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Bianca come il latte, rossa come il sangue
 
Bianca come il latte, rossa come il sangue 2010-09-17 22:11:25 Ivan21
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Ivan21 Opinione inserita da Ivan21    18 Settembre, 2010
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Un percorso dentro l'anima

Il percorso di un adolescente alla ricerca di se stesso rappresenta la chiave di lettura dell’affascinante romanzo di D’Avenia. Operando un transfert completo, egli s’immedesima nella psicologia dei giovani; sembra proprio il diario scritto da un ragazzo, con il linguaggio tipico, la fuga nel virtuale, le ossessioni, le corse frenetiche. Ma in realtà c’è qualcosa di più: Leo ad un certo punto si arresta e si pone delle domande sul suo modo di essere, sui rapporti, sull’amore, l’amicizia. E così, attraverso un indagine profonda, si rivela, si scopre, capisce che non si può stare rinchiusi nella propria cappa, che sa di niente. Bisogna andare oltre e cogliere i valori essenziali, che danno un senso alle proprie giornate, individuando ciò per cui vale la pena di esistere. E cosa c’è di più bello dell’amicizia, che ti consente di donare gratuitamente, senza aspettarti nulla? E di più grandioso dell’amore, che ti avvolge con la spinta verso l’infinito di luce? E proprio qui s’innesta la diversificazione operata da D’Avenia tra il bianco e il rosso: il “bianco” è l’apatia, l’assenza, il vuoto: il “rosso” invece rappresenta la passione, la voglia di vivere, di sentirsi unici, protagonisti di un romanzo singolare, che è la propria esistenza. In fondo tutti quanti, non solo i giovani, si dibattono tra questi due poli, incapaci a volte di cancellare l’anonimato e il grigiore della banalità espressa nel”bianco”. Per Leo arriva l’amore che travolge, l’amicizia pura e la guida di un professore saggio: il Sognatore. I giovani avrebbero bisogno di una vera guida, di un maestro, che li aiuti nel difficile percorso della vita, aiutandoli a smuovere gli ostacoli paralizzanti. L’insegnante dovrebbe essere un novello Socrate, che con l’arte di una nuova maieutica permetta ai giovani di annullare gli echi fallaci della società massificata e senza cuore, facendo emergere dall’anima ciò che essi veramente sono, le potenzialità inespresse. Mi piacerebbe sentire un professore che, come D’Avenia, scenda dalla cattedra, si avvii con i giovani sulla loro strada, dicendo loro:”Leggendo tra le pieghe del cuore, potete diventare quello che neanche voi immaginate”. In definitiva il successo del romanzo di D’Avenia non è casuale, trova la sua motivazione nel proporre contenuti e valori di grande spessore formativo. E di questo alimento noi tutti ne abbiamo un bisogno infinito…..

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