accoppiano i lombrichi in tempo di guerra che io, personalmente, resterei incollata al libro fino all'ultima pagina.
Per poi sospirare con l'occhietto un pò umido e dire ..." bellissimo!".
Questo è quello che Hemingway mi ha lasciato in questi anni di conoscenza delle sue parole. E soprattutto amo la sua capacità trasgressiva, il suo sangue caliente a dispetto della vera guerra e ho apprezzato il carattere vagabondo di quest'uomo, instabile seppure bisognoso di temi forti, nei suoi scritti, come l'amore e la guerra...la continua altalena tra eros e tanatos ...
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Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre, 2011
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Non fermarsi alle apparenze
Comincio subito con la mia personale considerazione sull'età in cui sarebbe opportuno leggerlo. Ho sempre sentito parlare bene di questo romanzo ma, allo stesso modo, male per quello che riguarda lo sviluppo dell'intreccio: un libro ostico, che stanca, prosaico. Non sono per niente d'accordo.
Il linguaggio non si può assolutamnte definire astruso. Beh, sì, talvolta la minuziosità delle descrizioni è eccessiva. Questo, però, non dev'essere una limitazione: deriva dalla scelta stilistica dell'autore.
Un romanzo in parte autobiografico che coinvolge il lettore nella vita del protagonista, tra le vicende della guerra e quelle amorose. Un coinvolgimento che, data la drammaticità del finale, lascia quasi con l'amaro in bocca.
Non voglio dire altro, sennò vi rovino la lettura.
In conclusione, dai 14 è abordabile per tutti (se non vi fate influenzare da chi, magari, non lo ha neppure letto).
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Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 2011
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Addio alle armi.
Una delle opere più conosciute di Hemingway, "Addio alle Armi", come la maggior parte dei suoi libri, è parzialmente autobigrafico.
La storia parla di un soldato straniero, svolgente l'attività di conducente delle ambulanze (Hemingway era paramedico), che ferito viene portato in un ospedale militare e li si innamora.
Il libro è scorrevole e ben scritto, anche se Hemingway in certi punti si perde in descrizioni di luoghi che risultano un pò troppo lunghe e possono stancare. Comunque l'ho trovato piacevole, soprattutto la seconda parte del libro dove nasce la storia d'amore (anche se non sono un amante del genere =)).
I personaggi colpiscono per la loro completezza, ma questo è piuttosto normale se pensiamo che si basa su personaggi reali.
Quello che però colpisce sono i contenuti. Hemingway sottolinea il suo anitimilitarismo e condanna le guerre. C'è anche una triste rappresentazione di una generazione che non ha più nuovi valori ma che, invischiata nella guerra, si ritrova ad appoggiare valori assodati come il patriottismo senza realmente capirli. In ultima è presente la storia d'amore, ma essendo il tema centrale del romanzo, sta a ciascun lettore interpretarla! =)
In definitiva una buonissima opera anche se di Hemingway ho apprezzato di più altri romanzi, come ad esempio "Per chi suona la campana". Consigliato a chi già lo ha scoperto. =)









