Ricordi dal sottosuolo Ricordi dal sottosuolo

Ricordi dal sottosuolo

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


Uscito a puntate, nel 1865, sulla rivista "Epocha" (Epoca), Ricordi dal sottosuolo, scritto sotto forma di un monologo-confessione, è uno dei più terribili e impietosi viaggi all'interno della coscienza umana della letteratura europea. Il protagonista è un ipocondriaco che vive ai margini della società, scrutandola (e scrutandosi) con odio e sospetto.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 8

Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
4.6  (8)
Contenuto 
 
5.0  (8)
Piacevolezza 
 
4.3  (8)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Ricordi dal sottosuolo 2014-10-14 08:04:19 Mancini
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mancini Opinione inserita da Mancini    14 Ottobre, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Introspezione e sofferenza

Diviso in due parti, un lungo monologo la prima, un racconto la seconda, quest’opera segna un nuovo capitolo nella vita letteraria di Dostoevskij aprendo la strada a quella che si proporrà poi come la sua grande letteratura che ha lasciato un segno tangibile nella vita di tutti i lettori.
Temporalmente non in successione e staccati da una ventina d’anni le due parti vogliono fungere da introduzione al pensiero la prima (Il sottosuolo) e da applicazione di tale pensiero alla vita reale la seconda (A proposito della neve fradicia).

L’autore, che si identifica nel personaggio narrante, inizia così la lunga descrizione del proprio carattere; ne viene fuori un personaggio in sostanza cattivo, ostile nei confronti di chi gli è attorno, colleghi compresi, verso i quali non si risparmia di apparire sadico e di provocare loro il massimo disagio.

Ma il lettore ci mette poco a capire che tutto ciò è sola apparenza, un meccanismo di difesa messo in atto da una persona fragile che vive ai margini della realtà, schiva come chi si sente inadeguato a vivere in una società del ‘2+2 fa 4’, la società della necessità, dell’apparenza, del ‘devo farlo perché è di moda’.

E’ questo che il protagonista non accetta. Siamo in piena epoca positivista e il progresso scientifico, motore di una dirompente rivoluzione industriale, ha istruito le masse a ragionare con la scienza, con la ragione che diventa la sola leva capace di costruire ragionamenti e, a seguire, tutta la realtà che ne consegue.
L’allontanamento da uno schema così rigido e ragionato si trasforma in un allontanarsi dalla realtà e nel rifugiarsi in se stesso, in quel sottosuolo che fa da tana ristoratrice entro cui esprimere tutto il suo disprezzo e la sua voglia di essere portatore di libertà, di esprimere la propria opinione, di dire la sua, in netto contrasto con la mera omologazione di tutto il resto del mondo che si piega al volere della necessità.
Ma è qui, nel sottosuolo, che invece del riscatto egli finisce per isolarsi ancor più dal mondo e cova la sua inadeguatezza che lo farà apparire così frustrato e carico di tensione agli occhi di chi lo incontrerà.

La seconda parte dell’opera riporta il protagonista indietro nel tempo, alla sua giovinezza, uscendo dalla struttura stretta del monologo riportando alcuni avvenimenti che rafforzano e descrivono meglio quell'aura di decadenza e di frustrazione al limite del disagio mentale che lo accompagnano ogni momento della sua vita.
Lo vediamo interagire con la gente, quella gente che inizialmente affronta spavaldo a testa alta sicuro di poter ‘educare’ ai suoi ideali di libertà di pensiero, ma che si rivela essere un muro contro il quale egli puntualmente si scontra facendosi male e reagendo con crisi isteriche, unico modo per evadere all'istante da una realtà che non gli appartiene, prima del totale rifugio nel sottosuolo ove, almeno temporaneamente, riesce a trovare la sua apparente pace interiore.

Con questa opera Dostoevskij non solo sancisce l’inizio di una nuova epoca letteraria in Russia, ma introduce in letteratura il concetto di ‘interiore’ che farà da apripista per la teoria dell’inconscio di Freud e ispirerà autori quali Joyce e Woolf che nella letteratura inglese introdurranno lo ‘stream of consciousness’, quella tecnica di riportare il monologo interiore eliminando ogni tipo di rielaborazione mentale.

Il tutto fu ispirato all'autore dal duro periodo di prigionia al quale fu sottoposto pochi anni prima e che lo fecero entrare profondamente in contatto con la propria interiorità, un contatto viscerale che aggiunge un ulteriore valore autentico allo scritto che ci invita prepotentemente alla riflessione su noi stessi facendoci sentire di fatto come attori divisi tra il palcoscenico della realtà interiore e quello della più scontata e familiare realtà esterna.

Trovi utile questa opinione? 
200
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2014-04-22 10:55:39 Giovannino
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Giovannino Opinione inserita da Giovannino    22 Aprile, 2014
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Memorie dall'inconscio.

