Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio
Letteratura straniera
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OGNUNO HA LA SUA VERITA'
La copertina di questo libro esprime già la varietà e la moltitudine dei personaggi, con tanto di nome e cognome e nazionalità. Ecco, la nazionalità è il vero perno attorno cui ruota il racconto che, partendo dall'omicidio dell'equivoco "Gladiatore", ci fa conoscere ad uno ad uno i personaggi del condominio da lui abitato, appunto un palazzo di piazza Vittorio, il quartiere più multietnico di Roma. Indovinatissima è la scelta di presentare ognuno di questi con la sua verità e la sua ipotesi su chi possa essere l'assassino, attraverso una miriade di congetture e diattribe condominiali che culminano puntualmente sull'ascensore, oggetto di uso comune di persone di varie provenienze e classi sociali.Ufficialmente c'è un indiziato, Amedeo, che è sospettato per il semplice fatto di essere scomparso dopo l'omicidio, ma i condomini e i suoi amici, sia italiani che no, non sono d'accordo con questa ipotesi. Amedeo sembra anzi essere l'unica persona che tutti rispettano e nel quale hanno fiducia.La portinaia Benedetta Esposito, ad esempio, lo difende perchè lo crede una brava persona, e, pur dicendo che bisogna cacciare tutti i lavoratori immigrati, è convinta di non essere razzista... Attraverso le voci dei vari protagonisti affioreranno tutte le incomprensione, le false certezze e le diffidenze con cui le persone si trovano a contatto quotidianamente, in una mescolanza di episodi sia drammatici che divertenti che ci porteranno al finale inaspettato e... veramente illuminante!
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Roma, Italia, Mondo.
Finalmente mi è capitato tra le mani questo libro, reso celeberrimo dal passaparola e diventato piccola icona di una Roma che tutti vorremmo.
Le "avventure" di un condominio come tanti, che ospita diversi strati della società e le cui diatribe convergono tutte verso il malconcio ascensore. Fino ad un misterioso omicidio.
Scritto per metà con la modalità diario dal protagonista Amedeo / Ahmed, per l'altra metà come un interrogatorio degli altri personaggi, questo libro fresco e snello regala momenti di riflessione e divertimento.
Per sorridere e sperare che sì, integrare si può.
Anzi, si deve.
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piazza vittorio
Ho comprato il libro attirata dal titolo e dalla bellissima copertina, due presupposti che di solito possono aiutare nella scelta, se si va un po’ alla cieca come ho fatto io con questo autore algerino.
Mi è andata più che bene, perchè il libro mi è piaciuto molto.
Il breve romanzo è ambientato a piazza Vittorio (Roma) in un piccolo palazzo abitato da personaggi diversissimi tra di loro per cultura e provenienza. Sullo sfondo di questo colorato spaccato della società multietnica si è consumato l'omicidio di uno dei condomini soprannominato "Il Gladiatore".
L'omicidio sarà il pretesto che darà voce ai vari protagonisti del romanzo, si sfogheranno non solo parlando di Amedeo, inquilino del palazzo e unico sospettato, ma anche dei loro piccoli drammi che vivono quotidianamente a piazza Vittorio.
Ne emerge un racconto corale, ironico, dove vengono sottolineate le diversità di ognuno attraverso luoghi comuni, modi di pensare, limitazioni culturali e di non conoscenza del diverso che sfocia il più delle volte nell'intolleranza verso lo "straniero".
Ma lo straniero non è solo Johan l’olandese o Igbal il bengalese, ma è anche Benedetta la napoletana o Antonio il milanese.
Un concentrato sociologico che si sviluppa attorno al tanto temuto e odiato ascensore condominiale!
Una perla che fa sorridere e allo stesso tempo fa riflettere sugli svariati luoghi comuni che animano la nostra società.









