Il bambino di Noè Il bambino di Noè

Il bambino di Noè

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La presentazione e le recensioni di Il bambino di Noè, opera di Eric Emmanuel Schmitt edita da Rizzoli. Da uno dei più interessanti narratori europei contemporanei, una nuova storia affabulante e drammatica, delicata e commovente su un’infanzia difficile. Non per motivi privati: qui è la scena storica a mettere in pericolo il piccolo Joseph, ebreo, che sotto il dominio nazista in Belgio rischierebbe la deportazione, se non intervenisse a sottrarlo da una fine sicura un personaggio memorabile, Padre Pons, il Noè che allestisce per il bambino un’Arca in cui salvarlo dalla tragica tempesta che si sta abbattendo sul continente. Fingendosi cattolico, tutelato però dagli insegnamenti toraici che Padre Pons intende impartirgli perché la sua identità non sia compromessa, il piccolo Joseph viene custodito in una cripta che si trasforma in un mondo magico e assoluto, finché il diluvio nazista non esaurisce la sua opera di devastazione. A fine conflitto Joseph conoscerà i riti di Villa Gialla, dove alberga con altri orfani e piccoli sopravvissuti: ogni sabato in fila, esaminati da famiglie in cerca dei figli dispersi o di bambini da adottare. Una fiaba moderna che, al nero della storia, sovrappone tutti i colori dell’arcobaleno, tratta da una vicenda realmente accaduta e calamitata da quel capolavoro che è Arrivederci ragazzi, il film di Louis Malle che Schmitt arriva, enigmaticamente, a citare nell’arco della sua indimenticabile favola su un’infanzia non perduta e riconquistata.

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Il bambino di Noè 2011-12-05 00:06:22 Lorenzo Roberto Quaglia
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Lorenzo Roberto Quaglia Opinione inserita da Lorenzo Roberto Quaglia    05 Dicembre, 2011
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Il bambino di Noé

Bruxelles 1942, Joseph, un bambino ebreo di quasi otto anni, viene separato dalla sua famiglia a causa della stupidità degli uomini che pensano di risolvere i conflitti con l’uso della forza.
Le vicende narrate portano il bambino ad incontrare Padre Pons, un sacerdote cattolico che lo ospita, insieme ad altri bambini ebrei, in un collegio e così facendo gli salva la vita.
In questi due anni trascorsi con Padre Pons e gli altri ospiti del collegio, Joseph si apre alla vita e al mondo e mentre oltre le mura del parco che circonda il collegio sembra che la Terra tutta sprofondi nel baratro, il mondo di Joseph prende forma, tassello dopo tassello. Joseph prende coscienza di sè, di cosa significhi avere un amico, ma anche cosa siano la paura, il terrore e la disperazione.
Ma più di tutto, Joseph, attraverso l’amicizia con Padre Pons, intuisce la grandezza di Dio, cosa vuol dire essere ebreo ed essere cristiano, intuisce il valore della parola libertà. Dice Padre Pons al ragazzo che voleva convertirsi al cristianesimo: “Oggi come oggi è essenziale che tu accetti di essere ebreo. E’ una cosa che non ha niente a che vedere con la convinzione religiosa. In seguito, se continui a volerlo, potrai diventare un ebreo convertito”.
L’incontro finale con i genitori ritrovati riporta Joseph sulla terra e lo introduce nel mondo degli adulti. L’età della fanciullezza è alle spalle, ma Padre Pons lo accompagnerà sempre nel cammino della vita sino alla morte e gli passerà, con dolcezza e senza imposizioni, il testimone.
Un’opera da leggere per meglio comprendere quanto bene l’uomo può fare nel mondo rispettando e amando di più il proprio vicino di casa, in qualsiasi Paese quella casa abbia le fondamenta.

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