La mia ragazza dice sempre che non mi fido dei suoi consigli letterari, e che non voglio mai leggere quello che lei mi consiglia (e posso giurare che è un'accusa infondata perché ho letto moltissimi dei suoi libri :), così questa volta mi ha proposto di leggere "Memorie del sottosuolo", uno dei suoi libri preferiti, è visto che di Dostoevskji, ahimè, ho letto solo "Delitto e castigo" ai tempi del liceo, ho accettato molto volentieri. Avevo sentito parlare moltissimo di questo libro e in diverse recensioni era stato definito come una delle migliorie opere di Dostoevskji, se non proprio la migliore. Beh, effettivamente, devo dire che la profondità di questo libricino di poco meno di 150 pagine è davvero disarmante. Ho letto poco di Dostoevskji come detto sopra, quindi non posso dire se è una delle sue opere migliori, ma di sicuro è un libro che dovrebbe stare in ogni libreria. Il romanzo, che poi romanzo non è, perché come dice il titolo sono memorie vere e proprie, è diviso in due parti. La prima parte si chiama appunto "Il sottosuolo" e la seconda "A proposito della neve fradicia". Nell'edizione che ho letto (BUR) inoltre c'era anche una prefazione di Alberto Moravia che spiegava cos'è il sottosuolo di Dostoevskji. E cos'è il sottosuolo? In una parola sola, l'inconscio. Quello che anni dopo Freud teorizzerà creando da questo una dottrina scientifica. A mio modo di vedere il libro andrebbe letto al contrario, e cioè prima la seconda parte e poi la prima, perché è tramite la seconda che si arriva alla prima. Nella seconda parte l'autore, che scrive in prima persona, ci racconta degli stralci della sua vita ma soprattutto ci racconta il suo riporto con il mondo esterno, che potremmo definire "il piano terra", cioè quello che appare. I suoi rapporti con l'ambiente circostante non sono tanto armoniosi, anzi il narratore ci appare a disagio continuamente con l'ambiente che lo circonda. Ha problemi con i suoi colleghi di lavoro, ha problemi con le istituzioni (rappresentate da un vecchio vigile a cui, dopo uno sgarbo subito non vuole cedere il passo per la strada, ma finirà puntualmente per capitolare a terra davanti a lui), ed infine è rappresentato dal rapporto con quelli che considera amici. In realtà sta male innanzitutto con se stesso, prende ogni gesto di chi si trova di fronte come un'offesa, come un'accusa, ma non riesce a reagire perché spesso si ritiene inferiore a chi ha di fronte. Così finisce per reprimere la sua rabbia, la sua presunta inferiorità, e poi con chi la tira fuori? Logico, con i più deboli. Con il suo servitore e con una giovane ed indifesa prostituta, Liza, che prima offende verbalmente e poi con gesti spregevoli solo perché la accusa di essere il motivo del suo malessere. Ma perché si comporta così? Perché esprime questa frustrazione in un modo così bieco e cinico? È qui che entra in gioco la prima parte delle memorie, il sottosuolo appunto, l'inconscio, il piano sotto il piano terra, il piano che non si vede, l'interiorità. Eh si, qui inizia con una serie di discussioni sul perché lui si sia ritirato a vivere nel sottosuolo, ed il motivo è semplice, perché "al primo piano" non sta bene. Fuori dal sottosuolo ci sono un sacco di convenzioni che ognuno di noi è obbligato a rispettare per arrivare a quelli che lui chiama "vantaggi". Per vantaggi si intende: il rispetto altrui, la ricchezza, i rapporti interpersonali, etc etc. Ma tra questi vantaggi, a suo avviso, ne manca uno, il libero arbitrio. La libertà di decidere se si voglia davvero fare una cosa o se quella cosa invece non vogliamo farla. Signori, e se io non avessi interesse ad essere ricco? E se io andassi contro questi dogmi imposti per il puro piacere di non rispettarli o perché non li condivido? Passerei per pazzo. Ed è quello che succede all'io narrante. Se io amassi la sofferenza che voi tutti ripudiate? Passerei per pazzo. Ed invece sempre il protagonista ci dice che l'uomo ama la sofferenza, ci basta vedere nel corso della storia tutte le guerre che sono state fatte per il solo gusto di addurre sofferenze al prossimo. Ed è quello che fa il nostro protagonista, infligge sofferenza agli altri per svuotare dal suo io la sofferenza accumulata. Ed in conclusione ci dice: io ho scelto di venire nel sottosuolo, voi no, voi vi vincolate all'esteriorità, come vi si presenta un minimo di possibilità per essere più liberi scappate, avete paura della libertà, e vi sentite libero solo se circoscritti, ma allora dov'è la libertà? Forse è più libero il nostro protagonista, chiuso nel suo sottosuolo. Finisco qui perché se no potrei continuare per ore, un libro di una profondità devastante che ti fa pensare a lungo anche dopo averlo finito. Capolavoro.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2013-07-17 12:46:48 Todaoda
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Todaoda Opinione inserita da Todaoda    17 Luglio, 2013
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Immortale

Il sottosuolo: l'emblema della psiche umana con cui l'uomo stesso deve venire a patti quotidianamente per trovare un nesso logico alla realtà e che contemporaneamente anelerebbe a ripudiare per vivere autenticamente nel reale ed essere egli stesso più reale. Le memorie (o ricordi che dir si voglia): il lascito della vita vissuta filtrato dal sottosuolo e riportato ad una nuova più obbiettiva, più lungimirante e forse per questo più nichilisticamente rassegnata luce di consapevolezza.
Le memorie (o ricordi) dal sottosuolo: un imperituro mirabile esempio di edotto esercizio di stile e di vita, poiché per addentrarsi in tal modo nei meandri della coscienza umana non solo bisogna saper scrivere, ma occorre anche saper vivere, conoscere la vita, la sua logica illogicità e la sua contraddittoria paradossalità.
Solitamente non mi ritengo all'altezza di commentare i grandi classici della storia della letteratura tuttavia per questo, vostro malgrado, farò un eccezione poiché raramente mi sono trovato più in accordo e contemporaneamente in disaccordo con un libro, raramente mi sono trovato più simpaticamente coinvolto ed al medesimo tempo empaticamente sconvolto da una lettura, fosse questa di narrativa fosse questa di saggistica. Ed è proprio in bilico tra questi due generi che si collocano "le Memorie," in bilico e in contrasto, poichè parte sono romanzo aneddotico e parte disquisizione formale, parte premessa ai fatti e parte giustificazione, ma quale l'una e quale l'altra? E' inutile domandarselo giacché in realtà sono un perfetto tutt'uno che si fonde la dove proprio c'è discrepanza, si unisce la dove maturano i germi della diversità, ovvero nell'uomo, l'uomo di Dostoevskij, al tempo stesso romantico e anti-romantico, coraggioso e vigliacco, antieroe capace delle più vili bassezze e tuttavia archetipo dell’eroe esemplificatore della condizione umana. E alla maniera del suo personaggio anche il libro è un unicum contrastante: indissolubilmente legato alla sua epoca e ciò nonostante assolutamente attuale, così ironicamente tragico da creare uno straniamento per déjà vu, e sorprendere il lettore con una vicenda già molte volte vissuta, e così ostentatamente imponderabile ed inconsueto da risultare assurdamente lapalissiano. Un libro unico insomma, universale, e appunto immortale.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Consigliato a chiunque sappia leggere
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2013-01-22 16:19:05 silvia71
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
silvia71 Opinione inserita da silvia71    22 Gennaio, 2013
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il sottosuolo

Questo piccolo gioiello della letteratura, è figlio di un momento difficile e tormentato per Dostoevskij.
Con questo romanzo egli si stacca dalla precedente vena narrativa, per creare un personaggio dilaniato nell'animo, un “antieroe” come lui stesso lo definisce, sofferente ma consapevole.

Il narratore si cela dietro le vesti del giovane protagonista, auto-confessandosi in un monologo crudele e dissacratore, mettendo a nudo “il sottosuolo” dell'anima con rabbia e determinazione, rendendosi un anticipatore del concetto di inconscio e di psicanalisi.
E' un racconto che prende vita da un tormento interiore, da un male di vivere, dalla una solitudine affettiva e sociale, da una insoddisfazione crescente e avvolgente.

La penna di Dostoevskij fonde la bellezza narrativa alla profondità di un saggio filosofico, attraversando le zone più oscure della mente umana, scavando con consapevolezza e furore.
Egli vuole dimostrare che la forza della ragione non arriva a svelare tutto, perché nel fondo dell'animo si trovano tanti nodi da sciogliere e da interpretare.
Insomma la luce della scienza e della ragione non sempre è sufficiente per dirimere la notte dell'anima.

E' una storia dai toni forti e crudi, come testimonia un linguaggio cinico e dirompente che evade dagli schemi del perbenismo e della morale, capace di regalarci un personaggio sui generis che ci introduce in un viaggio all'interno della coscienza.
Un personaggio difficile, troppo acuto o troppo pazzo, talora irritante talora commovente, aggressivo e indifeso, capace di destabilizzare anche l'uomo più saldo con i suoi quesiti.

E' un testo impegnativo, in grado di offrire infiniti spunti di riflessione sulla vita ed arricchire il lettore che saprà captare gli infiniti messaggi affidati a queste pagine.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
260
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2012-03-13 09:31:16 sandor
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
sandor Opinione inserita da sandor    13 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 06 Ottobre, 2014
  -   Guarda tutte le mie opinioni

Confessioni di un arrabbiato nostalgico

C'è un po' tutto Dostoevskij in quest'opera ancora per tanti versi immatura, ma è un Dostoevskij amabilmente pessimista, senza speranza di riabilitazione. Cattivo, fino in fondo, com'è giusto che sia per chi viene dal sottosuolo. Mi ha spaventato rivedermi per tanti versi nel protagonista del libro, ma ci vuole una grande dose di saggezza per ammettere di essere così onestamente sbagliati. Le idiosincrasie, le meschinità del personaggio sono quelle di un arrabbiato che vorrebbe riabilitare il sublime e insieme lo odia. Repulsione e attrazione per il fango sono la sua altalena.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
31
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2011-12-05 09:58:33 Hypo
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Hypo Opinione inserita da Hypo    05 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 05 Dicembre, 2011
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Le memorie...

Che esperienza unica e particolare ho vissuto leggendo "Memorie Del Sottosuolo", quanta classe, quante verità escono dalla penna di Dostoevskij.
Due racconti brevi, uniti saldamente da una riflessione profonda, una riflessione che porta il protagonista a compiere azioni "di continua derisione" per la propria persona, a dire e fare tutto e il contrario di tutto, avvolto da un costante, strano e autentico velo di pentimento interiore.

Si legge "Memorie Del Sottosuolo" in pochissimo tempo, nonostante la scrittura non sia per niente semplice da districare, si finisce ben presto preda degli incubi interiori che il nostro svela con audacia, ironia e schiettezza.
Non c'è una sola riga che produca banalità, non c'è un solo passaggio "frivolo", a stupire è l'intensità di due brevi racconti che si "ricaricano" a rotazione uno sull'altro, in maniera speciale e personale. Il sapore che si trasportano dietro è strano e sicuramente unico, un esperienza che non può portare che alla continua riflessione perchè i deliri di Dostoevskij sono veri e fanno male.

Fa male lasciarsi trasportare sopra una prima parte completamente "ubriaca", un monologo astratto e marcio, una continua spirale avvolgente che deve avere su di se la massima attenzione per essere compresa a dovere in ogni suo piccolo meccanismo. Più semplice invece il lato " A Proposito Della Neve Bagnata" dove il protagonista narra le proprie bassezze, e noi, trasportati da una abilità narrativa innata ci sentiremo un pò complici di queste vergognose ma "vive" azioni.

Ci sono libri che si leggono, che piacciono, ma tuttavia non saranno più ripresi in futuro. Credo che "Memorie Del Sottosuolo" invece rappresenti la fazione opposta, quella sui quali si ritorna ancora e ancora, vuoi grazie alla sua brevità, vuoi grazie all'abbondante insanità che riesce a somministrare all'ignaro lettore di turno.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2011-07-05 16:20:07 Poiana
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
3.0
Poiana Opinione inserita da Poiana    05 Luglio, 2011
Top 1000 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Chiave per il futuro

Romanzo breve, di sole 150 pagine, in cui l'autore inaugura ciò che poi lo caratterizzerà nelle opere successive: il dialogo interiore. Dostoevskij si tramuta in psicologo andando a scavare nella coscienza profonda del protagonista, che si studia interiormente e si sente continuamente messo alla prova dalla figura dell' "altro", ha paura del giudizio della gente e di ciò che si pensa di lui; romanzo diviso in due racconti, nella prima troviamo la parte più profonda, dove l'uomo del sottosuolo rivela le proprie idee, mentre, nella seconda, il protagonista, a contatto con altri metterà a nudo i propri pensieri a noi lettori.
Romanzo leggibile, breve, come già detto, ma molto intenso e significativo, che inciderà molto sulle opere successive.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Dostoevskij e romanzi riguardanti la psicanalisi e l'analisi interiore dei personaggi
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore
Ricordi dal sottosuolo 2010-05-19 14:22:30 faye valentine
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
faye valentine Opinione inserita da faye valentine    19 Mag, 2010
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il sottosuolo

Magnifica indagine in una coscienza umana che vive ai margini della società, uno dei punti più alti in cui si può vedere il Dostoevskij filosofo piuttosto che il narratore. Sicuramente un testo complicato, per pochi, ma che una volta letto non può che sconvolgerci e farci riflettere. Non si può dare un semplice giudizio secondo i criteri del bello, è un'opera complessa e grandiosa, ricca di continui rimandi filosofici.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a chi è appassionato di filosofia e/o dell'autore
Trovi utile questa opinione? 
70
Segnala questa recensione ad un moderatore